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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVE DI DIBATTITO 8/00029 presentata da COLLAVINI MANLIO (FORZA ITALIA) in data 16/10/2002

Risoluzione in Commissione Atto Camera Risoluzione in Commissione 8-00029 presentata da MANLIO COLLAVINI mercoledì 16 ottobre 2002 pubblicata nel bollettino n. 229 La XIII Commissione, considerato che: a) da anni nella regione Friuli-Venezia Giulia sono in corso impegnativi programmi ed importanti realizzazioni per migliorare e valorizzare ulteriormente il già elevato, tradizionale livello qualitativo dei vini a DOC regionali, iniziative che hanno coinvolto mezzi umani, tecnici e finanziari di rilevante portata; b) la regione Friuli-Venezia Giulia (che impegna risorse qualitativamente e quantitativamente elevatissime nel settore vitivinicolo ed è, anche per questo motivo, nelle migliori condizioni per affrontare la libera e corretta concorrenza di mercato) osserva con preoccupazione ogni eventuale alterazione negativa delle condizioni di concorrenza sia sul piano tecnico che economico; c) nonostante la vitivinicoltura del Friuli-Venezia Giulia sia qualitativamente molto avanzata e difficilmente imitabile nell'immediato, l'approssimarsi dell'adesione della Slovenia e di altri paesi dell'ex Jugoslavia sta creando seria apprensione presso gli operatori vitivinicoli del nord est, preoccupati dell'alterazione delle regole di mercato; d) le preoccupazioni degli operatori e delle autorità della regione Friuli-Venezia Giulia riguardano principalmente: 1) le notizie secondo le quali, soprattutto in Slovenia, si stanno piantando a vigneto massicce superfici in modo da mettere di fronte al fatto compiuto la Comunità nell'atto della prevista adesione (cosa, questa, che, da un lato, appesantirà notevolmente la già eccessiva produzione comunitaria e, dall'altro, entrerà in concorrenza diretta - ma a costi nettamente inferiori - con i vini del nord est di analoga tipologia); 2) il fatto che, con le stesse finalità, nella medesima zona si tende ad ammettere per i v.q.p.r.d. rese di uva/ettaro superiori a quelle consentite per gli analoghi vini a DOC della regione Friuli-Venezia Giulia; 3) la ventilata richiesta della Slovenia di essere sottoposta alle regole tecniche in vigore per la fascia mitteleuropea, richiamandosi a similitudini con l'Austria, compreso il delicato aspetto dell'aumento del titolo alcolometrico dei mosti e vini mediante aggiunta di saccarosio (prevista per i Paesi del Nord), le gradazioni minime più ridotte, le acidità totali più elevate, eccetera, mentre la produzione del nostro nord est è legata alle assai più severe regole della fascia mediterranea, per la quale l'aggiunta di saccarosio è ammessa solo a livello di vini spumanti, ma vietata per tutti gli altri vini tranquilli e speciali; 4) la possibile richiesta da parte della Slovenia, di poter denominare (nelle zone in cui vige il bilinguismo tradizionale) i propri v.q.p.r.d., sia in lingua originale che in lingua italiana, creando ovvie confusioni per i consumatori italiani e stranieri che già conoscono ed apprezzano i DOC Collio o Collio Goriziano, Carso, Friuli ed altri; e) dovessero verificarsi e trovare esito positivo le circostanze e le eventuali richieste sopra descritte, la vitivinicoltura del Friuli-Venezia Giulia potrebbe subirne pesantissimi contraccolpi che si ripercuoterebbero in maniera devastante sull'intera economia regionale ed anche su quella nazionale; impegna il Governo ad intervenire urgentemente presso la Comunità affinché: a) promuova una decisa, convinta azione nei confronti degli aspiranti nuovi membri mirata al contenimento del potenziale viticolo entro i limiti di quello esistente il 1 o agosto 2000, tenendo ferme le disposizioni comunitarie in materia di pratiche enologiche e di coltivazione e vigilando con la massima attenzione perché gli aspiranti membri diano seguito alle indicazioni fornite dall'Unione europea; b) l'Unione europea colga l'opportunità delle nuove adesioni per riordinare in modo più funzionale e coerente la fascia viticola alpino-mitteleuropea: 1) estendendo lo status di Zona CIa alla Slovenia e ad altri Stati della ex Jugoslavia (eventualmente determinandoli di volta in volta) scongiurando, così, il rischio che vigneti italiani prospicienti l'uno all'altro alla Slovenia siano assoggettati a norme diverse e, tra loro, discriminatorie; 2) operando perché Friuli-Venezia Giulia e Slovenia siano inserite nella medesima Zona viticola, proprio in considerazione della competizione esistente tra le due aree, per fascia di prezzi, tipologie di vini al consumo, comunanza di mercati; 3) ponendo in essere norme produttive per il Friuli-Venezia Giulia e per la Slovenia compatibili fra loro assicurando, con ciò, il più alto livello qualitativo e di immagine, come quelli raggiunti dal Friuli-Venezia Giulia, salvaguardando altresì la tipicità e l'originalità di entrambe le parti anche attraverso l'obbligo di riportare, nella designazione e presentazione dei vini medesimi, le dichiarazioni obbligatorie, i nomi di vitigno ed altre qualificanti, esclusivamente nella lingua del paese di produzione. (8-00029) «Collavini».

 
Cronologia
giovedì 3 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva la risoluzione Ramponi ed altri (n. 6-00033), accettata dal Governo, per l'invio di un contingente di alpini in Afghanistan.

sabato 19 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Con un secondo referendum, gli irlandesi si pronunciano a favore del Trattato di Nizza.