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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00986 presentata da CARLI CARLO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 05/06/2002

Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-00986 presentata da CARLO CARLI mercoledì 5 giugno 2002 nella seduta n. 154 CARLI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: in base alla legge 28 dicembre 2001, n. 448, articolo 10, e alla legge 24 aprile 2002 di conversione del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 13, articolo 2- bis gli operatori commerciali che possiedono insegne di esercizio di superficie fino a 5 meni quadrati, non sono tenuti al pagamento della «tassa sulle insegne»; tali provvedimenti seppur agevolano una categoria di operatori, sono penalizzanti per coloro che possiedono insegne di esercizio di poco superiori al limite prefissato per l'esenzione, che si trovano a dover pagare la tassa sull'intera superficie senza la possibilità di godere di alcuna franchigia, come ipotizzato in un primo momento; nonostante l'emanazione di una circolare ministeriale dei dipartimento per le politiche fiscali - ufficio federalismo fiscale del 3 maggio 2002, molti aspetti della normativa sono ancora oggi non ben definititi creando confusione nell'opinione pubblica, in particolare nel mondo del commercio; nella circolare, di cui sopra, alla definizione di insegna di esercizio si rileva che «la presenza, nell'ambito dello stesso mezzo pubblicitario delle indicazioni relative al marchio del prodotto venduto, non fa in alcun modo venir medio la natura dell'insegna di esercizio; ciò del resto, trova espressa legittimazione nella stessa nozione contenuta nel citato articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992, che stabilisce, appunto, che la scritta distintiva della sede di svolgimento dell'attività economica può essere completata eventualmente da simboli e marchi»; detta circostanza non deve a dare luogo a distinte misurazioni di superficie in quanto, a norma dell'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, l'imposta sulla pubblicità si determina in base alla superficie della minima figura piana geometrica in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario «indipendentemente dal numero dei messaggi in esso contenuti»; in alcuni comuni continua ad essere richiesto il pagamento della «tassa sulle insegne» anche agli operatori commerciali che hanno una insegna di esercizio di superficie non superiore ai 5 metri quadrati, «accompagnata nel contesto dello stesso mezzo pubblicitario, da simboli e marchi relativi a prodotti in vendita»; per gli operatori commerciali si tratta di un ulteriore aggravio di spese in una fase di ristagno dei consumi e dell'economia -: se il Governo non ritenga opportuno adottare provvedimenti per chiarire quali operatori hanno diritto di accesso alle agevolazioni previste nelle leggi citate; se non ritenga opportuno prevedere una franchigia, pari almeno a 5 metri quadrati, per le insegne pubblicitarie che superano questa dimensione, come primo passo per arrivare ad una definitiva eliminazione della «tassa sulle insegne», in modo tale da sostenere gli operatori commerciali in una delicata fase dell'economia del nostro paese.(5-00986)





 
Cronologia
martedì 4 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge: Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo (AC 2454), che sarà approvato dal Senato l'11 luglio (legge 30 luglio 2002, n. 289 legge Bossi-Fini)

giovedì 20 giugno
  • Politica, cultura e società
    I magistrati scioperano contro la riforma della giustizia voluta dal Governo.