Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04978 presentata da GIACHETTI ROBERTO (MARGHERITA, DL-L'ULIVO) in data 14/01/2003
Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-04978 presentata da ROBERTO GIACHETTI martedì 14 gennaio 2003 nella seduta n. 246 GIACHETTI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: venerdì 3 gennaio 2003, tre turisti italiani sono deceduti nello stato del Niger, a causa del passaggio della propria auto su una mina; il giorno 8 gennaio 2003, su vari organi di informazione è apparsa una lettera scritta da Francesco Carones, figlio di una delle vittime, il quale accusa il ministero degli affari esteri di poca assistenza nei confronti delle vittime e dei loro familiari e della mancata disponibilità a rendere operativi gli aerei dello stesso ministero al fine di riportare in patria le vittime nel più breve tempo possibile; la distanza del dicastero citato, potrebbe far pensare non solo al frutto di una mancanza di appoggio concreto ed umano verso le vittime e i loro familiari, ma soprattutto e cosa ancor più grave, ad una nuova linea politica da parte del ministero degli affari esteri che «abbandona» i propri cittadini in difficoltà, causando preoccupazione a tutti quegli italiani che per vari motivi si recano all'estero o vi si stanno recando -: quali interventi il ministero degli affari esteri abbia posto in opera per garantire l'assistenza ai familiari delle vittime; se la distanza della Farnesina cui allude il Carones sia da imputare esclusivamente a negligenza del Ministero; quali provvedimenti urgenti il Ministro interrogato abbia intenzione di adottare al fine di riportare in Italia le vittime del tragico incidente in Niger, valutando di mettere a disposizione gli aerei di cui dispone lo Stato; se non ritenga opportuno intervenire personalmente al fine di fare luce sulle inadempienze e rassicurare tutti i cittadini italiani che sono all'estero e che si accingono a recarvisi. (4-04978)
Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 26 maggio 2003 nell'allegato B della seduta n. 313 all'Interrogazione 4-04978 presentata da GIACHETTI Risposta. - Nella serata di venerdì 3 gennaio 2003 un responsabile della Mondial Assistance , società che fornisce assistenza sanitaria all'estero, informava questo mistero che alcuni italiani erano rimasti vittime di un incidente in quel Paese. A seguito di una serie di contatti immediatamente avviati veniva accertato che l'agenzia «Spazi d'Avventura» di Milano aveva organizzato un viaggio di 13 persone in Niger. Nel corso del viaggio, nel primo pomeriggio di venerdì 3 gennaio 2002, uno dei veicoli fuoristrada urtava un ordigno che provocava un'esplosione causando la morte immediata di tre componenti della spedizione ed un ferito. La zona dove è avvenuto l'incidente fa parte di una regione Tuareg, quasi alla frontiera con la Libia e l'Algeria, teatro fino a poco tempo fa di una ribellione armata contro il governo e di recenti e ripetuti episodi di tipo criminale ad opera di bande armate di predoni. La distanza del luogo dell'incidente da qualsiasi centro abitato poneva subito in evidenza l'estrema difficoltà di organizzare un'azione di soccorso. L'ambasciata d'Italia ad Abidjan, competente per territorio, prontamente avvertita da questo ministero, si attivava immediatamente prendendo contatto con le autorità del Niger e con il console onorario d'Italia, Giglio, a Niamey, nonostante si trovasse in limitate condizioni di operatività a causa della già avvenuta applicazione del coprifuoco vigente da alcuni mesi ad Abidjan. Peraltro, il giorno seguente, il funzionario di turno della direzione generale per gli italiani all'estero di questo ministero, in stretto coordinamento con la segreteria generale provvedeva a contattare nuovamente l'ambasciata ed il console onorario in Niger per fornire indicazioni durante l'evolversi della situazione ed assicurarsi che fossero avvertiti i familiari nonché avviate le pratiche per un celere rimpatrio delle salme. Nelle prime ore di sabato mattina, 4 gennaio 2003, il Console Giglio intanto aveva un incontro con i comandi militari e la polizia del Niger sollecitando la stessa Presidenza della Repubblica e concordando l'immediato invio di mezzi di soccorso. Veniva quindi noleggiato un aereo privato della Nigeravia, in accordo con la Mondial Assistance , per recuperare i resti della comitiva e le salme delle vittime. L'operazione si concludeva nella mattina di domenica 5 gennaio 2003 con l'arrivo all'aeroporto di Niamey delle tre vittime, del ferito e di altri componenti della comitiva. All'aeroporto erano ad attendere tre membri del Governo del Niger, il ministero degli esteri, del turismo e dell'artigianato e il Ministro degli interni oltre al console d'Italia, Giglio. Il ferito è stato trattenuto in una clinica locale per i primi soccorsi. Gli altri connazionali hanno preso alloggio al Grand Hotel di Niamey dove l'Ambasciatore di Francia, Presidente in esercizio dell'Unione europea, si è recato per porgere le sue condoglianze. Sul posto frattanto si era recato anche uno dei funzionari della nostra ambasciata ad Abidjan, partito con il primo volo utile. Particolarmente laboriosa si è presentata l'organizzazione del rientro delle salme in Italia. In particolare, la compagnia assicurativa avrebbe provveduto al trasporto delle vittime e dei feriti a Niamey e l'ambasciata ed il console onorario avrebbero svolto le pratiche per il rimpatrio delle salme. Al riguardo va sottolineata l'iniziale difficoltà dovuta all'assenza in Niger di bare a norma di legge, che la Mondial Assistance ha dovuto inviare dall'Italia. Nei giorni successivi, in attesa del completamento dell'iter burocratico necessario ai fini del rimpatrio delle salme, questo ministero ha avuto costanti collegamenti con l'ambasciata ad Abidjan, in stretto coordinamento con l'unità di crisi. Quest'ultima ha mantenuto i necessari contatti operativi con la Mondial Assistance e ha finanziato alcune spese connesse alla gestione del caso. È bene sottolineare che questo ministero degli esteri non dispone di propri aerei e che in eventi inerenti al decesso di connazionali, come in questo caso, il trasporto delle salme è possibile attraverso le compagnie aeree che forniscono tale servizio. Una volta quindi completate le normali procedure previste dalla vigente normativa, si è provveduto ad imbarcare le salme dei tre connazionali deceduti sul primo aereo di linea disponibile in partenza da Niamey. Ciò avveniva l'11 gennaio 2002 con il volo dell' Air France diretto a Parigi. L'arrivo delle salme a Milano Malpensa avveniva alle ore 12.25 dello stesso giorno. La nostra ambasciata a Parigi, opportunamente allertata, forniva tutta l'assistenza necessaria durante il trasferimento. Va inoltre ricordato che questa amministrazione oltre ad agire all'estero, attraverso la rete diplomatico-consolare, la cui voce è dunque quella della Farnesina, svolge anche una costante attività d'impulso e supervisione su quanto effettuato in loco dalla rete stessa, evitando sovrapposizioni che, specie in eventi tanto delicati, possono rivelarsi poco opportune. Attività da sottolinearsi soprattutto nella fattispecie in esame, che ha immediatamente attirato l'attenzione della stampa, con conseguente necessità di calibrare le informazioni da divulgare, tenuto conto delle particolari circostanze in cui è accaduto il fatto. È inoltre utile ricordare che i viaggi nella zona del Niger in cui è avvenuto l'incidente sono esplicitamente sconsigliati nel sito gestito dall'Unità di Crisi www.viaggiaresicuri.mae.aci.it. Si segnala infine che la procura della Repubblica di Milano ha preannunciato l'apertura di un'inchiesta sul caso chiedendo tutti gli elementi di valutazione disponibili che questo ministero degli affari esteri ha provveduto a fornire. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Alfredo Luigi Mantica.