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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05147 presentata da BALDI MONICA STEFANIA (FORZA ITALIA) in data 23/01/2003

Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05147 presentata da MONICA STEFANIA BALDI giovedì 23 gennaio 2003 nella seduta n. 252 BALDI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: nella regione Toscana si sono verificati una serie di attentati; nella notte tra il 20 ed il 21 gennaio 2003 l'impianto dell'ovovia dell'Abetone è stato distrutto da un incendio; dalle risultanze delle prime indagini sembra trattarsi di un attentato la cui matrice va ricercata negli ambienti dell'anarchia ed in quello dell'ecoterrorismo; nella notte tra il 21 ed il 22 gennaio 2003 un ripetitore per la telefonia mobile è stato incendiato in località Marina di Pietrasanta (Lucca); nel corso della stessa notte, nella località di Castiglioncello (Livorno), si è verificato un altro attentato contro un ripetitore per la telefonia mobile; anche questi episodi sembra vadano ascritti alla stessa matrice terroristica -: se il Ministro interrogato non intenda assumere urgenti misure a tutela dell'ordine pubblico, anche al fine di evitare il ripetersi di tali gravi episodi e se non intenda adottare ulteriori iniziative specifiche di propria competenza.(4-05147)

Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 2 settembre 2003 nell'allegato B della seduta n. 353 all'Interrogazione 4-05147 presentata da BALDI Risposta. - Si comunica che effettivamente nel mese di gennaio del 2003 si è verificata in varie località della Toscana una serie di attentati riconducibili, con ogni probabilità, ad una unica matrice anarcoide ed ecoterrorista. L'episodio più grave è costituito dall'incendio che la notte del 21 gennaio 2003 ha devastato una «ovovia» nel comune di Abetone; gli accertamenti eseguiti ne fanno ritenere praticamente certa la natura dolosa. Tra l'altro, nelle vicinanze della stazione colpita è stata rinvenuta una rivendicazione scritta, tracciata con vernice verde, del seguente tenore: «Fuoco ai distruttori - Marco libero». Verosimilmente, la scritta era riferita al noto anarchico svizzero Marco Camenisch, estradato nell'aprile 2002 nel suo paese d'origine, dove sta scontando una condanna a 12 anni di carcere per una serie di gravi reati, tra i quali il concorso aggravato in una serie di attentati di natura analoga a quelli in questione, nonché tentato omicidio, ricettazione e furto. Inoltre, la mattina del 23 gennaio 2003 è stata recapitata all'Ansa di Firenze una lettera scritta a mano, il cui autore, anonimo, nel rivendicare l'attentato, inneggiava agli attacchi contro «chi trasforma la montagna in denaro distruggendola impunemente» e solidarizzava, appunto, con Marco Camenisch, nei confronti del quale è in atto da mesi una vasta campagna internazionale di solidarietà negli ambienti anarchici. Il 31 gennaio 2003 una lettera dello stesso contenuto, pure scritta a mano, è stata recapitata al quotidiano «La Nazione». Il 20 gennaio 2003, nel comune di Carrara, in località S. Lucia, è stato fatto esplodere un ordigno collocato sotto un ripetitore per servizi internet, di proprietà di una società di telefonia; il gesto è stato rivendicato con una lettera analoga a quella di cui si è appena detto e che pure esprimeva solidarietà con il citato anarchico svizzero. Il 21 gennaio 2003, a Marina di Pietrasanta (Lucca) si è verificato l'altro episodio cui fa cenno l'interrogazione cui si risponde, che ha coinvolto un ripetitore di telefonia mobile Wind; anche in questo caso, presso la stazione ferroviaria di Pietrasanta sono state rinvenute scritte murarie inneggianti a noti esponenti anarchici, tra i quali, ancora, Marco Camenisch, il cui compleanno cadeva proprio nel giorno dell'attentato. Quest'ultimo attentato è stato rivendicato anche attraverso uno scritto inviato alla redazione di Viareggio de «Il Tirreno». Infine, nella notte tra il 21 ed il 22 gennaio 2003, in provincia di Livorno, sono stati dati alle fiamme due ripetitori di telefonia mobile, della H3g e della Wind; la stessa notte a Rosignano Marittimo, nella stessa provincia, sono state danneggiate anche le condutture a cielo aperto di acqua dolce e salata che servono lo stabilimento chimico della «Solvay». Su tutti gli episodi riferiti sono in corso indagini coordinate dalle Autorità giudiziarie competenti, ovviamente indirizzate in primo luogo verso le frange dell'area anarchica ed antagonista presenti nella regione. Un esame specifico è stato svolto anche in sede di riunioni tecniche di coordinamento delle forze di polizia delle province interessate ovvero, nel caso della prefettura di Livorno, dello stesso comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocato il 23 gennaio 2003. Pur prendendo atto della assoluta imprevedibilità di atti del genere e del numero elevatissimo ed indeterminabile dei possibili obiettivi in ogni località della regione, sono stati sensibilizzati i responsabili delle forze dell'ordine, specie nelle province colpite dallo stillicidio di attentati che si sono elencati, affinché siano allertati tutti i dispositivi di vigilanza dei possibili obiettivi e siano, nel contempo, intensificate le attività investigative ed informative necessarie ad individuare gli autori di simili gesti, con particolare riguardo all'area antagonista. L'intensificazione dei servizi di vigilanza e controllo è stata attuata anche attraverso l'invio di pattuglie aggiuntive del Reparto prevenzione crimine e di unità cinofile. Per quanto concerne l'incendio della «ovovia» dell'Abetone, la spesa prevista per la ristrutturazione dell'impianto (acquisto nuove cabine, posa nuovi cavi e ripristino del solaio di copertura rimasto danneggiato) e per la sua messa in sicurezza, secondo un calcolo eseguito dallo stesso comune, ammonta a quasi 5 milioni di euro. Già in un incontro svoltosi il giorno dopo l'attentato nella sala consiliare del comune interessato, con la presenza del Ministro dell'ambiente, del Sottosegretario alla difesa senatore Francesco Bosi, di parlamentari locali, del Vice presidente della giunta regionale, nonché dei sindaci dei comuni vicini e di altri rappresentanti di istituzioni locali, erano state gettate le basi per un'azione sinergica volta a rilanciare, anche attraverso interventi di carattere straordinario, le attività turistiche dell'Abetone, che costituiscono il fattore trainante dell'economia montana dell'area. A questo riguardo, il ministero dell'ambiente ha gia concesso al comune di Abetone un contributo di 200 mila euro per il ripristino ambientale, ossia per lo smaltimento dei rifiuti e del materiale tossico accumulati in conseguenza dell'incendio, mentre il ministero delle attività produttive sta verificando la possibilità di ulteriori finanziamenti per attrezzature tecnologiche. Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Alfredo Mantovano.



 
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