Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01197 presentata da DE SIMONE ALBERTA (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 16/09/2002
Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-01197 presentata da ALBERTA DE SIMONE lunedì 16 settembre 2002 nella seduta n. 186 ALBERTA DE SIMONE. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: in Nigeria è stata condannata alla lapidazione Amina Lawal Kurami, giovane donna accusata di avere avuto una bambina dopo il divorzio; la notizia della condanna a morte di Amina è stata riportata da molti organi di stampa proprio nel giorno in cui Safiya Hussaini, altra nigeriana condannata a morte per lapidazione, vinceva la causa presso la corte d'appello della sharia nella città settentrionale di Sokoto; il giudice Mohammed Tambari-Uthman, nel caso di Safiya, ha dichiarato che l'atto incriminato era avvenuto prima che l'adulterio divenisse un reato penale secondo la sharia e, quindi, il caso di Safiya doveva chiudersi; in base alla legge della sharia applicata nel nord della Nigeria, la gravidanza fuori dal matrimonio è una prova sufficiente per condannare una donna. Viceversa sono necessari quattro testimoni oculari affinché un uomo sia condannato per adulterio; le autorità nel nord della Nigeria sono inflessibili nel ritenere che il codice della sharia deve essere rispettato da tutti i buoni musulmani, ma il governo federale della Nigeria considera dure le punizioni emesse dai tribunali della sharia; il caso di Safiya Hussaini, che ha sollevato una grande protesta internazionale, potrebbe costituire un importante precedente per le corti della sharia, ma è necessario che una sentenza annulli la condanna a morte di Amina, o la sua vita resta in bilico; Amina Lawal Kurami ha 35 anni, proprio come Safiya. Vive in un villaggio di contadini a Kurami, nello stato di Katsina. Analogamente a Safiya, Amina è stata condannata alla lapidazione per adulterio: ha infatti avuto una bambina dopo il divorzio; la sentenza è stata emessa il 22 marzo 2002 dal tribunale di Bakori, nello Stato di Katsina, uno dei dodici Stati del nord della Nigeria a maggioranza islamica, dove dall'inizio del 2000 è stata reintrodotta la «sharia», l'antico sistema normativo recentemente dichiarato incostituzionale dal Governo ai governatori degli Stati che la adottano; Amina Lawal ha divorziato tra la fine del 2000 e l'inizio del 2001, come lei stessa ha detto alla Corte. Nei successivi undici mesi ha frequentato un uomo del suo stesso villaggio, Yahaya Mohammed, il quale le aveva promesso di sposarla. Successivamente Amina è rimasta incinta e all'inizio del 2001 ha dato alla luce una bambina; è stata la gente di Kurami, il suo villaggio, ad accusarla, invocando vendetta. Così alcuni mesi fa è cominciato il processo contro di lei; Amina non ha potuto dimostrare che il padre della bambina fosse l'uomo che frequentava. Infatti lui ha ammesso di aver avuto una relazione con Amina, ma ha negato di aver avuto rapporti sessuali, per evitare di essere condannato a morte come la donna; il giudice del tribunale islamico, Nasiru Lawal Bello Dayi, ha quindi scagionato Yahaya Mohammed, mentre ha condannato Amina alla lapidazione, avendo lei stessa confessato ed essendo la piccola nata la prova della «colpa»; la donna ora è in libertà provvisoria e si trova a casa dei suoi genitori, dove sta svezzando la sua piccola bambina di pochi mesi, Wasila; la pena di morte, rinviata di otto mesi, per permettere alla donna di allattare la sua bambina, è ora in procinto di essere eseguita; la mobilitazione di migliaia di donne e uomini di tutto il mondo non è ancora riuscita a modificare tale crudele e brutale decisione; negli ultimi anni il nostro paese si è distinto, nella sua politica internazionale, per aver sostenuto uno sviluppo economico, culturale e legislativo attento al rispetto dei diritti umani fondamentali ed ha aderito con totale convinzione al trattato dell'Unione europea, ratificato con legge n. 454 del 3 novembre 1992, che ha definito tra gli obiettivi primari della politica di cooperazione allo sviluppo il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali nei paesi in via di sviluppo; molti appelli sono stati lanciati in tutto il mondo affinché la vita di Amina venga salvata -: quali iniziative urgenti il Ministro intenda promuovere in tutte le sedi opportune per scongiurare la lapidazione di Amina.(5-01197)