Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04962 presentata da BUFFO GLORIA (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 14/01/2003
Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-04962 presentata da GLORIA BUFFO martedì 14 gennaio 2003 nella seduta n. 246 BUFFO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: nella notte fra il 7 e l'8 gennaio 2003 la sede della Camera del Lavoro - Cgil di Carrara è stata oggetto di un raid vandalico; ignoti si sono introdotti nella sede sindacale e, da quanto si apprende da notizie di agenzia, prima sarebbe stato disattivato il sistema d'allarme, poi sono stati distrutti alcuni oggetti, tra cui un quadro sulla Resistenza, bandiere, poster. Dopo il raid è stato reinserito il sistema d'allarme; un'azione quindi di tipo «squadristico» ed intimidatorio. Non da oggi sedi di organizzazioni sindacali sono oggetto di vandalismi ed attentati; ad avviso dell'interrogante è opportuno che la magistratura accerti celermente le responsabilità dei fatti descritti-: quali interventi specifici abbia attivato il Ministro dell'interno a tutela delle sedi delle organizzazioni sindacali nella realtà di Carrara.(4-04962)
Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 24 febbraio 2004 nell'allegato B della seduta n. 427 all'Interrogazione 4-04962 presentata da BUFFO Risposta. - Si comunica che non ha finora avuto esito positivo l'attività investigativa finalizzata ad identificare i responsabili del danneggiamento della sede della Camera del lavoro-C.G.I.L. di Massa Carrara, avvenuto nella notte tra il 7 e l'8 gennaio 2003. Il personale della ditta installatrice del sistema di allarme, intervenuto nella mattina del giorno 8 gennaio ha rilevato che per cause di carattere tecnico, presumibilmente dovute ad un mancata alimentazione di energia elettrica, il sistema di disinserimento dell'allarme, normalmente previsto in automatico per le prime ore della mattina, si era disattivato alle ore 00,30 circa, per cui non era in funzione al momento dell'intrusione. I tecnici hanno constatato, tra l'altro, che questi anticipati disinserimenti automatici si erano già verificati da tempo. I dipendenti dell'Istituto della polizia privata, società presso cui è attestato il segnale di allarme, in servizio dalle ore 22,00 del 7 gennaio alle ore 6,00 dell'8 gennaio 2003, hanno riferito di non aver materialmente eseguito i controlli alla citata sede, in quanto tale verifica viene effettuata esclusivamente a seguito dell'attivazione del sistema di allarme. Il successivo 22 gennaio, è stato ritrovato, presso la sede del Partito dei Comunisti Italiani di Viareggio, un volantino con il quale la sedicente «Legione Pavolini - per la Rinascita del Partito Fascista Repubblicano», sigla sconosciuta agli inquirenti, ha rivendicato il danneggiamento in parola. Il 19 marzo è stato recapitato, presso la redazione del giornale Il Tirreno di Massa, un documento di rivendicazione dell'atto vandalico a firma di «Gruppi di Azione Sovversiva: Armata Proletaria», nel quale sono state espresse dure critiche all'azione dei partiti di sinistra ed alla C.G.I.L. e sono state date indicazioni per il ritrovamento di una bandiera del Sindacato, che sarebbe stata sottratta durante l'intrusione nella sede citata. In seguito a tale rivendicazione, nella frazione di Codena del Comune di Carrara, effettivamente è stata ritrovata una bandiera, parzialmente strappata e mancante della parte dove, verosimilmente, era riportata la denominazione «CGIL Toscana»; non è stato, peraltro, possibile avere la certezza che fosse proprio la bandiera sottratta in occasione dell'atto vandalico. Sul piano della prevenzione, sono stati intensificati i servizi di vigilanza sui possibili obiettivi di azioni vandaliche, tra i quali le sedi istituzionali di partiti e di movimenti politici, di organizzazioni sindacali e di organi di stampa. Le Autorità provinciali di pubblica sicurezza non sottovalutano il significato e la portata degli episodi di intolleranza politica che, anche quando hanno soltanto carattere dimostrativo e non producono danni rilevanti, potrebbero degenerare in atti ancora più gravi e, comunque, tali da interferire sulla normale dialettica democratica. Occorre, però, riconoscere l'obiettiva impossibilità sia di un'attività di prevenzione capace di impedire in assoluto il ripetersi di atti del genere, sia di un'attività di repressione capace di individuare in ogni caso i responsabili di gesti che non richiedono particolari capacità operative o sforzi organizzativi, né modalità e tempi di esecuzione che espongano a rischi rilevanti di essere individuati attraverso un'attività di indagine e che, infine, possono rivolgersi verso un numero molto alto di potenziali obiettivi. Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.