Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04957 presentata da REALACCI ERMETE (MARGHERITA, DL-L'ULIVO) in data 14/01/2003
Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-04957 presentata da ERMETE REALACCI martedì 14 gennaio 2003 nella seduta n. 246 REALACCI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che: si è venuti a conoscenza, tramite notizie diffuse dagli organi di stampa nazionali, che - durante le ultime festività natalizie - i morti causati dagli incidenti stradali sono stati 232 e, in particolare tra il 24 dicembre e il 26 dicembre 2002, ci sono stati 51 morti e 1.389 feriti mentre tra venerdì 3 gennaio e lunedì 6 gennaio 2003 si sono verificati circa 1.725 incidenti stradali con 34 morti e 1.296 feriti; sempre dalle stesse fonti si apprende che ogni anno circa 6.800 persone perdono la vita a causa di scontri sulle strade italiane; 250.000 sono i feriti, ed oltre 20.000 i disabili gravi; solamente negli ultimi 10 anni sulle strade italiane a causa dell'aumento continuo del trasporto su gomma e della velocità degli autoveicoli gli incidenti stradali sono aumentati del 50 per cento circa; aumentano quelli che vedono coinvolti i mezzi pesanti: tra il 1986 e il 1996 sono passati dal 17 al 34 per cento del totale dei sinistri; anche l'obbligo dei fari accesi non ha sortito l'effetto sperato: il numero degli scontri sulle autostrade italiane dal 7 agosto 2002 - giorno di entrata in vigore del nuovo obbligo di tenere i fari accesi nelle strade extraurbane e sulle autostrade, dell'uso dell'auricolare e dei nuovi limiti di alcool nel sangue - è cresciuto al 15 ottobre 2002 del 6 per cento (555 in più, circa 8 al giorno) rispetto allo stesso periodo del 2001; 2.900 km di strade fra statali e regionali - secondo uno studio effettuato dalla società italiana di infrastrutture viarie, un pool di tecnici da 30 università italiane - hanno bisogno di improrogabili interventi d'emergenza per arrestarne il degrado; si spendono invece la maggior parte dei fondi destinati alle infrastrutture per realizzare nuove autostrade, lasciando alla manutenzione le briciole; si perpetua poi una politica di aiuti e privilegi all'autotrasporto, con sgravi sul prezzo del gasolio e riduzione dei pedaggi autostradali; l'Unione europea ha lanciato una campagna per diminuire i limiti di velocità, visto che - come risulta da dati della Commissione europea - basterebbe abbassare la velocità di 5 km/h per avere 18 mila incidenti e 11 mila morti in meno in Europa ogni anno, mentre in Italia si pensa di aumentare i limiti fino a 150 km/h; il Ministro delle infrastrutture e trasporti ha più volte annunciato una diminuzione del 40 per cento in 5 anni degli incidenti, che invece continuano ad aumentare; i provvedimenti di maquillage , come quelli voluti dal Ministro delle infrastrutture e trasporti Lunardi, sono pressoché inutili, e gli incidenti d'auto restano la prima causa di morte dei giovani tra i 15 e i 29 anni -: se il Ministro delle infrastrutture e trasporti abbia deciso di puntare, per ridurre il numero delle vittime causate dagli incendi stradali, su misure realmente efficaci, quali: a) limiti di velocità più bassi; b) più soldi per la manutenzione di statali regionali e comunali; c) dirottare, investendo sulle ferrovie, la gran parte del trasporto merci. (4-04957)
Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 3 luglio 2003 nell'allegato B della seduta n. 334 all'Interrogazione 4-04957 presentata da REALACCI Risposta. - In merito all'interrogazione indicata in discorso si fa presente che il tragico bilancio rappresentato dall'interrogante corrisponde purtroppo alla realtà così come è reale il ritardo del nostro Paese nei confronti degli altri paesi dell'Unione europea nella messa a punto di efficaci misure di contrasto all'incidentalità stradale. I motivi che hanno determinato l'attuale situazione caratterizzata da un trend sostanzialmente stabile dell'incidentalità sono molteplici. Di certo la piena consapevolezza della centralità del tema della sicurezza stradale e della necessità di affrontarlo in modo sistematico e strutturale è maturata solo negli ultimi anni. In particolare, la legge 144 istitutiva del «piano nazionale della sicurezza stradale» promulgata nel 1999 appare come la testimonianza evidente del ritardo con cui si è presa piena coscienza della dimensione del problema e della necessità di mettere a punto una strategia nazionale per contrastare il fenomeno e prevedere risorse strutturali, ancorché scarse, da destinare alla sicurezza stradale. Il piano della sicurezza stradale, dopo il complesso iter approvativo che ha comportato una ampia concertazione con i numerosi soggetti istituzionali che a livello centrale e locale sono competenti in materia, è stato adottato con deliberazione Cipe n. 100 del 29 novembre 2002. In ordine alla attuazione del PNSS, oltre ai 44 progetti pilota finanziati per complessivi 21 milioni di euro che attraverso il meccanismo del cofinanziamento consentono un volume di investimenti pari a circa 42 milioni di euro, va ricordato che il 29 novembre 2002 è stato approvato dal Cipe il primo programma annuale di attuazione relativo al 2002 del PNSS mediante il quale sono state assegnate alle regioni le risorse rese disponibili dalla legge 488 del 1999 (130 milioni di euro circa) da destinare agli enti proprietari delle strade per il cofinanziamento di interventi di miglioramento della sicurezza stradale. Un esame critico della situazione esistente, delle azioni intraprese in altri paesi nonché degli insoddisfacenti risultati fino ad oggi ottenuti, ha convinto il Governo della assoluta necessità di svolgere una complessiva costante azione di intervento basata sui seguenti punti: a) adeguamento del compendio normativo del settore; b) accrescimento della partecipazione delle altre diverse modalità di trasporto alle complessive esigenze di mobilità; c) interventi diretti sui tre elementi che caratterizzano la circolazione stradale: strada, veicolo, uomo; d) puntuale e costante coordinamento tra tutte le amministrazioni centrali e locali, enti e organismi che, a vario titolo, hanno compiti istituzionali nel settore; e) finalizzazione di tutte le azioni e/o iniziative verso obiettivi precisi comuni e condivisi. Relativamente a questi punti è opportuno fare alcune riflessioni. L'adeguamento normativo fa capo indubbiamente alla riforma del codice della strada. A tale riguardo si ricorda che i criteri di delega dettati con la legge 85 del 2001 sono stati recepiti dalla Commissione interministeriale, che ha proceduto ad adeguare ad essi sia il testo del codice che del regolamento. Se tale lavoro è in parte ancora da definire è perché il Parlamento ha sentito l'esigenza di proporre numerosi nuovi criteri e cioè quelli contenuti nell'atto camera 2851 (che avrebbe dovuto anche prorogare le deleghe della L. 85 del 2001) il cui iter approvativo non conclusosi entro il 31 dicembre 2002, ha di fatto, provocato la decadenza di tutte le deleghe per la riforma del codice. È chiaro che fino a quando i criteri di delega non saranno ripresi, la Commissione interministeriale non potrà concludere i propri lavori. Consapevole e preoccupato della complessiva fase di stallo il Governo, prima con il decreto legislativo 9 del 2002 poi con il decreto legge 121 del 2002 convertito nella legge 168 del 2002, ha provveduto a varare le misure più urgenti per la tutela della sicurezza e si appresta ora a vararne altre tra le quali ritengo particolarmente significative quelle che, intervenendo sugli articoli 186 e 187 del codice e sugli articoli 379 e 380 del relativo Regolamento, prevedono procedure più efficaci per l'accertamento dello stato di ebbrezza alcoolica presso le strutture ospedaliere e nuove procedure diagnostiche per l'accertamento dello stato di alterazione psico-fisica da sostanze stupefacenti. Per quanto attiene il contenimento dei fattori di rischio connessi all'uso e all'abuso di alcool, il ministero della salute ha previsto, tra gli obiettivi prioritari del nuovo Piano sanitario nazionale, la prevenzione dell'alcolismo e, in particolare, di quello giovanile, adeguando le politiche sanitarie del nostro paese alla strategia comunitaria europea recentemente adottata. Il ministero della salute, in attuazione della legge n. 125 del 2001 «legge quadro sull'alcool», sta provvedendo alla elaborazione di un atto di indirizzo e coordinamento rivolto alle regioni per la definizione di indirizzi per l'organizzazione di nuovi servizi alcologici, per i monitoraggio dei dati regionali relativi al consumo e all'abuso di alcool e per l'implementazione di azioni informative e di prevenzione. È importante fare conoscere che, in proposito, la Conferenza permanente Stato-regioni ha recentemente approvato lo schema di ripartizione tra le regioni dei fondi stanziati dalla legge ai fini del monitoraggio dei dati relativi al consumo di alcool in base ai quali le regioni potranno provvedere alla programmazione dei necessari interventi di prevenzione. È, inoltre, in fase di attuazione, a cura dell'Istituto superiore di sanità in collaborazione con l'associazione dei gestori locali da ballo, un progetto finanziato dal fondo nazionale per la lotta alla droga, specificamente mirato alla formazione degli operatori delle discoteche con la finalità di un loro diretto coinvolgimento e impegno nella prevenzione dell'abuso di droga e alcool nei locali frequentati da giovani. Sempre in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità, il Ministero della salute sta elaborando un progetto di linee guida per la promozione di interventi formativi nelle autoscuole sui comportamenti legati all'uso di alcol e di droghe. Si tratta di un programma di formazione che ha lo scopo di accrescere la sensibilizzazione ad una guida consapevole attraverso la conoscenza anche degli aspetti sanitari che assicurano il miglioramento delle condizioni di sicurezza stradale. Tale orientamento è, peraltro, in armonia con gli indirizzi che la Comunità europea ha dato con l'emanazione della Direttiva 2000/56 relativa alle patenti di guida. La Direttiva traccia un percorso ben definito di acquisizioni minime teoriche e pratiche da verificare nei candidati all'esame di guida, prevedendo che sia verificata nel candidato l'acquisizione di conoscenze sul cambiamento dei comportamenti al volante indotti dall'alcol, droghe, medicinali, stati d'animo e affaticamento. Resta la consapevolezza che l'adozione di provvedimenti settoriali urgenti non può esimere dal portare a termine nel più breve tempo possibile la rivisitazione dell'intero compendio. È necessario a tale riguardo - salvaguardando il lavoro già svolto da un ramo del Parlamento con i criteri individuati dall'A.C. 2851 ed utilizzando il lavoro già svolto dalla Commissione interministeriale - procedere in un'ottica diversa e cioè realizzare, come già fatto in molti altri paesi europei, un ampio processo di delegificazione, riservando alla norma primaria i principi generali fondamentali (circa 40 articoli) e provvedendo - per la restante materia - con una disciplina affidata a norme di secondo livello suscettibili quindi di essere rapidamente aggiornate all'evoluzione tecnologica e sociale. Per quanto concerne i tre elementi che compongono la circolazione stradale: strada, veicolo, uomo, i criteri fondamentali da seguire possono essere così identificati. Strada. Vi è indubbiamente sia la necessità di nuove infrastrutture, che l'esigenza di migliorare il tracciato e la manutenzione di quelle esistenti sia in termini infrastrutturali (tracciato plano-altimetrico, intersezioni a raso da sostituire con rotatorie, utilizzo di manti stradali di nuova generazione ecc.) che di equipaggiamenti a corredo della sede (segnaletica, barriere, illuminazione, ecc.). Per quanto concerne l'esigenza di incentivare la potenzialità delle altre modalità di trasporto - in particolare quella ferroviaria e quella per vie d'acqua - è bene non dimenticare che le stime della Comunità prevedono un costante incremento della domanda di trasporto (nel 2010 + 35 per cento rispetto al 2000): e poiché è illusorio pensare che tale incremento possa essere interamente assorbito dalle altre modalità appare scontato che buona parte del nuovo incremento di traffico si rovescerà ancora una volta sulla strada. Da qui l'esigenza di tutta una serie di interventi: è stato un tragico errore, tanto per fare alcuni esempi, ritardare per anni la variante di valico, il completamento della autostrada tirrenica, il rifacimento della Salerno-Reggio Calabria, il passante di Mestre. È indubbio tuttavia che sia necessario il massimo impegno nel completamento del sistema di alta capacità, che, liberando le linee storiche, consentirà di dedicarle anche al traffico merci e a quello a corto e a medio raggio, e un più intenso e coordinato sfruttamento del corridoio adriatico e tirrenico: due rimedi che possono contribuire ad una mobilità più equilibrata e sicura. Veicolo. Occorre perseguire il suo costante miglioramento tecnologico sia a tutela del fattore ambientale (uso del gasolio-bianco, del bio diesel, del veicolo elettrico, domani dell'idrogeno) che a tutela della sicurezza con interventi sul veicolo stesso (ridisegno dei frontali per ridurre le conseguenze dell'impatto con ciclisti e pedoni) o con l'adozione coordinata tra veicolo e strada di sistemi radar che consentano di evitare le tragiche conseguenze indotte dalla nebbia o da circostanze meteorologiche avverse. Uomo. Le statistiche chiariscono, al di là di ogni dubbio, che, pur in presenza di altre concause, circa il 90 per cento degli incidenti trova origine nel comportamento umano in tutte le sue diverse manifestazioni (mancato rispetto delle regole, distrazione, sonnolenza, abuso di alcool, uso di sostanze stupefacenti, sottovalutazione delle condizioni esistenti, ecc.). È dunque sul fattore umano che si deve incidere attraverso un processo di educazione stradale nelle scuole di ogni ordine e grado. Un processo ed un programma da attuarsi con modalità ben diverse da quelle attuali impostate su un insegnamento trasversale privo di ore dedicate, frammentario, incapace insomma di conseguire quei risultati che in altri paesi europei sono già stati ottenuti. Quello dell'educazione stradale è uno strumento che può dare risultati solo nel medio-lungo periodo, ma è anche l'unico capace di determinare quell'approccio diverso nell'utilizzo della strada che è essenziale per l'abbattimento della incidentalità. Come risulta chiaro da quanto già esposto il complesso problema della incidentalità e di un'azione di recupero nella tutela della sicurezza richiede uno sforzo congiunto coordinato e condivisa sia da parte delle amministrazioni centrali (interni, trasporti, istruzione, salute, giustizia, ambiente) sia da parte delle autonomie locali, sia da parte di tutti quegli enti od organismi che operano nel settore. Occorre cioè, pur nel pieno rispetto delle diverse competenze ed esigenze, trovare un'intesa realizzata attraverso comportamenti coerenti che consenta alle iniziative adottate o allo studio di esplicare tutti i loro effetti. Ci si limita a questo proposito a ricordare come troppo spesso la dura attività degli Organi preposti al controllo pare vanificata da orientamenti giurisdizionali o sentenze che rendono incerta la sanzione e quindi incidendo sull'interesse dell'intera collettività a che la strada non si trasformi in un campo di battaglia. Per quanto riguarda poi le pur importanti ed essenziali iniziative di educazione stradale o di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, al di là della loro validità esse comunque non possono esprimere la loro piena valenza isolatamente, ma necessitano di un filo conduttore unico portato avanti attraverso accurati processi di formazione degli educatori votati a conseguire finalità condivise sull'intero territorio. Sotto il profilo delle attività in essere finalizzate ad interventi preventivi atti a diffondere una maggior consapevolezza dei rischi da incidenti stradali il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha svolto e svolge un'azione informativa ed educativa finalizzata a sensibilizzare i cittadini sulle problematiche della circolazione e della sicurezza stradale. In quest'ambito una particolare attenzione è rivolta ai giovani, che si profilano spesso come gli utenti deboli della strada. Nel corso degli ultimi anni il Ministero ha realizzato diverse campagne di comunicazione sul tema della sicurezza stradale, nonché iniziative specifiche rivolte particolarmente al mondo giovanile. Nella penultima campagna, pianificata nel 2001, il target di riferimento «giovani» ha rivestito particolare importanza, sottolineandone la criticità dovuta all'uso di sostanze stupefacenti ed all'abuso di alcool, causa principe degli incidenti stradali in età giovanile. È attualmente in corso il «Progetto Icaro» in sinergia con il Ministero dell'istruzione e la Polizia stradale; tale progetto ha come scopo quello di incontrare i giovani nelle varie piazze d'Italia, coinvolgendo le scuole in forum, iniziative e proposte sempre inerenti la sicurezza stradale. I funzionari rispondono in quella sede alle domande dei ragazzi, mettendoli in guardia sugli effetti catastrofici che alcool e droga producono sulla guida. È altresì in atto una collaborazione tra questo Ministero e la Presidenza del Consiglio dei ministri - ufficio del commissario per il coordinamento delle politiche antidroga per la realizzazione di una campagna informativa contro le stragi del «sabato sera». In particolare in tale ambito sono state evidenziate le relazioni esistenti tra l'incidentalità e l'uso di alcool e droghe, in coerenza con quanto previsto dal «Piano della sicurezza stradale-azioni prioritarie» che dedica ai «giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni» una intera sezione individuando le seguenti strategie di intervento: A) Supporti tecnici e incentivi per la promozione di campagne locali integrate di informazione-sensibilizzazione e di prevenzione-controllo dedicate alle diverse fasce di età dei giovani conducenti e riferite sia alla guida di ciclomotori nell'età pre-patente sia alla guida di ciclomotori, motocicli ed automobili, nei primi anni di utilizzazione della patente. B) Promozione di iniziative coordinate con le scuole-guida al fine di valutare l'opportunità di adottare misure tese a migliorare l'addestramento alla guida e ridurre i rischi di incidente per i neo-patentati. C) Supporti tecnici e misure di incentivazione per la promozione di iniziative locali, finalizzate a ridurre il fenomeno delle stragi del sabato-sera, favorendo progetti e iniziative coordinate tra Amministrazioni locali, aziende di trasporto pubblico locale e forze di polizia stradale. Tra le altre iniziative è di grande importanza quella legata ai corsi di guida sicura (progetto sperimentale in collaborazione con il Corpo nazionale dei vigili del fuoco) con successivo monitoraggio dell'incidentalità stradale, per giovani in servizio di leva presso il Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Infine, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha in programma una nuova compagna di comunicazione, che avrà tra gli obiettivi primari quello di creare immagini volte a colpire i giovani rendendoli consapevoli di quanto sia essenziale mettersi alla guida in condizioni psicofisiche più che buone. Il Ministero dell'interno, per la parte di propria competenza, ha fornito alcune importanti informazioni circa le attività di controllo sulle strade da parte delle Forze dell'ordine. Per quanto riguarda la Polizia stradale, a fronte di un previsto organico di 13.613 unità, si registra una forza effettiva di 12.580 operatori con un saldo negativo di 1.033 dipendenti. Nel corso del 2002 sono state impiegate 471 mila pattuglie di vigilanza stradale di cui 224 mila sulla rete autostradale, che hanno rilevato, in totale, oltre 144 mila incidenti stradali. Complessivamente, sono state accertate oltre due milioni e duecentomila infrazioni con l'arresto di 1816 persone e la denuncia all'Autorità giudiziaria di 19.926 persone. È da rilevare, d'altro canto, che solo l'11,7 per cento degli incidenti con esito mortale si verifica sulla rete autostradale dove, per contro, si svolge ben l'85 per cento della mobilità veicolare e sulla quale ha competenza esclusiva la polizia stradale. Il 41 per cento dei sinistri mortali, invece, avviene nei centri abitati, ordinariamente di competenza delle polizie municipali. Una macro analisi delle cause del fenomeno evidenzia tra i comportamenti più a rischio l'eccesso di velocità, l'omesso uso delle cinture di sicurezza, la guida sotto l'effetto di alcool e di stupefacenti, lo scarso grado di affidabilità dei veicoli dovuto alla vetustà del parco veicolare. In tale contesto, gli interventi allo studio del Ministero dell'interno riguardano non solo il ripianamento degli organici, con le future immissioni in servizio di personale, ma soprattutto l'ulteriore utilizzo delle tecnologie di controllo, di cui la polizia stradale è già ampiamente dotata, finalizzate all'accertamento delle violazioni. Ciò al fine di consentire di aumentare il numero degli accertamenti effettuati dando, quindi, maggiore certezza della effettività delle sanzioni. L'Arma dei carabinieri, al fine di rendere sempre più incisiva l'attività di prevenzione e repressione svolta sulle strade, ha provveduto ad acquisire un dispositivo «autovelox» per ogni comando provinciale e a dotare tutti i nuclei radiomobili dei comandi provinciali, reparti territoriali e comandi di alcune compagnie, di apparati etilometrici. I comandi provinciali maggiormente impegnati sono stati dotati, altresì, di un sistema denominato «Provida 2000» che consente l'individuazione della velocità degli autoveicoli in transito con relativa videoregistrazione dell'infrazione nonché il riconoscimento in tempo reale delle targhe mediante il confronto con una «lista nera» preventivamente archiviata. L'aggiornamento della banca dati può avvenire tramite la linea telefonica GSM cui è asservito il sistema GPS di bordo, direttamente dalla centrale operativa. L'Arma, inoltre, partecipa da anni alle attività del centro di coordinamento delle informazioni sul traffico, sulla viabilità e sulla sicurezza stradale (CCISS) operante presso la RAI, fornendo un qualificato apporto informativo per la rubrica «Ondaverde - viaggiare informati» destinataria di crescenti richieste di notizie da parte dell'utenza in merito alle condizioni di traffico e della viabilità. Tale centro si avvale, per la realizzazione dei propri obiettivi, della centrale operativa «viaggiare informati» nella quale operano rappresentanti dei carabinieri, polizia stradale, Anas, Aci, società autostrade ed Aiscat. Per quanto riguarda la viabilità statale, l'Anas ha recentemente portato a termine una ricognizione dell'intera rete al fine di individuare i «punti critici» caratterizzati da maggiore frequenza di incidenti. Avendo ultimato tale mappatura si procederà in breve termine a porre in essere interventi strutturali correttivi quali posa di asfalto, rafforzamento delle barriere laterali, riduzione dei raggi di curvatura ecc. Un impegno ancora maggiore volto ad incrementare i livelli di sicurezza è stato prefissato alle società concessionarie autostradali. Infatti in sede di revisione degli atti convenzionali sono stati individuati articolati programmi di sicurezza che includono un elevato numero di misure riguardanti sia il tappeto autostradale sia le infrastrutture annesse (barriere spartitraffico e laterali, pannelli di segnalazione). Misure specifiche hanno inoltre riguardato i tunnel per i quali le società concessionarie hanno posto in essere gli interventi previsti da un apposito decreto ministeriale. Non va trascurato da ultimo il grosso impegno profuso dall'Anas, per consentire il potenziamento, da parte delle società concessionarie, di un elevato numero di misure comunque attinenti la sicurezza del trasporto. Si tratta in sostanza di sviluppare, anche con l'impiego delle nuove tecnologie, i seguenti interventi: il servizio di soccorso meccanico il quale a seguito della decisione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato è stato aperto alla concorrenza ponendo fine al monopolio legale che in passato caratterizzava l'Aci; l'assistenza al traffico esercitata dalle società tramite le sale radio; informativa agli utenti tramite pannelli a messaggio variabile; servizio di soccorso sanitario e interventi di emergenza; interventi degli ausiliari del traffico ai quali sono affidati compiti di supporto in caso di incidenti, presidio su strada, regolazione del traffico, assistenza per il miglioramento della sicurezza e della fluidità del traffico. Per tutti gli interventi indicati l'Anas, nell'esercizio dell'azione di vigilanza e di controllo che costituisce una delle sue principali attività nel settore autostradale, effettua una insistente azione tendente ad individuare le eventuali carenze o necessità di interventi sull'intera rete autostradale, eliminandole con l'adozione delle soluzioni tecniche maggiormente appropriate. Per uniformarsi a tali indicazioni sono previste nei piani finanziari, in particolare di Società autostrade, misure finalizzate alla sicurezza e fluidità del traffico. Così la manutenzione e sostituzione delle barriere di sicurezza e delle recinzioni, nonché la chiusura dei varchi, è soggetta a pianificazione con cadenza periodica e comunque in funzione dei seguenti parametri: caratteristiche del tracciato del corpo autostradale e dell'andamento medio del traffico; livello di degrado correlato agli anni di esercizio. È prevista la prossima sostituzione delle barriere tipo «New Jersey» e delle barriere metalliche H3 e H4. Complessivamente, nel periodo 2003-2012 è prevista, oltre alla riqualificazione dei tratti inseriti nelle III e IV corsie, la sostituzione di oltre 1.200 chilometri di barriere laterali, di 945 chilometri di barriere spartitraffico, di 150 chilometri di barriere bordo ponte. Per uniformarsi alle indicazioni Anas di seguito recepite in sede normativa, è prevista altresì l'installazione di 215 chilometri di reti di protezione sui New Jersey spartitraffico di viadotti con impalcati separati. Completano tale tipologia d'interventi la chiusura di oltre 600 varchi con sistemi amovibili. Per le gallerie è stato predisposto un puntuale piano di adeguamento che si sviluppa su oltre 284 Km. e prevede interventi finalizzati all'adeguamento dei seguenti sistemi: illuminazione; ventilazione; antincendio. Altri interventi posti in essere che hanno una diretta incidenza sul livello di sicurezza sono rappresentati dalle seguenti voci: rifacimento del manto stradale con posa di asfalti drenanti; ripristino dell'aderenza stradale con trattamenti superficiali di irruvidimento (tipo macroseal, microtappeti, ecc.); ripristino di regolarità e portanza mediante risagomature, risanamenti superficiali e profondi. L'Anas e le concessionarie a seguito di costante monitoraggio sono attente alla individuazione di quegli interventi da porre in essere che appaiono maggiormente idonei ad elevare lo stato di sicurezza e di comfort. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: Pietro Lunardi.