Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/01346 presentata da ZANELLA LUANA (MISTO-VERDI-L'ULIVO) in data 23/10/2002
Interrogazione a risposta immediata in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-01346 presentata da LUANA ZANELLA mercoledì 23 ottobre 2002 nella seduta n. 209 ZANELLA e MAURA COSSUTTA. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: negli ultimi decenni in Italia si sono registrate considerevoli variazioni in relazione all'entità e alla tipologia dei bisogni sanitari dell'infanzia: sono infatti calate del 50 per cento le nascite nel periodo 1961-1991, sono migliorate le condizioni socioeconomiche delle famiglie e risultano pressoché scomparse le malattie gravi dei bambini e intere epidemie infettive; in controtendenza con questo miglioramento della salute dell'infanzia si è sviluppata una notevole domanda di prestazioni sanitarie per i propri figli da parte delle famiglie, caratterizzate di frequente da genitori entrambi lavoratori e da altri componenti del nucleo familiare, perennemente in tensione per il benessere dei bambini, spesso figli unici, rari e tardivi; da tali premesse consegue un aumento degli accessi ai pronto soccorsi pediatrici, cresciuti di oltre il 400 per cento negli ultimi 5-6 anni, con utilizzo improprio di strutture ospedaliere (oltre il 90 per cento dei casi sono codici verdi e bianchi) rispetto ad esigenze risolvibili in maniera più agevole e meno costosa visto che riguardano malattie banali ( common cold , otiti, faringiti), spesso sintomatiche (febbre, otalgia, tosse, vomito, diarrea, eccetera); il Servizio sanitario nazionale, che dispone di una rete ospedaliera pediatrica e di un numero di pediatri territoriali tra i più alti al mondo, risponde a questa domanda sanitaria di «nuovi bisogni» tentando di trattenerli nell'ambito delle cure primarie, avvalendosi (nel periodo 1981-2001) di 7.000 pediatri di famiglia che tuttavia, per la loro assenza dal servizio per il 63 per cento del tempo della settimana media e per la mancanza di una risposta territoriale continua ed organizzata, vanificano l'impegno di limitare per questi bisogni primari il ricorso improprio a strutture ospedaliere, cui l'80 per cento degli utenti ricorre senza un consulto con il medico curante; molto efficace risulta invece il progetto sperimentale di continuità assistenziale della ASL 12 veneziana, il primo in Italia con copertura oraria diurna completa (dalle 8:00 alle 20:00 lungo tutti i giorni dell'anno) illustrato nella rivista di pediatria e neonatologia Grand'angolo di Edit-Symposia, volume IX, numero 2 del 2002; il progetto della ASL 12 di Mestre Venezia, durato dal 1 o marzo 2001 al 28 febbraio 2002, ha coinvolto 20 pediatri di famiglia in continuità assistenziale feriale e 35 in continuità assistenziale festiva ed ha interessato un bacino di utenza di 30.000 bambini in età compresa tra 0 e 16 anni; indispensabile è stato l'impiego del consulto telefonico (15.751 telefonate e 7.278 visite ambulatoriali) con utilizzo di un numero verde «dedicato» (operatore al centralino ASL) in grado di smistare le chiamate sul pediatra di turno, logisticamente più adatto alla visita; il numero delle chiamate per febbre è stato pari al 37 per cento, quelle per vomito e diarrea il 18 per cento, l'8 per cento per malattie infettive, problemi respiratori e otorinolaringoiatriche, 7 per cento problemi cutanei, 14 per cento altri problemi; spesso il contatto telefonico è stato sufficiente a risolvere il quesito posto dall'utente che chiede una «sedazione d'ansia» rivelando l'essenzialità dell'uso del mezzo telefonico per un servizio di continuità assistenziale pediatrica; il 98 per cento delle visite si è risolto al primo livello, con necessità di ricovero nell'1 per cento dei casi e la necessità di prestazione di secondo livello nell'altro 1 per cento dei casi, confermando così l'efficacia del filtro svolto dal progetto citato; l'indice di gradimento degli utenti si è avvicinato al 100 per cento dei casi a dimostrazione dell'utilità della reperibilità diretta telefonica con successiva disponibilità alla visita e il mancato gradimento degli utenti per la segreteria telefonica che spinge invece a rivolgersi al pronto soccorso per una risposta pronta -: se il ministro non intenda promuovere sull'intero territorio nazionale, una più efficace de-ospedalizzazione verso strutture territoriali dei bisogni di salute dell'infanzia, diffondendo l'esperienza del recente progetto di continuità assistenziale pediatrica sperimentato dalla ASL 12 veneziana, che ha dimostrato come sia possibile ridurre i costi economici del servizio sanitario nazionale senza ridurre i servizi offerti ed anzi fornendo alle famiglie risposte tempestive, rassicuranti ed idonee a migliorare il rapporto di fiducia della popolazione verso i medici curanti. (5-01346)