Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01855 presentata da PISICCHIO PINO (MISTO-UDEUR-POPOLARI PER L'EUROPA) in data 28/01/2003
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01855 presentata da PINO PISICCHIO martedì 28 gennaio 2003 nella seduta n. 254 PISICCHIO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: ad oltre due mesi dall'entrata in vigore della cosiddetta legge «Bossi-Fini», che si prefiggeva l'obiettivo di regolarizzare la posizione dei lavoratori extracomunitari, attraverso la presentazione, d'intesa con i datori di lavoro, del cosiddetto « kit per l'emersione», ben 679 mila domande sono state presentate alle prefetture di tutt'Italia; a fronte dell'ingente mole di domande presentate si riscontrerebbero, a tutt'oggi, solo poche centinaia di convocazioni per la regolarizzazione (su 315.000 pratiche affluite presso gli uffici del Governo delle prime dieci città italiane, solo 2.231 sarebbero state concluse); in particolare, nelle maggiori città meridionali, come Napoli e Bari, la situazione si presenterebbe particolarmente critica: a Napoli solo 200 pratiche sarebbero state evase a fronte delle 34 mila presentate e a Bari solo 37 su 6900; l'origine di questa clamorosa inadempienza da parte degli organi preposti all'esecuzione delle disposizioni di legge sarebbe, oltre alla farraginosità del meccanismo legislativo, il fallimento del sistema elettronico di lettura delle domande, che non appare adeguato a fornire risposte attendibili; stando alle stesse affermazioni dei funzionari delle prefetture, la lista di attesa accumulata sarebbe tale da lasciar prefigurare tempi di attesa lunghissimi, addirittura decennali, se non saranno adottate misure tempestive ed interventi adeguati; in questa situazione gli extracomunitari, che, in buona fede e con civismo più alto di quello che sta dimostrando la macchina burocratica ministeriale, hanno presentato domanda il 12 novembre 2002 con l'intento di regolarizzare la propria posizione, rischiano oggi di venire collocati in una condizione di pericoloso «limbo» giuridico, in qualche modo resi prigionieri dalla cosiddetta legge «Bossi-Fini», privati persino dei diritti di circolazione - poiché se uscissero per qualche urgente ragione dal nostro Paese non potrebbero più farvi rientro - e, in qualche caso, alla mercè assoluta di persone prive di scrupolo umanitario; va considerato, infine, che secondo calcoli attendibili, le poste italiane avrebbero introitato con le pratiche per la regolarizzazione ben 350 milioni di euro, una cifra che, dunque, avrebbe potuto consentire l'adozione di tecnologie meno scadenti per lo smaltimento delle domande di regolarizzazione -: quali urgenti provvedimenti intenda adottare per porre fine a tale incresciosa e paradossale situazione, in cui i tentativi di regolarizzazione della propria posizione lavorativa da parte dei lavoratori extracomunitari, ai sensi della cosiddetta legge «Bossi-Fini», si ritorcono contro gli stessi richiedenti. (3-01855)