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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01036 presentata da CHIAROMONTE FRANCA (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 24/06/2002

Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-01036 presentata da FRANCA CHIAROMONTE lunedì 24 giugno 2002 nella seduta n. 163 CHIAROMONTE, GRIGNAFFINI, CARLI, CAPITELLI, GIULIETTI, LOLLI, MARTELLA, SASSO, TOCCI, BANDOLI, VIGNI, BELLILLO, CARRA, TITTI DE SIMONE, RIZZO e RUSCONI. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che: il regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro per i beni e le attività culturali adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 stabilisce che tra i compiti del consiglio per i beni culturali e ambientali vi è quello di esprimere pareri su richiesta del Ministro in relazione a schemi di atti normativi e amministrativi generali, sull'approvazione dei programmi nazionali per i beni culturali e paesaggistici e dei piani di spesa annuali e pluriennali, ed è organo di consulenza per quanto attiene agli interventi aventi ad oggetto i beni sottoposti alle disposizioni del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490; il 24 maggio 2002, il senatore Giuseppe Chiarante, vicepresidente del consiglio per i beni culturali e ambientali, con una lettera indirizzata al Ministro ha rassegnato le sue dimissioni; tra le motivazioni addotte dal senatore Chiarante vi è il disagio per la volontà politica di escludere il consiglio nazionale dall'esercizio delle funzioni consultive che la legge attribuisce a quest'organo; il senatore Chiarante denuncia che nessuno dei provvedimenti legislativi del Governo concernenti direttamente o indirettamente il patrimonio culturale è stato sottoposto al preventivo parere del consiglio nazionale, massimo organo di consultazione del ministero; alcuni tra i provvedimenti legislativi presentati dal Governo in tema di patrimonio culturale hanno e avranno conseguenze esiziali per la gestione, la valorizzazione e la tutela di questo patrimonio; nessun parare preventivo è stato chiesto dal Ministro al consiglio nazionale rispetto alla delega che «codificherà» ex novo tutto il sistema di tutela del nostro paese; nessun parere preventivo è stato chiesto al consiglio nazionale rispetto alla possibilità di cedere il nostro patrimonio culturale alla Patrimonio dello Stato spa; nessun parere preventivo è stato chiesto al consiglio nazionale rispetto all'ipotesi di concessione a privati dei musei statali contenuta nel disegno di legge finanziaria 2002; nessun parere preventivo è stato chiesto al consiglio nazionale rispetto alla cosiddetta «legge obiettivo» -: se non ritenga che le mancate consultazioni del consiglio nazionale, oltre a dimostrare una scarsissima stima nelle capacità e competenze dei suoi componenti, non rischino di provocare gravi danni al patrimonio culturale, al paese e alla sua credibilità internazionale, come dimostra anche l'episodio e l'esperienza maturata con l'ex articolo 22 della Finanziaria, o il più recente caso della Patrimonio dello Stato spa, episodi nei quali, la preventiva richiesta di parere al consiglio nazionale avrebbe potuto evitare «incomprensioni», errori di valutazione e polemiche permettendo una ottimale e più fluida gestione della discussione parlamentare sui provvedimenti legislativi concernenti il patrimonio culturale.(5-01036)

 
Cronologia
venerdì 21 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Consiglio europeo di Siviglia adotta un pacchetto di misure in materia di immigrazione: la lotta contro l'immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani; la gestione integrata delle frontiere esterne dell'Ue; le relazioni con i paesi terzi; la definizione della politica comune di immigrazione e di asilo.

mercoledì 3 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva in seconda lettura il disegno di legge costituzionale: Modifica dell'articolo 51 della Costituzione (AC 1583-B), approvato definitivamente dal Senato il 20 febbraio 2003 (legge costituzionale 30 maggio 2003, n.1)