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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVE DI DIBATTITO 8/00033 presentata da DI VIRGILIO DOMENICO (FORZA ITALIA) in data 22/01/2003

Risoluzione in Commissione Atto Camera Risoluzione in Commissione 8-00033 presentata da DOMENICO DI VIRGILIO mercoledì 22 gennaio 2003 pubblicata nel bollettino n. 277 La XII Commissione, premesso che: l'immigrazione verso l'Italia dai paesi del medio-oriente e dell'Africa negli ultimi tempi è notevolmente aumentata e che bisogna considerare inoltre che la maggior parte di questi immigrati sono di religione musulmana; dal punto di vista igienico-sanitario e delle relazioni familiari e per usi e costumi molto radicati in alcuni gruppi di immigrati sono previste alcune pratiche che per gli italiani sono considerate incomprensibili ma che per loro sono legate se non a motivazioni religiose certo a tradizioni culturali profondamente radicate nella etnia di appartenenza; tra queste pratiche quella che principalmente inorridisce è l'infibulazione, la più atroce delle tre tipologie che caratterizzano la mutilazione genitale femminile, in quanto prevede la cucitura della vulva con rimozione del clitoride e delle labbra adiacenti, maggiori o minori. Essa di solito è effettuata in età precoce, intorno ai 3 anni. Si calcola che questa pratica, frequente soprattutto in Africa, ma che oggi coinvolge oltre 40 nazioni tra cui l'Italia, dove si stima che siano immigrate 38.000 donne che la hanno subita e circa 4000 bambine potenzialmente candidate a questa orribile mutilazione. Inoltre la mutilazione dei genitali è di solito effettuata in condizioni non igieniche con strumenti affilati, di uso comune (lamette da barba, forbici, coltelli da cucina), non vengono adottate tecniche antisettiche né l'anestesia; quindi la mutilazione prevede, oltre al dolore durante l'operazione, anche conseguenze severe come la frattura della clavicola, del femore o dell'omero, dell'anca causate dalla pressione con cui si tenta di tenere ferma la bambina, per non parlare di frequenti emorragie e del sopraggiungere della setticemia che spesso portano la bambina a morte; frequenti poi gravi alterazioni dello stato psicologico, infertilità e complicanze di ordine ostetrico in caso di gravidanza con severe ripercussioni durante il parto; è urgente quindi tentare di contrastare tali mutilazioni ed in particolare modo l'infibulazione; nel nostro Paese tale pratica, se denunciata dal medico a cui viene richiesto di praticarla, è considerata come lesione personale gravissima (articolo 583 del codice penale) e quindi perseguibile, ma spesso viene praticata da persone senza scrupoli a cui le famiglie delle bambine si rivolgono dopo aver ricevuto il rifiuto a tale pratica da parte delle strutture sanitarie; considerato altresì che le nostre strutture sanitarie non hanno, al momento, esperienza adeguata ad affrontare una assistenza alle bambine e alle donne che hanno subito questa grave mutilazione genitale e sono chiamate ad intervenire solo in caso di comparsa di complicanze; impegna il Governo: a fare campagne informative mirate, approfittando anche dei mezzi mediatici, per far conoscere il problema anche ai singoli cittadini, e non solo agli addetti ai lavori, che potrebbero affrontare il problema con i loro conoscenti provenienti da paesi in cui vengono praticate queste mutilazioni; a fornire ampie e particolareggiate informazioni mirate a tutti gli immigrati dai Paesi in cui viene praticata l'infibulazione, al momento del loro ingresso alle frontiere italiane, sul fatto che tale pratica è vietata in Italia (articolo 583 del codice penale); a promuovere incontri, con il coinvolgimento delle regioni e degli enti locali nonché con le istituzioni di volontariato, con le varie comunità etniche in cui è diffusa questa pratica; a promuovere iniziative ed attività, con la partecipazione delle associazioni di volontariato e delle strutture sanitarie, come l'Ospedale San Gallicano di Roma - riconosciuto come centro di eccellenza mondiale dall'OMS - già impegnate nel campo dell'immigrazione, al fine di aiutare l'integrazione socio-culturale anche allo scopo di far conoscere e rispettare i diritti delle bambine e dei bambini; a programmare corsi di formazione e informazione per le donne infibulate, in gravidanza, provenienti da questi Paesi, finalizzati alla programmazione di una corretta assistenza al parto; ad istruire i medici che potrebbero trovarsi ad affrontare le famiglie che richiedono tale pratica per le loro bambine, affinché non si limitino al rifiuto ma cerchino di far comprendere in maniera non violenta o costrittiva, l'atrocità di tale intervento e le devastanti conseguenze che potrebbe arrecare, richiedendo anche l'aiuto di mediatori culturali, siano essi psicologi o assistenti sociali. (8-00033) «Di Virgilio, Massidda, Ercole, Castellani, Francesca Martini, Labate, Mosella, Bolognesi, Battaglia, Burtone».

 
Cronologia
martedì 14 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nomina Emilio Colombo, politico, senatore a vita per altissimi meriti in campo sociale

domenica 26 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Muore a Torino Gianni Agnelli, imprenditore e industriale italiano.