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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03662 presentata da MALABARBA LUIGI (MISTO-RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 21/01/2003

Interrogazione a risposta scritta4-03662 Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-03662 presentata da LUIGI MALABARBA martedì 21 gennaio 2003 nella seduta n. 311 MALABARBA. – Ai Ministri delle attività produttive e del lavoro e delle politiche sociali . Premesso che: l'azienda Alcatel-Italia, che è parte del gruppo Alcatel, multinazionale francese delle telecomunicazioni, versa in gravi difficoltà. L'Alcatel acquistò negli anni Novanta dalla FIAT la Telettra spa, società interamente italiana, che già all'epoca era un attore di primo piano sulla scena internazionale delle telecomunicazioni, nonché fornitore importante della vecchia SIP, ormai scomparsa; l'Alcatel controllava anche altre società del settore ad alta tecnologia nel nostro paese, di cui citiamo solo Face Standard, Siette, Dial, con presenza in settori che spaziavano dall'energia, ai trasporti, alle telecomunicazioni fisse e mobili. In poco più di dieci anni la multinazionale francese ha portato gli organici del gruppo dalle quasi ventimila unità alle attuali quattromila circa, e la ristrutturazione, o il saccheggio, come forse è meglio chiamarlo, continua; applicando una tattica di dismissioni, cessioni di rami di azienda e scelte che sottraevano tecnologia e presidi di mercato al nostro paese, l'Alcatel è riuscita a trasformare una realtà primaria ed importante in un contenitore quasi vuoto, utilizzando anche gli incentivi dello Stato, sotto forma di mobilità lunghe e corte, finanziamenti in aree del Sud che poi ha abbandonato, o che sta per abbandonare a se stesse, e contributi strutturali alla formazione che non hanno di certo portato allo sviluppo ed al mantenimento industriale; attualmente è stata aperta una procedura di Cassa Integrazione Ordinaria che dovrebbe coinvolgere tutti gli insediamenti produttivi rimasti, che è soltanto l'ennesima fase della dismissione che l'Alcatel sta operando di quello che era, e sarebbe dovuto rimanere, patrimonio dell'industria del nostro paese, strategico ed avanzato, ma che invece si è dimostrato soltanto terreno di conquista di fette di mercato e di saccheggio di risorse collettive; abbiamo assistito nel corso degli ultimi anni a processi di dismissione di interi comparti produttivi e, tra questi, la demolizione della SIP, quella dell'informatica di eccellenza rappresentata dall'Olivetti (realtà storica e prima in Europa ad aver realizzato una macchina da calcolo), la fuga della Philips, la scomparsa di Honeywell, e l'elenco potrebbe continuare; «Il Sole 24 Ore» azzardava qualche giorno fa una stima di 15.000 posti di lavoro a rischio immediato per il comparto delle telecomunicazioni, cui si aggiunge ovviamente l'indotto, con dimensioni che ancora non siamo in grado di prevedere, perché nei fatti il mondo politico si rifiuta di guardare, anzi lascia ampiamente mano libera a chi persegue la destrutturazione definitiva dell'industria tecnologicamente avanzata in Italia, si chiede di sapere: quali iniziative intenda intraprendere il Governo per arrestare il disimpegno produttivo nel settore delle telecomunicazioni, in particolare dalle aziende multinazionali che stanno cancellando migliaia di posti di lavoro; se non si ritenga che sia giunto il momento di cessare di finanziare con cassa integrazione guadagni e mobilità operazioni che, come all'Alcatel, puntano non al rilancio ma alla chiusura delle attività produttive nel nostro Paese. (4-03662)

 
Cronologia
martedì 14 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nomina Emilio Colombo, politico, senatore a vita per altissimi meriti in campo sociale

domenica 26 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Muore a Torino Gianni Agnelli, imprenditore e industriale italiano.