Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05006 presentata da BOVA DOMENICO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 15/01/2003
Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05006 presentata da DOMENICO BOVA mercoledì 15 gennaio 2003 nella seduta n. 247 BOVA e MINNITI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: nella notte di mercoledì 8 gennaio 2003, a Reggio Calabria, un criminale attentato incendiario ha colpito la sezione del PdCI «Paolo Suraci»; solo fortunatamente l'incendio non ha prodotto effetti devastanti; l'attentato che ha colpito la sezione dei Comunisti Italiani si colloca in un contesto particolarmente grave e preoccupante sotto il profilo dell'ordine pubblico a Reggio Calabria dove, ogni notte, da più tempo, si susseguono, in un crescendo allarmante, attentati incendiari ed esplosioni a scopo estorsivo ed intimidatorio che seminano panico -: quali urgenti provvedimenti intenda adottare per: a) stroncare una strategia che appare volta ad alimentare un clima di tensione nella città di Reggio Calabria; b) determinare misure e impegni capaci di ripristinare l'ordine pubblico e l'agibilità democratica. (4-05006)
Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 13 ottobre 2003 nell'allegato B della seduta n. 371 all'Interrogazione 4-05006 presentata da BOVA Risposta. - Nelle prime ore della notte del 9 gennaio 2003, ignoti hanno appiccato il fuoco, utilizzando una bottiglia di plastica contenente alcool, allo zerbino posto all'ingresso della sezione del Partito dei Comunisti Italiani «Paolo Suraci» di Reggio Calabria. Dai primi accertamenti gli investigatori tendono ad escludere che l'atto criminoso fosse finalizzato ad arrecare ulteriori danneggiamenti all'interno della sezione, ritenendo piuttosto che l'episodio abbia avuto un intento intimidatorio. Sono tuttora in corso le indagini per l'individuazione dei responsabili dell'atto criminoso. La recrudescenza del fenomeno degli atti intimidatori perpetrati da alcuni mesi a Reggio Calabria è stata più volte approfondita in apposite riunioni del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che ha pianificato accurati servizi di controllo del territorio urbano, soprattutto nelle ore serali e notturne. A tale scopo il dispositivo predisposto dall'Arma dei carabinieri, che è stato ampliato nelle province di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria di 150 unità in extra-organico, prevede anche l'impiego di pattuglie in abiti borghesi. Tale attività ha consentito l'arresto in flagranza di due giovani sorpresi mentre si apprestavano a lanciare una bottiglia incendiaria contro gli Uffici dell'Anagrafe comunale di Reggio Calabria. Il Governo ha più volte ribadito in Parlamento che non sottovaluta la pericolosità di questi comportamenti illegali, invitando le Autorità di pubblica sicurezza a rafforzare l'attività di prevenzione e di contrasto verso ogni forma di deviazione della contrapposizione politico-sociale. Sul piano generale della sicurezza pubblica, il fenomeno degli atti intimidatori ha fatto registrare un effettivo incremento a Reggio Calabria, passando dai 180 casi del 2001 ai 196 del 2002. Tali atti sono indirizzati particolarmente in danno di amministratori comunali e dell'imprenditoria locale e si collegano, principalmente, all'attività estorsiva ed al tentativo di condizionare le scelte politico-economico delle vittime da parte delle cosche. Su questo piano, nonostante un significativo incremento dei tentativi di estorsione denunciati alle forze di polizia, 84 nel 2002 a fronte delle 44 del 2001, la scarsa collaborazione delle vittime nella fase della denuncia ed in quella delle indagini rimane, tradizionalmente, uno dei principali elementi critici per l'efficacia dell'azione delle forze dell'ordine. A tale riguardo, oltre alla costante attenzione istituzionale ed all'impulso sempre più deciso nell'attività di polizia, uno dei punti di interesse primario per contrastare il fenomeno consiste proprio nella maggiore diffusione della cultura della legalità come fattore di crescita della coscienza civile e, soprattutto, della fattiva collaborazione dei cittadini con le forze dell'ordine. Questo obiettivo può essere perseguito, tra l'altro, facendo leva sul sostegno che viene dalle elargizioni a favore dei soggetti colpiti da attività estorsive, di cui alla legge n. 44 del 1999, sulla celerità nell'adozione delle misure di protezione garantita dalla nuova legge sui collaboratori e testimoni di giustizia e sull'impegno delle Associazioni operanti nel settore dell'antiracket e dell'usura a diffondere la cultura della denuncia, anche attraverso la previsione che, in caso di inadempimento, si possa perdere lo status di associato. Per quanto concerne, in generale, l'azione di contrasto alle varie manifestazioni criminali nella provincia di Reggio Calabria il costante impegno delle forze di polizia ha recentemente consentito, tra l'altro, l'arresto di decine di affiliati ad organizzazioni mafiose dedite soprattutto all'attività estorsiva. Tra le operazioni concluse positivamente si segnala che l'11 febbraio 2003 la squadra mobile della questura reggina ha eseguito diciassette ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, usura ed estorsione; i destinatari dei provvedimenti restrittivi sono da considerarsi quali componenti dell'«ala militare» del potente sodalizio «De Stefano» e fra di essi sono ricompresi pericolosi sicari. Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono stati sequestrati titoli e somme di denaro per un totale di oltre seicentomila euro. Sul fronte dell'attività di prevenzione, è stato recentemente raddoppiato il numero delle «volanti» impegnate nel controllo del territorio dalla, questura di Reggio Calabria (attualmente Otto nell'arco delle ventiquattro ore); il dispositivo è stato poi rafforzato ulteriormente con l'invio di Otto equipaggi dei Reparti prevenzione crimine della polizia di Stato. Dal 20 gennaio 2003, inoltre, è stata avviata la sperimentazione, in alcune aree del capoluogo, del servizio del «poliziotto e carabiniere di quartiere». Quanto alla presenza delle Forze di Polizia nella provincia, il numero di abitanti per singolo operatore di polizia è pari, per il reggino, a 127, laddove il corrispondente valore a livello nazionale è 256. Fra le varie iniziative adottate per una più efficace lotta alla criminalità, si precisa che la provincia costituisce territorio di riferimento della programmazione cofinanziata con fondi strutturali comunitari nel settore della sicurezza. Le problematiche connesse alla recrudescenza delle fenomenologie criminose evidenziatesi nella provincia di Reggio Calabria sono state approfondite anche nel corso di un incontro tra il Ministro dell'interno ed una delegazione di parlamentari calabresi che si è tenuto il 30 gennaio 2003. Si segnala, infine, che dall'inizio dell'anno sono state assegnate ai vari uffici e reparti della polizia di Stato della menzionata provincia, 26 unità e, con decorrenza dal giugno scorso, 18 agenti ausiliari per le esigenze della questura. Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.