Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01183 presentata da DELMASTRO DELLE VEDOVE SANDRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 03/07/2002
Interrogazione a risposta orale Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-01183 presentata da SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE mercoledì 3 luglio 2002 nella seduta n. 169 DELMASTRO DELLE VEDOVE, GIANNI MANCUSO, GHIGLIA, MEROI, FATUZZO, LA STARZA, LUIGI MARTINI, CORONELLA, MESSA, MAGGI, BELLOTTI, SCALIA, ARRIGHI, SAGLIA e TAGLIALATELA. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: l'A.I.R.I.L. (Associazione Italiana per i rapporti italo-libici), con sede in Roma, Viale Bruno Buozzi n. 47, ha inviato una nota informativa a tutti i deputati circa la sorte dei crediti delle imprese italiane che hanno operato ed operano in Libia; la questione è relativa a crediti vantati da imprese italiane e riconosciuti come certi, liquidi ed esigibili da Enti e Compagnie governative libiche, alcuni dei quali addirittura accertati con sentenze delle giurisdizioni libiche, derivanti da esportazioni di beni o da lavori eseguiti da imprese italiane (oltre cento aziende), per una somma complessiva, al netto di interessi, di oltre 800 milioni di dollari; i pagamenti sono stati «congelati» all'inizio degli anni '80 per l'asserita esistenza di un contenzioso fra la Libia ed il Governo italiano per risarcimento di danni di guerra risalenti al periodo coloniale; è doveroso ricordare come il predetto contenzioso, discusso sin dal 1956, abbia già trovato un'equa soluzione con gli accordi Dini-Shalgane del 1998 e con il successivo accordo SACE-Governo libico del 26 ottobre 2000, prevedenti un abbuono sugli indennizzi pagati di oltre 260 milioni di dollari; il 5 novembre 2001 a Roma avrebbe dovuto riunirsi il Comitato Misto italo-libico per i crediti, ma la riunione è stata rinviata per l'assenza della delegazione libica; l'ultima riunione del comitato si è svolta a Tripoli il 19 settembre 2001 e da allora, malgrado le sollecitazioni rivolte alla Farnesina nulla più hanno saputo gli imprenditori italiani; i creditori sono giunti ormai alla soglia dell'esasperazione e chiedono più che giustificatamente un autorevole e finalmente risolutivo intervento del Governo italiano che ponga fine all'ingiustificato «regime di inesigibilità» dei crediti vantati da lungo tempo dalle imprese del nostro Paese -: quali urgenti e ferme iniziative intenda assumere per «stringere i tempi» della trattativa con il governo libico per lo «sblocco» dei crediti vantati dalle imprese italiane nei confronti di Enti e di compagnie governative della Repubblica di Libia. (3-01183)