Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05082 presentata da REALACCI ERMETE (MARGHERITA, DL-L'ULIVO) in data 21/01/2003
Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05082 presentata da ERMETE REALACCI martedì 21 gennaio 2003 nella seduta n. 250 REALACCI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, al Ministro delle attività produttive, al Ministro della salute . - Per sapere - premesso che: le indagini compiute dalla procura e dalla guardia di finanza di Siracusa, ed i conseguenti arresti svelano uno scenario inquietante ai danni della salute e all'ambiente da parte dell'Enichem di Priolo; i dirigenti dello stabilimento ancora in mano allo Stato avrebbero, secondo gli inquirenti, costituito un'associazione a delinquere finalizzata allo smaltimento di rifiuti pericolosi contaminati da mercurio; con ciò di fatto scaricando sulla collettività i costi dello smaltimento e della bonifica dei siti che quei rifiuti sono andati a contaminare, senza curarsi delle pesanti conseguenze sanitarie; il fatto è ancor più preoccupante se pensiamo che c'è un precedente che ha coinvolto lo stabilimento chimico di Pertusola di Crotone, del gruppo Eni: in questo caso vennero smaltiti illecitamente 30 mila tonnellate di rifiuti pericolosi che sarebbero stati interrati nell'area di Cassano allo Ionio e nella Piana di Sibari, oppure utilizzati per la pavimentazione di strade rurali; l'area industriale di Priolo, Augusta e Melilli è, inoltre, gravemente contaminata come dimostrano anche gli allarmanti dati sanitari: nel recente studio sulla mortalità negli anni 1990-1994 l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha ritrovato, tra la popolazione residente nel raggio di 39 chilometri dell'area, eccessi di mortalità pari al 10 per cento in più rispetto alla media regionale tra gli uomini per tutte le cause tumorali. L'andamento nel tempo (dal 1981 al 1994) mette in evidenza inoltre un aumento degli eccessi rispetto alla media nazionale, sia per la mortalità generale che per alcune patologie, come tutti i tumori, e il tumore polmonare in particolare; le indagini della magistratura siracusana sul caso dell'alto tasso di nati malformati nell'area hanno recentemente dimostrato che erano sostanzialmente corretti i dati forniti dalle strutture pubbliche e che tale tasso è prossimo al 6 per cento; è ancora grave la problematica relativa all'inquinamento da idrocarburi di numerosi pozzi d'acqua del territorio di Priolo; la 13 a Commissione Ambiente del Senato dopo le visite effettuate nelle aree industriali del Paese, nel suo «documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulla situazione ambientale di Porto Marghera e la bonifica di siti inquinati» - approvato all'unanimità il 23 luglio 2002 - afferma a proposito dell'area Augusta-Priolo-Melilli: «Purtroppo, fenomeni recenti quali quelli avvenuti all'interno degli impianti che sono costati la vita ad alcuni lavoratori e hanno dato vita anche a commissioni d'indagine del Ministero dell'ambiente (la commissione guidata dal professor Clini ha ritenuto necessario predisporre un esame epidemiologico sulla popolazione, predisporre piani di sicurezza e di prevenzione dell'inquinamento diffuso e delle falde idriche) e, soprattutto, la recente individuazione in un pozzo di irrigazione della presenza di idrocarburi dimostra come i siti di Priolo e Augusta, non siano più un'area a rischio di crisi ambientale ma un'area in crisi ambientale per cui si rendono indispensabili interventi legislativi e finanziari che consentano di affrontare con tempestività la drammatica emergenza» -: se i Ministri interrogati non ritengano opportuno e urgente costituire una commissione d'inchiesta interministeriale per verificare quali conseguenze abbia sul piano ambientale, sanitario e produttivo quella che sembra essere una prassi consolidata di smaltimento illecito e se in essa vi siano gli interessi delle ecomafie; quali strumenti programmatici e finanziari si intendano mettere in campo per dotare la zona delle indispensabili strutture di trattamento e corretto smaltimento dei rifiuti; quale politica ambientale ed industriale si intenda varare per affermare nei fatti la strategicità della chimica e per rendere possibile la sopravvivenza del patrimonio industriale innovandolo e rendendolo ecocompatibile; se il Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, non ritenga opportuno e urgente istruire una commissione di inchiesta per esaminare la problematica delle malformazioni dei nati nell'area a rischio e per individuare i nessi causali tra le lavorazioni, le sostanze presenti nell'area e le gravi conseguenze sanitarie registrate e ciò al fine di provvedere alla rimozione di tali sostanze oltre che restituire salute e serenità alle popolazioni coinvolte; se non ritengano necessaria l'istituzione di un fondo nazionale, finanziato con un'apposita tassa sulle produzioni e le merci inquinanti, per la bonifica delle migliaia di siti inquinati del territorio nazionale. (4-05082)
Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 22 luglio 2003 nell'allegato B della seduta n. 344 all'Interrogazione 4-05082 presentata da REALACCI Risposta. - In merito a quanto indicato nell'atto di sindacato ispettivo in discorso, sulla scorta di quanto comunicato dall'Apat, si riferisce quanto segue. L'area compresa tra i comuni di Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia e Solarino è stata dichiarata, insieme ad altre distribuite lungo tutto il territorio italiano, «area ad elevato rischio di crisi ambientale». Nel 1994, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio affidò al Centro europeo ambiente e salute dell'Organizzazione mondiale della sanità e ad altri enti di ricerca (tra cui l'Istituto superiore della sanità e il C.R. Enea) il compito di effettuare uno studio e valutazione dello stato di salute delle popolazioni residenti nelle aree ad alto rischio di crisi ambientale. Lo studio è stato basato sull'analisi di dati di mortalità nelle aree a rischio, nel quinquennio 1990-1994, ed è stato pubblicato sulla rivista Epidemiologia e prevenzione n. 26 supplemento. Le analisi condotte nell'area di Augusta-Priolo indicano una mortalità per tutte le cause essenzialmente allineata ai valori regionali, ma allo stesso tempo hanno rivelato eccessi statisticamente significativi, soprattutto nella popolazione maschile, per l'insieme di tutti i tumori. Nelle conclusioni dello studio effettuato si ritiene, come per altre aree ad alto rischio ambientale, verosimile che questi eccessi siano riconducibili in parte ad esposizioni professionali e in parte ambientali. Nella stessa area, secondo quanto riportato dalla stampa nazionale: «la percentuale dei bambini nati malformati è tre volte superiore alla soglia fissata (il 5,5 per cento contro l'1,54 per cento) dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMTS). Da una verifica fatta presso il Centro europeo ambiente e salute è risultato che l'OMS non ha mai condotto alcuno studio al riguardo né fissata alcuna soglia limite. Le percentuali in realtà sono da considerare valori attesi e non soglie; tali valori vengono elaborati da studi statistici condotti su scala internazionale da centri come l' International centre for birth monitoring status e si basano su dati presenti in registri di malformazioni neonatali tenuti dai consorzi, anch'essi a carattere internazionale. Informazioni più dettagliate in proposito potranno essere fornite alla fine dell'inchiesta giudiziaria, aperta nei primi mesi del 2002, dal capo della procura di Siracusa. Il procuratore capo, che segue personalmente le indagini, ha affidato, ad alcuni suoi consulenti tecnici, l'incarico di analizzare e valutare i dati contenuti nelle schede inviate dai medici del comprensorio. I risultati dello studio consentiranno di verificare se esistono collegamenti diretti tra le attività illecite riscontrate nell'inchiesta per violazione della normativa sullo smaltimento dei rifiuti tossici da parte dello stabilimento Enichem di Priolo e le percentuali di malformazioni congenite riscontrate nella zona Augusta-Priolo. Parallelamente all'indagine penale, alcune delle istituzioni che compongono la conferenza di servizi istituita ai sensi della legge n. 471 del 1999 relativamente ai siti inquinati di Priolo, Gela e Altavilla, stanno conducendo indagini conoscitive e mettendo a punto progetti di ricerca epidemiologici ognuna nell'ambito dei propri compiti istituzionali. Durante la riunione tenutasi a Siracusa il 10 febbraio 2003, è stata presentata un'indagine, condotta dal CR sullo stato di salute delle popolazioni residenti nell'area di Augusta-Priolo per il quinquiennio 1995-1999. Dall'indagine risultano confermati alcuni risultati dello studio precedente, in particolare è stata evidenziata una maggiore mortalità per tumore nella popolazione maschile rispetto a quella femminile che spinge a presupporre una maggiore influenza di esposizioni di tipo professionale rispetto a quelle ambientali. In seguito alla riunione di Siracusa, la Conferenza di servizi ha istituito un gruppo di lavoro per uno studio epidemiologico sull'area di Priolo. Il gruppo di lavoro è costituito dall'Istituto superiore di sanità (ISS), in collaborazione con il Centro europeo salute e ambiente dell'OSM, l'Enea, il Dipartimento di medicina interna dell'università di Catania, il laboratorio di fisiologia clinica del CNR di Pisa e il Dipartimento di biologia animale e dell'uomo dell'università La Sapienza di Roma. Il gruppo di lavoro ha proposto un progetto di ricerca che seguirà due linee di ricerca: patologie tumorali e malformazioni congenite; attività di supporto tossicologico. Il progetto, come risulta dal verbale della prima riunione del gruppo di lavoro svoltasi a Roma presso l'ISS, è stato presentato formalmente dal Presidente dell'ISS al Commissario delegato per l'emergenza rifiuti e la tutela delle acque e al direttore del servizio rifiuti e bonifiche di questo ministero. Nel corso della riunione sono stati individuati gli studi e i dati al momento disponibili: a) i risultati dello studio «Atlante della mortalità per tumori e le patologie cronico degenerative in provincia di Siracusa nel quinquenni 1995/1999» condotto dal registro territoriale di patologia dell'ASL 8 di Siracusa; b) i dati dello studio «Relazione sullo stato di avanzamento della registrazione dei casi accertati di mesotelioma in Sicilia: 1998/2000» condotto dal registro tumori di Ragusa in collaborazione con l'osservatorio epidemiologico regionale. Inoltre è stata evidenziata la necessità di acquisire le risultanze delle consulenze tecniche depositate presso la procura di Siracusa, limitatamente agli aspetti scientifici. In più momenti della riunione è stata sottolineata, inoltre, l'importanza dei dati relativi al monitoraggio ambientale e biologico, specifici in ogni sito, che permetterebbero di predire il verificarsi di particolari patologie. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio: Altero Matteoli.