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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00954 presentata da COSTA RAFFAELE (FORZA ITALIA) in data 27/05/2002

Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-00954 presentata da RAFFAELE COSTA lunedì 27 maggio 2002 nella seduta n. 147 COSTA e COSSIGA. - Al Ministro della difesa, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: molti cittadini si trovano nell'incresciosa situazione di non poter beneficiare della pensione privilegiata di invalidità nelle opportune sedi legali a causa degli innumerevoli disservizi nell'organizzazione e nel funzionamento degli apparati amministrativi statali. C'è chi attende da oltre trentacinque anni di veder concretizzato il proprio diritto alla pensione di invalidità, dopo un lungo e travagliato iter procedurale. Questo quanto è accaduto ad un cittadino, il signor Casalis Giovanni, nato a Torino il 27 gennaio 1936 e residente a Sommariva del Bosco (CN) che, dopo aver contratto un'infermità durante lo svolgimento del servizio militare, riconosciuta dipendente per causa di servizio aveva ottenuto dopo il congedo (nel 1958) il riconoscimento a un assegno privilegiato ordinario di VII categoria per 3 anni e per altri 3 anni un assegno di VIII categoria. A seguito però del diniego del Ministero della difesa al riconoscimento del diritto alla pensione di VII categoria per altri 4 anni a decorrere dal 1966, l'interessato ricorreva nel 1967 alla magistratura e dopo una lunga attesa, nel 1998 vinceva davanti alla Corte dei conti la causa. Sulla base di tale decisione, in data 15 settembre 1998, il Ministero della difesa adottava i provvedimenti necessari. Contemporaneamente però lo stesso ministero si rivolgeva alla commissione medica competente affinchè disponesse ulteriori accertamenti sanitari sull'interessato al sol fine di accertare la categoria di ascrivibilità dell'infermità, per il riconoscimento della pensione vitalizia. Il parere della Commissione, rilasciato con verbale del 4 gennaio 1999 riconosceva all'interessato il diritto alla pensione privilegiata a vita (VIII categoria) a decorrere dal 1 o aprile 1970. Nonostante tale riconoscimento, ancora oggi la pratica risulta ferma, arenata, dal momento che il ministero della difesa nel frattempo ha trasmesso il relativo fascicolo al comitato per le pensioni privilegiate per il prescritto parere sulla rinnovabilità dell'assegno. Tale comitato però, a causa del trasferimento di parte del personale al Ministero del tesoro, si è trovato nell'impossibilità dichiarata di trattare il fascicolo con la «precedente celerità» (!), tanto che ancora oggi la pratica giace tra i fascicoli del Comitato, in attesa che qualcuno se ne occupi; trentacinque anni sono bastati affinchè un cittadino e contribuente potesse vedere realizzate le proprie legittime aspettative e come lui, tante altre persone, stanno attendendo il riconoscimento dei propri diritti, lottando contro la malaburocrazia e la disorganizzazione di uffici e organi dello Stato -: se i controlli sul regolare e tempestivo funzionamento degli organi ministeriali vengano effettuati al fine di evitare situazioni incresciose come quella sopra descritta e con quali risultati; se sia ammissibile, in un Paese civile come dovrebbe essere l'Italia, che una persona debba attendere oltre trentacinque anni per veder concretizzato il proprio diritto alla pensione privilegiata di invalidità opportunamente riconosciutole nelle competenti sedi legali; se sia accettabile che a causa di disservizi interni ad un apparato amministrativo ministeriale, come nel caso di specie di Comitato per le pensioni privilegiate, si possano verificare danni non solo materiali, ma anche morali ai cittadini. (5-00954)