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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05171 presentata da BERTOLINI ISABELLA (FORZA ITALIA) in data 23/01/2003

Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05171 presentata da ISABELLA BERTOLINI giovedì 23 gennaio 2003 nella seduta n. 252 BERTOLINI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: l'incendio che ha distrutto, nella notte tra il 20 e il 21 gennaio 2003, l'impianto dell'ovovia dell'Abetone, pare sia stato causato da un attentato dinamitardo; tale grave episodio ha causato allarme in tutto il comprensorio dell'Appennino Tosco Emiliano; essendo l'economia del comprensorio, per la maggior parte, incentrata sul turismo, si rischia di avere ripercussioni anche sulle comunità adiacenti -: se ritenga che possa sussistere il concreto pericolo che ci possano essere ulteriori atti di violenza nelle zone del comprensorio montano, anche nel versante emiliano; se non intenda assumere urgenti misure a tutela dell'ordine pubblico, per evitare che possano verificarsi nuovamente episodi di tale gravità.(4-05171)

Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 3 luglio 2003 nell'allegato B della seduta n. 334 all'Interrogazione 4-05171 presentata da BERTOLINI Risposta. - Rispondendo all'interrogazione parlamentare in discorso, si comunica che gli accertamenti svolti sull'incendio che la notte del 21 gennaio 2003 ha devastato una «ovovia» nel comune di Abetone ne fanno ritenere praticamente certa la natura dolosa. Tra l'altro, nelle vicinanze della stazione colpita è stata rinvenuta una rivendicazione scritta, tracciata con vernice verde, del seguente tenore: «Fuoco ai distruttori - Marco libero» . Verosimilmente, la scritta era riferita al noto anarchico svizzero Marco Camenisch, estradato nell'aprile 2002 nel suo Paese d'origine, dove sta scontando una condanna a 12 anni di carcere per una serie di gravi reati, tra i quali il concorso aggravato in una serie di attentati di matrice eco-terroristica, nonché tentato omicidio, ricettazione e furto. Inoltre, la mattina del 23 gennaio è stata recapitata all'Ansa di Firenze una lettera scritta a mano, il cui autore, anonimo, nel rivendicare l'attentato, inneggiava agli attacchi contro «chi trasforma la montagna in denaro distruggendola impunemente» e solidarizzava, appunto, con Marco Camenisch, nei confronti del quale è in atto da mesi una vasta campagna internazionale di solidarietà negli ambienti anarchici. Il 31 gennaio una lettera dello stesso contenuto, pure scritta a mano, è stata recapitata al quotidiano «La Nazione» . L'attentato si inquadra in un contesto di azioni criminali, per molti versi simili, che si sono registrate nei giorni dal 20 al 22 gennaio in varie località toscane. Il 20 gennaio, nel comune di Carrara, in località S. Lucia, è stato fatto esplodere un ordigno collocato sotto un ripetitore per servizi internet, di proprietà di una società di telefonia; il gesto è stato rivendicato con una lettera, analoga a quella di cui si è appena detto, e che pure esprimeva solidarietà con il citato anarchico svizzero. Il 21 gennaio, a Marina di Pietrasanta (Livorno), è stato dato alle fiamme un ripetitore di telefonia mobile Wind, mentre nelle vicinanze sono state rinvenute scritte murarie inneggianti a noti esponenti anarchici, tra i quali, ancora, Marco Camenisch. Infine, il 22 gennaio, a Rosignano Marittimo (Livorno), è stato dato fuoco ad un altro ripetitore di telefonia mobile Wind e sono state danneggiate le condutture a cielo aperto di acqua dolce e salata che servono lo stabilimento chimico della «Solvay». Su tutti gli episodi riferiti sono in corso indagini coordinate dalle Autorità giudiziarie competenti, per individuarne i responsabili, mentre un esame specifico è stato svolto anche in sede di riunioni tecniche di coordinamento delle Forze di polizia delle province interessate. Pur prendendo atto della assoluta imprevedibilità di atti del genere e del numero elevatissimo dei possibili obiettivi in tutta la regione, per di più non limitati alle sole località montane, sono stati sensibilizzati i responsabili delle Forze dell'ordine delle stesse province affinché siano allertati tutti i dispositivi di sicurezza e siano, nel contempo, intensificate le attività investigative ed informative necessarie ad individuare gli autori di simili gesti ed impedirne di nuovi. Per quanto concerne l'incendio della «ovovia» dell'Abetone, la spesa prevista per la ristrutturazione dell'impianto (acquisto nuove cabine, posa nuovi cavi e ripristino del solaio di copertura rimasto danneggiato) e per la sua messa in sicurezza, secondo un calcolo eseguito dallo stesso comune, ammonta a quasi 5 milioni di euro. Già in un incontro svoltosi l'indomani dell'attentato nella sala consiliare del comune interessato, con la presenza del Signor Ministro dell'ambiente, del sottosegretario alla difesa senatore Francesco Bosi, di altri parlamentari locali, del vice presidente della Giunta regionale, nonché dei sindaci dei comuni vicini e di altri rappresentanti di Istituzioni locali, erano state gettate le basi per un'azione sinergica volta a rilanciare, anche attraverso interventi di carattere straordinario, le attività turistiche dell'Abetone, che costituiscono il fattore trainante dell'economia montana dell'area. A questo riguardo, il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ha già concesso al comune di Abetone un contributo di 200 mila euro per il ripristino ambientale, ossia per lo smaltimento dei rifiuti e del materiale tossico accumulati in conseguenza dell'incendio, mentre il ministero delle attività produttive sta verificando la possibilità di ulteriori finanziamenti per attrezzature tecnologiche. Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.



 
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