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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01352 presentata da OLIVIERI LUIGI (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 24/10/2002

Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-01352 presentata da LUIGI OLIVIERI giovedì 24 ottobre 2002 nella seduta n. 210 OLIVIERI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro per le politiche comunitarie, al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che: già nel mese di gennaio 2002, una volta appreso della sospensione attuata dall'Enel, l'interrogante aveva segnalato vive preoccupazioni riguardanti le trattative per la cessione alla Provincia Autonoma di Trento e Bolzano delle centrali idroelettriche insistenti sul territorio, sospensione che era apparsa quanto meno sospetta perché coincideva con prese di posizione di alcuni ministri con riferimento al ruolo strategico che avrebbero rivestito le due Province nell'ambito del settore energetico sia nel campo della produzione che in quella della distribuzione e con la messa in discussione, sempre da parte di alcuni esponenti di Governo, della peculiarità normativa data da norme di attuazione dello Statuto di autonomia che hanno la ratio nel contributo che le risorse idriche del Trentino-Alto Adige/Sudtirol hanno dato nei cinquanta anni scorsi per la produzione di energia elettrica nazionale; queste preoccupazioni si sono poi rivelate assolutamente fondate visto che risale al luglio 2002 la notizia secondo la quale il Governo - con ben quattro pareri di altrettanti ministeri - bocciato la norma di attuazione sull'energia, quella che riscritta dalla «Commissione dei Dodici» avrebbe dovuto sbloccare il passaggio delle centrali idroelettriche alle Province di Trento e Bolzano; decisivo a tal proposito era stato il parere negativo del Ministro della funzione pubblica che riteneva che lo schema in esame recepisse solo in parte le osservazioni della Commissione Europea, lasciando impregiudicato il sistema di confronto comparativo come sistema alternativo a quello della gara pubblica in caso di rinnovo delle concessioni in scadenza: tale meccanismo di selezione, secondo il Ministro, non solo non avrebbe assicurato che sia scelta la società più efficiente ma avrebbe provocato anche un'ingiustificata disparità di trattamento tra i diversi operatori economici; la soluzione era stata individuata dalle Province di Trento e di Bolzano nel correggere la norma di attuazione, distinguendo le vecchie concessioni (per cui si sarebbe mantenuta la prelazione alle società locali) dalle nuove (per le quali si sarebbe indetta la gara pubblica). Questa, ad esempio, era la proposta che il presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai notificava il 4 marzo al ministro agli Affari regionali Enrico La Loggia e al presidente della Commissione dei 12, Flavio Mosconi, chiedendo di prendere in buona considerazione il suggerimento e di sottoporlo al parere della Commissione paritetica dei dodici nel più breve tempo possibile; almeno inizialmente, le cose sembravano essere favorevoli alle Province di Trento e Bolzano: il 18 marzo 2002 il Dipartimento per le politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio esprimeva parere positivo sulla riscrittura. Il 4 aprile 2002 anche il ministero dell'Economia scriveva di non avere osservazioni da formulare. Ma allegava la nota di una direzione del Tesoro, la VII, che segnalava come la nuova formulazione non superasse tutte le obiezioni sollevate dalla Commissione Europea. È la stessa perplessità manifestata dal ministero della Funzione pubblica il 30 aprile. Ed è qui che le cose prendono una piega decisamente avversa agli interessi di Trento e Bolzano. Il 27 maggio 2002 anche il ministero alle Attività produttive giudica la norma non completamente conforme ai rilievi comunitari comunitari suggerendo una ulteriore modifica della stessa. E il 19 giugno 2002 lo stesso Dipartimento per le politiche comunitarie, in prima battuta favorevole, ci ripensa, aderendo ai rilievi del ministro delle attività produttive. Il Presidente della «Commissione Paritetica dei dodici» confermava l'esistenza di difficoltà ma si diceva fiducioso di poterle risolvere per arrivare ad approvare la norma entro la fine di luglio; successivamente, per opera quasi esclusiva della PAT, la Commissione paritetica dei 12 definiva una norma di attuazione, ora all'esame del Governo, che distingueva per quanto riguarda il diritto di preferenza tra nuove concessioni a cui non va riconosciuto tale diritto e rinnovo di concessioni in essere a cui invece veniva riconosciuto; in questi giorni da Bruxelles è stata notificata alla Giunta Provinciale di Trento l'intenzione di tagliare quella parte di decreto Bersani, ritenendola non in linea con le norme di libero mercato, che concedeva alla pubblica amministrazione il diritto di prelazione; questa mossa di fatto rende inutile anche la modifica della norma di attuazione approvata quest'estate dalla commissione dei 12 proprio su pressione della Giunta Provinciale di Trento; sembra inoltre che la censura della commissione dell'UE si estenda anche all'analoga preferenza prevista per il rinnovo delle concessioni idroelettriche in essere a favore dell'Enel e della Montedison; si ha l'impressione che tutto ciò dipenda non solo da una «rigidità della Commissione» ma anche da una fittizio attivismo del Governo nazionale che non ha saputo e non sa difendere i tempi nazionali e delle Province autonome in sede europea; risulta infatti evidente il grave nocumento all'industria energetica nazionale derivante da siffatta censura al cosiddetto decreto Bersani; tale osservazione deriva anche dalla consapevolezza che personaggi politici della maggioranza di Governo, divenuti anche ministri, hanno da sempre ostacolato l'approvazione della norma di attuazione anticipando notizie di impugnativa da parte della Commissione europea che erano sconosciute a tutti, al punto da sospettare che gli stessi fossero stati suggeritori -: quali sono le indifferibili iniziative che intende assumere il Governo e dei ministri competenti per tutelare appieno gli interessi nazionali delle Province autonome di Trento e Bolzano; quale sia stata l'attività posta in essere dai ministri competenti e della rappresentanza italiana a Bruxelles per evitare la nefasta decisione di censura del decreto Bersani come sopra evidenziato; quali siano stati, se ve ne sono stati, gli elementi di concertazione con le Province autonome di Trento e Bolzano per condividere la battaglia che quest'ultima ha effettuato per difendere il decreto Bersani; se ritenga di adottare al più presto con idoneo decreto legislativo la norma di attuazione definita dalla commissione paritetica del 12 e sostenerla fino in fondo in sede europea con tutela se necessario, anche innanzi alla Corte di Giustizia europea.(5-01352)

 
Cronologia
sabato 19 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Con un secondo referendum, gli irlandesi si pronunciano a favore del Trattato di Nizza.

mercoledì 30 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge: Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro (AC 3193), che sarà approvato dal Senato il 5 febbraio 2003 (legge 14 febbraio 2003, n. 30).