Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00943 presentata da ILLY RICCARDO (MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO) in data 16/05/2002

Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-00943 presentata da ROBERTO DAMIANI giovedì 16 maggio 2002 nella seduta n. 146 DAMIANI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che: l'8 maggio 2002 la provincia di Udine ha approvato un ordine del giorno che sospende la realizzazione delle casse di espansione per contenere le piene del fiume Tagliamento; l'ordine del giorno rivolge anche un appello al presidente della giunta del Friuli-Venezia Giulia affinché la Regione risolva questo annoso problema delle piene con altre opere alternative per il rafforzamento degli argini del fiume nell'area di Latisana; negli ultimi 100 anni ben 3 eventi di piena eccezionale hanno interessato il Tagliamento provocando gravissime esondazioni e precisamente il 20 novembre 1920, il 2 settembre 1965 e il 4 novembre 1966; all'idrometro di Venzone, nelle occasioni summenzionate, si sono registrate altezze di massima rispettivamente di m 4.10, 4.37 e più di 4.90 (nel 1966 lo strumento di misura fu sommerso) dimostrando un trend in incremento; l'esperto internazionale, dottor Klement Tockner, recentemente intervenuto in un pubblico convegno a San Daniele del Friuli, ha ricordato che in tutta Europa i piani di sistemazione dei bacini idrografici assumono l'obiettivo di progetto di far fronte a piene ricorrenti ogni 200 anni, essendo necessario fronteggiare le conseguenze delle modificazioni climatiche che negli emisferi temperati presentano eventi meno frequenti ma di maggior intensità; ciò implicitamente impone la necessità di aggiornare il piano di bacino del Tagliamento adeguandolo a portate superiori a 5200 metri cubi al secondo; i danni provocati dall'ultima alluvione del 1966 hanno interessato 54 comuni, provocando 14 morti, 5000 persone senza tetto e 24.000 sinistrate, per un ammontare complessivo di danni stimati alle sole infrastrutture superiori a 500 milioni di euro; sulla situazione del Tagliamento esistono precisi studi sulle possibili regimazioni del fiume a tutela delle popolazioni rivierasche ed in particolare: commissione nazionale Ramponi (1966-1968); commissione interministeriale DeMarchi (1966-1970); gruppo di studio Veneto-Friuli (1972-1974); commissione regionale Machne (1979-1982); Studio Bonifica-Iritecna; tali studi hanno preso in considerazione una pluralità di interventi da effettuarsi lungo l'asta del fiume addivenendo tuttavia a concentrare l'attenzione sull'adeguamento del canale scolmatore Cavrato, sull'adeguamento del deflusso all'altezza dell'abitato di Latisana mediante opere di raddrizzamento delle curve e sulle opere di laminazione delle piene all'altezza del ponte di Pinzano, scartando altre soluzioni relative ad un intervento sui bacini montani e su altre aree del fiume, per evidenti ragioni di inadeguatezza; dopo l'ultimo sopralzo degli argini di oltre 2,2 metri e dopo la realizzazione dei drizzagni di Latisana e di Gorgo, risulta evidente a tutti i tecnici che la soluzione dell'innalzamento degli argini non consente più di garantire la sicurezza, ma paradossalmente tende ad aumentare il rischio di una eventuale esondazione, tanto da immaginare che interi paesi possano essere spazzati via; le proposte sin qui avanzate di realizzare sghiaiamenti generalizzati all'alveo attivo nel medio corso, sono destinate solamente ad aumentare l'afflusso di acque alla stretta di Latisana, provocando al tempo stesso una rilevante perdita di biodiversità e di riserve antropogeniche necessarie per rigenerare i popolamenti bentonici del fiume indispensabili per attivare i meccanismi di autodepurazione; le indicazioni di approfondimento dell'alveo alla stretta di Latisana, essendo la stessa interessata dal cuneo marino durante gli eventi meteorologici eccezionali, non solo non generano alcun beneficio idraulico, ma addirittura aumentano il rischio di ingressione salina nelle falde freatiche circostanti; il piano stralcio del bacino del Tagliamento, approvato con decreto ministeriale 28 agosto 2000, prevede la contestuale realizzazione dell'adeguamento del canale scolmatore Cavrato alla portata di 2.500 mc/sec e la realizzazione delle opere di laminazione, «casse di espansione», a valle del ponte di Pinzano al fine di laminare la portata a 4.000 mc/sec; rispetto alla realizzazione delle opere suddette esistono forti riserve della regione Veneto in relazione all'aumentato interramento di Porto Baseleghe e della laguna di Caorle, mentre si sta affermando una forte opposizione, anche istituzionale, da parte delle comunità locali, contro la realizzazione dei progetti delle casse di espansione così come illustrate ai comuni da parte dell'assessore regionale competente, opposizioni che comunque non si sono precedentemente manifestate durante l'iter di presentazione delle osservazioni nel contesto dell'approvazione del piano di bacino; l'area interessata alla realizzazione delle casse di espansione è stata proposta dall'amministrazione regionale all'attenzione dello Stato e della Commissione Europea per l'inserimento della stessa nell'elenco dei siti di interesse comunitario; il paragrafo 4, articolo 6, della direttiva 92/43/CEE consente la trasformazione dei siti di interesse comunitario per ragioni connesse alla salute dell'uomo e alla pubblica sicurezza; per realizzare opere destinate alla sicurezza sono stati impegnati anche i fondi della legge n. 879 del 1986 (terza legge di ricostruzione del terremoto) che all'articolo 2 ha stanziato 210 miliardi destinati alla sistemazione idrogeologica del fiume Tagliamento, una parte dei quali successivamente trasferiti alla competenza regionale ai fine di realizzare l'opera di laminazione delle piene all'altezza di Pinzano fin dal 1987; fin dal 15 aprile 1998 l'amministrazione regionale ha avviato l' iter di selezione delle equipe multidisciplinari di progettazione delle casse di espansione, senza peraltro neppure aggiudicare l'incarico alla data odierna; la realizzazione di tale opera o altra opera di laminazione delle piene avviene per conto dello Stato, al quale, tramite il competente ministero dell'ambiente (ex lavori pubblici), spetta la responsabilità di realizzare il piano di bacino del Tagliamento approvato dal 28 agosto 2000 -: se, a fronte all'inconcludenza dell'amministrazione regionale, in ordine all'ottenimento del consenso necessario alla realizzazione delle opere destinate alla garanzia di sicurezza del bacino del Tagliamento, il Ministro non ritenga di intervenire al fine di assicurare l'attuazione del piano di bacino, garantendo il consenso rapido sull'opera considerata o, in alternativa, un'altra opera di pari efficacia, da realizzarsi nei tempi più rapidi possibili mediante procedure commissariali. (5-00943)

 
Cronologia
mercoledì 24 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il Parlamento in seduta comune elegge, al dodicesimo scrutinio, Ugo De Siervo e Romano Vaccarella giudici della Corte costituzionale.

martedì 28 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Al Vertice NATO-Russia a Pratica di Mare, nei pressi di Roma, 20 capi di stato e di governo firmano la "Dichiarazione di Roma" e approvare la nascita del nuovo "Consiglio a 20", di cui entra a far parte la Russia.