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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01194 presentata da DUCA EUGENIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 03/09/2002

Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-01194 presentata da EUGENIO DUCA martedì 3 settembre 2002 nella seduta n. 185 DUCA e GIACCO. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che: il Messaggero di Ancona del 1 o settembre 2002 ha pubblicato un articolo riguardante l'immobile cinema teatro Metropolitan, sito in Ancona; l'articolo riprende una serie di giudizi, espressi dalla Società Metropolitan Building rappresentata dal signor Tommaso Fioretti, nei quali si sostiene tra l'altro che «il vincolo imposto dal Sovrintendente Guglielmo è uno scandalo». Il riferimento è insolente quanto sbagliato in quanto il «vincolo» non è del sovrintendente Guglielmo bensì una tutela, articolo 2 comma 1 decreto legislativo n. 490 del 1999, del Ministero per i beni e le attività culturali (Ufficio Centrale per i Beni Ambientali e Storici), direttore generale dottor Mario Serio del 25 agosto 2000; il decreto sopracitato tutela l'edificio Metropolitan non solo «l'involucro murario esterno, le facciate, le partiture architettoniche» pregevole esempio di architettura neoclassica che gli valse, fin dall'epoca della sua costruzione, l'appellativo di Teatro Palladio. La tutela riguarda «il volume della Sala, nonostante le radicali modifiche subite dall'originario impianto architettonico interno, che ha peraltro conservato la unitarietà spaziale dell'ampio ed antico ambiente teatrale, che merita di essere conservato, recuperato e rivitalizzato per immutato valore storico, sociale e culturale - oltreché monumentale nel suo ancora integro involucro architettonico esterno - in particolare per l'importante ruolo storico-artistico e sociale fin dall'inizio assolto per la collettività, tuttora grandemente amato non solo da uomini di cultura ma dall'intera cittadinanza anconitana, della cui ditta costituisce ancora testimonianza e vivida memoria»; la procedura di tutela, come emerge chiaramente dalla nota 14260 del 26 luglio 2000, indirizzata al Ministero interrogato, era iniziata nel 1994 dall'allora Sovrintendente pro tempore architetto G. Malchiodi che «aveva ravvisato l'opportunità di sottoporre l'edificio a vincolo avviando la relativa procedura, senza tuttavia portarla a termine in mancanza della documentazione più volte richiesta al Comune». Si tratta pertanto di un atto ineccepibile, ad avviso degli interroganti doveroso, per la storia della città di Ancona che negli ultimi 20 anni ha già perso il Cinema Teatro Marchetti, il Teatro Goldoni, del quale è stata salvaguardata - in ottemperanza al Piano regolatore - la sala cinematografica (organizzata in multisala) da 700 posti, e il teatro delle Muse che riaprirà il 13 ottobre 2002 (dopo circa 60 anni) dopo aver subito una pesante distruzione del teatro originario; la storia recente del Cinema-teatro Metropolitan è legata all'acquisto dell'immobile nel 1983 dalla Siab s.r.l., facente capo al signor Edoardo Longarini, già concessionario del Ministero dei lavori pubblici del 7 o lotto del Piano di ricostruzione post-bellica. Le vicende legate alle concessionarie Adriatica Costruzioni Ancona, e Adriatica Costruzioni di Ancona, entrambi del signor Longarini sono tristemente note. Il grave intreccio politico affaristico che ha coinvolto Ministeri, funzionari statali, dirigenti periferici e che ha provocato danni enormi allo Stato e a Ancona, è stato già trattato ampiamente in Parlamento e nelle aule giudiziarie di diversi gradi; nel 1988 il consiglio comunale ha adottato la variante generale al piano regolatore della città e ha previsto, tra l'altro, che l'immobile Metropolitan e Goldoni mantenessero la destinazione di sale di pubblico spettacolo e comunque una destinazione a sala cinematografica per almeno 700 posti (anche organizzate in multisala); nel 1992 la Siab srl fa cessare l'attività teatrale e cinematografica del Metropolitan, cercando in tal modo di ottenere una variante sugli usi previsti dal piano regolatore; nel 1992 e 1993 il consiglio comunale riconferma le destinazioni a sale di pubblico spettacolo e per il Metropolitan impegna la Giunta a verificarne le possibilità di esproprio; il 28 dicembre 1993 il piano regolatore generale di Ancona viene approvato con delibera di Giunta regionale n. 5841. L'articolo 41 alla lettera d) «prescrizioni specifiche» detta una serie di norme proprio per gli edifici Goldoni e Metropolitan; infatti al punto 5 si legge che «Gli edifici in cui sono comprese le sale cinematografiche Goldoni e Metropolitan possono essere ristrutturati secondo le categorie di intervento indicate nella tavola di progetto 7B, localizzando in esse nuove funzioni come consentito dal precedente articolo a condizione che vengano ricavate nell'edificio ristrutturato nuove sale per spettacolo (anche organizzate in multisala) con almeno 700 posti per ciascun intervento. L'Amministrazione Comunale assicurerà la non contestualità degli interventi, garantendo la continuità della presenza delle sale cinematografiche nella 2T3. In tali interventi non si applica la disposizione relativa agli usi regolati.»; il 9 marzo 1999 la Siab srl del signor Longarini promette di vendere alla Metropolitan srl con sede in Ancona rappresentata pro tempore dal signor Bernardo Marinelli, che accetta il 10 marzo 1999, l'immobile Metropolitan, al prezzo di 15.500.000.000 più Iva sempreché venga approvato «dalle competenti autorità» il progetto di ristrutturazione che la stessa Siab sta per presentare; l'atto viene registrato il 3 novembre 1999 e non appena la vicenda viene conosciuta da pubblica opinione si accende un vivo dibattito sull'affare che il signor Longarini, nel frattempo già condannato in primo grado per truffa aggravata, sta per concludere in Ancona e, soprattutto per la perdita dell'ultimo teatro-cinema esistente nel centro città che verrebbe distrutto per fare spazio a negozi, studi professionali, albergo; per evitare tale esito si mobilitano singoli cittadini, personalità della cultura, dell'arte e dell'economia di Ancona, consiglieri comunali, organizzazioni sociali ed economiche di commercianti e artigiani nonché alcuni parlamentari, segnalando ripetutamente che tali previsioni contrastavano nettamente con l'esigenza di salvaguardare il valore storico e funzionale dell'immobile e con le norme del vigente piano regolatore; in effetti che ci trovava in presenza di evidenti forzature veniva riconosciuto anche dai sostenitori del progetto: sul Corriere Adriatico del 10 gennaio 2000 il signor Marineli afferma che «dal marzo 2000 è iniziato il programma di attività tecnica consistente nella redazione di un progetto di fattibilità per il recupero dell'edificio, predisposto in base alle norme dettate dal piano regolatore generale. Il vincolo di destinazione dell'edificio obbliga gli agenti all'uso funzionale storico dello stesso e cioè: il mantenimento della sala cinematografica da 700 posti da realizzarsi nei piani interrati dell'edificio, così da dare spazio a due o tre piani di commerciale e direzionale e prosegue: «Non va dimenticato poi che l'ex Metropolitan necessita di una variante al piano regolatore generale per la destinazione dello stesso a funzioni diverse dalle proiezioni cinematografiche.»; sul Resto del Carlino dell'11 febbraio 2000 l'Assessore all'Urbanistica pro tempore , alla domanda del giornalista sul futuro del Metropolitan risponde «Resterà così fino a che non ci sarà un investitore che ritiene economico costruire un cinema con una o più sale fino a 700 posti come prevede il piano regolatore.»; sul Messaggero Ancona il Sindaco pro tempore sostiene: «Marinelli è costretto a chiedere la variante al piano regolatore generale perché l'immobile è vincolato a cinema da almeno 700 posti.»; in data 19 aprile 2000 la Ancona Hotels s.r.l., con sede in Ancona, subentra alla Metropolitan srl e congiuntamente alla Siab srl chiedono al Sindaco di Ancona di attivare la procedura prevista per attivare «un accordo di programma» ai sensi della legge 8 giugno 1990, n. 142 al fine di ottenere l'approvazione di un progetto che risulta parzialmente in variante allo strumento urbanistico vigente e per realizzare: una sala polifunzionale, un garage, un Hotel e spazi per attività commerciali.»; nel caso in cui il progetto venisse approvato l'Ancona Hotels verserà alla Siab, facente capo al signor Longarini, 17.500.000.000 più Iva; il Sindaco di Ancona, pur in presenza di non pochi contrasti politici tanto che ben 11 Consiglieri di maggioranza manifestano perplessità e contrarietà, decide di dare attuazione all'accordo di programma e convoca la Conferenza dei Servizi per il 28 luglio 2000; l'iniziativa non giunge a esito positivo in quanto le altre istituzioni pubbliche non concordano, il Comando dei Vigili del Fuoco esprime parere contrario sulla prevenzione incendi, la Sovrintendenza comunica formalmente di aver avviato le procedure di tutela; stranamente da parte degli Amministratori comunali dell'epoca si è scatenata una campagna di offese, di insolenze e di insulti contro il Sovrintendente, quando, ad un attento esame, ci si sarebbe resi conto che gli unici a sostenere l'accordo di programma erano il proponente privato e il Comune di Ancona. Constatato l'esito negativo dell'obiettiva ennesima forzatura viene predisposta dall'Assessorato all'Urbanistica una «proposta di Delibera per il Consiglio Comunale» avente ad oggetto: «Variante parziale all'articolo 41 lettera d) punti 1 e 5, delle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore Generale»; nella premessa si legge tra l'altro che: «Che a circa più di 20 anni dall'adozione della variante generale al Piano Regolatore la prescrizione che vincola la ristrutturazione dell'edificio Metropolitan al mantenimento di una sala cinematografica per almeno 700 posti, non appare più condivisibile»; nei considerato si legge: «che in data 3 novembre 1999 è stata presentata dalla Società Metropolitan srl, proprietaria parziale all'articolo 41 lettera d) punto 5 che della sala cinematografica di 700 posti, di realizzare una sala con destinazione polifunzionale con capienza di 375 posti»; inoltre nella deliberazione si propone di prevedere per il Metropolitan una sala polifunzionale (anche per spettacolo) con almeno 375 posti anziché 700 posti; infine si sopprime la garanzia della continuità della sala cinematografica. In sostanza una proposta di variante; un'evidente forzatura, pur lecita che ad avviso degli interroganti, è stata tesa a favorire l'affare Metropolitan. Forse il miglior affare che il signor Longarini abbia concluso in Ancona; comunque la proposta di delibera non viene formalizzata e pertanto la variante al piano regolatore generale non viene discussa dal Consiglio Comunale; in data 25 luglio 2001 si registra una fusione di Società per incorporazione e l'immobile Metropolitan passa di proprietà alla Video srl, anch'essa di proprietà del signor Edoardo Longarini; nel dicembre 2001 la Video srl consegna a mano, alla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio delle Marche, un progetto di massima e successivamente il 15 febbraio 2002 un progetto generale di recupero; in data 28 febbraio 2002 il Soprintendente pro tempore architetto Francesco Scoppola con nota 4006 M AN 2 - 1132 approva con condizioni il progetto riguardante: Sala cinema Metropolitan e albergo-teatro; il 6 maggio 2002 l'Associazione culturale «Amici per Ancona» presenta un ricorso al Ministero per i beni e le attività culturali per l'annullamento del predetto parere prot. n. 4006 del 27 febbraio 2002; il ricorso evidenzia come il decreto ministeriale di tutela del 25/09/02 sia stato raggirato ed eluso. Infatti anche a parere degli interroganti non può sfuggire che nel progetto approvato non vi è alcuna traccia del teatro mentre è prevista la realizzazione «di un albergo con locali di pertinenza consistenti in una sola polivalente, un'autorimessa e piccoli negozi di pertinenza». Altro che quanto previsto dal decreto ministeriale che prevede: «il volume della sala ha peraltro conservato la unitarietà spaziale dell'ampio e antico ambiente teatrale, che merita di essere considerato, recuperato e rivitalizzato per l'immutato valore storico, sociale e culturale - oltre che monumentale nel suo ancora integro involucro architettonico esterno - in particolare per l'importante ruolo storico-artistico e sociale». A parte il fatto che mancano tutti gli elementi strutturali tipici del Teatro (spazio per orchestra, camerini, si assiste ad una presa in giro quando le stanze dell'albergo vengono definite «camere-palchi» o quando si condiziona «la conservazione della duplice valenza monumentale dell'edificio, di Teatro e di cinema, al fatto che la sala con accesso da corso dovrà mantenere il nome di Metropolitan, mentre gli ambienti con accesso da Corso Mazzini dovranno mantenere il nome di Teatro». In tal modo i clienti dormiranno nell'albergo Teatro Vittorio Emanuele e acquisteranno profumi o pizza al cinema Metropolitan. Come se qualcuno volesse trasformare il Colosseo in parcheggio e la Soprintendenza approva il progetto a condizione che venga chiamato «parcheggio Colosseo»; ma le stranezze non sono ancora ultimate in quanto in data 27/03/2002 la Ditta Video srl presenta la domanda di concessione edilizia al Comune di Ancona per l'intervento sull'immobile Metropolitan; il progetto presenta molti margini di ambiguità soprattutto nella definizione della sala da 700 posti: sala polifunzionale, sala polivalente, sala polivalente per spettacoli; in sostanza non viene mai descritta come previsto dal piano regolatore generale e cioè «sala per spettacolo (anche organizzata in multisala) con almeno 700 posti» né che «viene garantita la presenza della sala cinematografica»; è probabilmente questa ambiguità di descrizione a trarre in inganno l'autore del referto del settore urbanistica competente che, a differenza di quanto scritto in precedenti referti, non evidenzia la carenza della presenza della sala per pubblico spettacolo e la sala cinematografica da almeno 700 posti; anche la Commissione Edilizia può essere stata sviata dall'ambiguità della descrizione del progetto, che nasconde di essere in variante al piano regolatore e forse per la confusione dettata dal fatto che il progetto «sia vistato» dalla Soprintendenza dato che la Commissione Edilizia non può sindacare il parere della Soprintendenza ma accertare l'aderenza ai vincoli urbanistici; in tale situazione, in data 8 agosto, il comune di Ancona ha rilasciato la concessione edilizia n. 179 e l'impresa ha comunicato l'avvio dei lavori per la prima decade di settembre; la Concessione edilizia cita tra l'altro «il parere favorevole espresso dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ancona in data 14/05/2002»; il Comando dei Vigili del Fuoco si è espresso su una richiesta formulata dal signor Tommaso Fioretti in qualità non meglio precisata di «gestore» e su una relazione tecnica nella quale il Fioretti Tommaso risulta nella qualità di committente, realizzata dall'ingegner Ugo Cesaretti; la relazione definisce in modo inequivocabile l'intervento, anche se permangono diverse dizioni della sala. Infatti è chiaro che l'intervento è volto «a realizzare un complesso immobiliare con più attività afferenti allo stesso esercizio pubblico. Sarà realizzato un albergo con locali di pertinenza consistenti in una sala polivalente, un'autorimessa e piccoli negozi di pertinenza»; il controllo di prevenzione incendi è rivolto prevalentemente all'attività n. 84 (albergo) e con attività di pertinenza consistenti in un'autorimessa (attività n. 94) una sala convegni (attività n. 83) piccoli negozi ed una centrale termica; la pratica viene inoltrata come variante all'originaria pratica di prevenzione incendi relativa all'ex Cinema Metropolitan; il complesso immobiliare sarà suddiviso in più compartimenti tutti pertinenti ad un'attività alberghiera che comprenderà anche altri servizi ad essa correlati; nel descrivere la «sala polivalente» si sostiene che trattasi di locali di intrattenimento, con capienza di 700 posti a sedere, utilizzato come «spazio riunione e simili», di cui all'articolo 84 del decreto ministeriale 9 aprile 1994; esso sarà dunque parte integrante, dell'attività alberghiera. In essa si effettueranno convegni, conferenze, eccetera, con esclusione dell'attività di cinema; la cabina di regia è al servizio della sala e può servire per proiezioni di brevi cortometraggi o altro materiale inerente l'oggetto delle conferenze in atto. È escluso l'uso della sala polivalente come cinema; in sostanza alla Soprintendenza si sostiene una tesi, in Comune un'altra, ai Vigili del Fuoco un'altra ancora e da un soggetto diverso; il Resto del Carlino pubblica il 1 o settembre 2002 un'intervista al signor Fioretti che alla domanda del giornalista: «Ma ci sarà solo una sala convegni?» risponde: «Qualsiasi cinema ospita anche congressi, incontri, dibattiti. Non vedo perché non dovremo farlo noi?»; il Messaggero del 3 settembre pubblica un articolo dal titolo «Metropolitan, i vigili escludono il cinema»; in conclusione il parere espresso dai Vigili del Fuoco non riguarda gli usi previsti dal Piano regolatore generale cittadino; considerando che le «stranezze» procedurali coinvolgono una pluralità di soggetti e che in assenza di sospensione e di revoca della concessione edilizia già rilasciata l'impresa potrebbe avviare i lavori con il rischio di pregiudicare irrimediabilmente l'edificio sottoposto a tutela, peraltro in violazione al piano regolatore generale di Ancona -: se sia a conoscenza dei fatti suesposti; se intenda esercitare i poteri ministeriali emanando i previsti atti di tutela in capo al ministero; se e quando intenda rispondere al ricorso presentato dal circolo culturale amici per Ancona; se e quali altre iniziative intenda attuare per impedire che venga portata a compimento una procedura essa sì, ad avviso degli interroganti, scandalosa, essendo in palese violazione dei beni culturali tutelati dal ministero, delle norme del piano regolatore e delle norme di sicurezza. (5-01194)