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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00844 presentata da IOVENE ANTONIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 04/02/2003

Interrogazione a risposta orale3-00844 Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00844 presentata da ANTONIO IOVENE martedì 4 febbraio 2003 nella seduta n. 323 IOVENE, DE ZULUETA. Ai Ministri dell'interno, della giustizia e degli affari esteri. Premesso: che in un articolo comparso sul quotidiano «Il Manifesto» del 2 febbraio 2003, dal titolo «Stuprata ed espulsa Legge di polizia Bologna, espulsa dalla questura anche se il giudice non è d'accordo» a firma Sara Menafra, si legge: «La denuncia della violenza subita e un provvedimento del giudice che sospende l'espulsione non bastano: così una ragazza rumena è stata cacciata dall'Italia. Fermata ed espulsa dall'Italia nonostante il giudice avesse ordinato che venisse rimessa in libertà. È accaduto a una donna rumena incappata in un controllo della polizia a Bologna e l'episodio sembra segnare l'avvio di un nuovo corso assunto dall'ufficio immigrati della questura di Bologna in ossequio alla legge Bossi-Fini. Una linea che prevede che le espulsioni siano eseguite anche aggirando le decisioni prese dai magistrati. Il caso clamoroso è avvenuto venerdì pomeriggio, quando una ragazza rumena è stata riaccompagnata in patria con il volo organizzato dalla questura nonostante il giudice avesse annullato il “provvedimento di trattenimento“ eseguito il giorno prima. Alcuni mesi fa, T. C., ventenne, aveva subito una violenza sessuale. Per questo motivo aveva chiesto di rimanere in Italia per poter fare tutti gli accertamenti sanitari del caso ed eventualmente ricevere le cure adeguate, che difficilmente potrebbe ricevere in Romania. Venerdì mattina il tribunale di Bologna aveva deciso di revocare il trattenimento e di lasciare libera la ragazza. Una decisione “non recepita“ dalla questura felsinea che ha preferito far rimanere T. C. nel centro di permanenza temporanea per cinque ore, in attesa del primo aereo diretto in Romania. Gli avvocati che difendono la ragazza presenteranno domani un esposto alla procura di Bologna, ma quello di venerdì scorso non è l'unico caso in cui la questura felsinea pare aver sorvolato sul potere di controllo del tribunale competente. Ogni sabato dal porto di Genova parte una nave che trasporta verso il paese d'origine i marocchini irregolari arrestati sotto le due torri. L'udienza di convalida del trattenimento, però, viene esaminata dal giudice competente solo il lunedì successivo, giusto un paio di giorni dopo che l'espulsione è stata eseguita. L'ufficio immigrati della questura di Bologna ha una nuova linea dura sulla legge Bossi Fini. Una linea che prevede che le espulsioni siano eseguite anche aggirando le decisioni prese dai magistrati. Il caso clamoroso è avvenuto venerdì pomeriggio, quando una ragazza rumena è stata riaccompagnata in patria con i voli organizzati dalla questura nonostante il giudice avesse annullato il «provvedimento di trattenimento» eseguito il giorno prima. Ripercorriamo il caso con ordine e con un occhio alla tempistica dei fatti: giovedì pomeriggio una ragazza rumena che già aveva ricevuto un provvedimento di espulsione viene fermata e trattenuta nel Cpt di Bologna. Non può essere espulsa subito, perché manca l'aereo per la Romania che parte il giorno dopo. Il venerdì mattina un giudice del tribunale di Bologna decide di non convalidare il trattenimento: durante l'udienza l'avvocato Anna Tonioni, che difende la ragazza, ha spiegato che la giovane ha subito alcuni mesi prima una violenza sessuale e che non ha ancora fatto tutti gli accertamenti sanitari necessari. Le sue condizioni di salute potrebbero essere un buon motivo per annullare anche l'espulsione (ma su questo punto, secondo la procedura, il ricorso va presentato ad un altro giudice) dato che in Romania le cure per alcune malattie trasmesse tramite rapporti sessuali hanno prezzi tanto elevati e inaccessibili che Medici senza frontiere ha organizzato per questo paese una campagna di aiuti analoga a quelle attuate nei paesi dell'Africa sub-sahariana. Tenuto conto di tutti questi fatti, appunto, il giudice non convalida e alle 13.04 spedisce la sua ordinanza alla cancelleria della questura. Il provvedimento avrebbe valenza immediata eppure, la ragazza non esce. Non dopo un'ora e neppure dopo due. Uscirà solo alle 17 a bordo di una volante della polizia diretta all'aeroporto Marconi di Bologna da dove prenderà il volo diretto in Romania. “Non abbiamo intenzione di intervenire. Questa è la posizione dell'ufficio in merito“ ha spiegato poco prima la dottoressa Gallieni, sostituta del responsabile dell'ufficio immigrazione, all'avvocato che si interessa del caso. “È una gravissima omissione e anche dolosa dato che sia la sostituta responsabile dell'ufficio che il funzionario di polizia addetto sapevano da ore del provvedimento preso dal giudice“, ha commentato l'avvocato Tonioni che presenterà lunedì mattina un esposto alla procura di Bologna denunciando l'episodio: quasi cinque ore per ricevere un provvedimento di rilascio immediato che avrebbe potuto consentire a T. C. di rimanere in Italia ed eventualmente ottenere l'annullamento dell'espulsione. La frase pronunciata dalla responsabile dell'ufficio immigrati lascia trasparire anche di più di quanto non rappresenti già questo caso di abuso. Cioè quanto siano diventati ampi i poteri delle questure con l'applicazione e la libera interpretazione della legge Bossi Fini. E come sia diventato possibile prescindere anche dalle decisioni dei giudici se e quando questi decidono di non accettare un provvedimento di trattenimento all'interno dei Cpt. A Bologna è già la prassi quotidiana. Ogni sabato i marocchini fermati tra il venerdì sera e la giornata successiva vengono trasportati prima a Genova e poi in nave fino al paese di origine. L'udienza di convalida del trattenimento, però, sarà esaminata dal giudice competente solo il lunedì successivo, giusto un paio di giorni dopo che l'espulsione è stata eseguita. La legge Bossi Fini lo consente. L'articolo 14 della legge dice che l'udienza di convalida deve essere fissata entro le quarantotto ore successive al fermo. E qualche riga sopra l'articolo 13 stabilisce che l'espulsione, quando è possibile, deve essere eseguita immediatamente. L'applicazione che ne fa la questura di Bologna, insieme a molte altre questure in Italia, è dunque legittima? Non proprio, hanno affermato gli avvocati Tonioni e Sabattini che su questo punto hanno sollevato un dubbio di legittimità costituzionale della legge presso il tribunale di Parma. Con questa applicazione, infatti, l'immigrato perde il diritto di difendersi riconosciuto dalla stessa legge Bossi-Fini.», si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ravvisino la necessità di avviare urgentemente una indagine interna in merito ai fatti sopra esposti e censurare eventuali comportamenti o abusi che ne dovessero emergere; se non ritengano, altresì, necessario diramare precise indicazioni applicative al fine di evitare ambiti di discrezionalità in contrasto con la norma di legge in materia di immigrazione e asilo; se il Ministro degli affari esteri non ritenga di doversi attivare affinché sia assicurata alla signora T. C., nonostante l'espulsione dal territorio italiano, tutta l'assistenza legale prevista e dovuta alle vittime di violenza sessuale. (3-00844)

 
Cronologia
sabato 1° febbraio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Entra in vigore il trattato di Nizza.

giovedì 6 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolge alla Camera un'informativa urgente del Governo sugli sviluppi della crisi irachena, il Presidente del Consiglio Berlusconi illustra la posizione del Governo italiano.