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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01683 presentata da ABBONDANZIERI MARISA (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 20/02/2003

Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-01683 presentata da MARISA ABBONDANZIERI giovedì 20 febbraio 2003 nella seduta n. 269 ABBONDANZIERI, OLIVIERI, RAFFAELLA MARIANI, GALEAZZI, CALZOLAIO e SERENI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: il ministro dell'economia e delle finanze ha approvato il decreto 12 dicembre 2002 ( Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 2003), con il quale viene impegnata a favore delle regioni, per il successivo riparto alle Comunità Montane, solo una quota del Fondo nazionale della montagna, di parte capitale, destinato alla realizzazione degli interventi speciali in montagna, di cui alla legge 31 gennaio 1994, n. 97, in conto esercizio 2002, pari a 35,920 milioni di euro, a fronte di un impegno di spesa recato dalla legge finanziaria 2002, n. 48 del 2001 pari a complessivi 58,359 milioni di euro; tale decreto appare illegittimi agli interroganti per il seguente ordine di motivi: a) la motivazione principale del decreto del 12 dicembre 2002 ricalca pedissequamente gli articoli 1 e 2 del decreto del 29 novembre 2002: in nessuno dei due articoli citati è prevista la riduzione di spese di investimento per Enti diversi dallo Stato e comunque per Enti Territoriali; b) le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano si configurano come Enti territoriali ai quali non appare applicabile il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 29 novembre 2002, sul quale si base il decreto 12 dicembre 2002; c) il decreto 29 novembre 2002 è teso a limitare gli impegni e l'emissione dei titoli di pagamento per le Amministrazioni Centrali dello Stato, nonché la riduzione delle spese di funzionamento e non può quindi dare luogo a tagli di spese di investimento come si configura nel caso in specie; d) in ogni caso la riduzione delle disponibilità di competenza del capitolo di spesa relativo al fondo nazionale della montagna, pari 38,5 per cento, appare incompatibile, essendo ben oltre il limite del 15 per cento stabilito dal decreto 29 novembre 2002, ammesso e non concesso che sia legittimo e applicabile; e) il consistente taglio apportato al suddetto fondo per l'anno 2002 paralizza di fatto la capacità di spesa di investimento delle comunità montane, a fronte di previsioni di entrata e di quote percentuali già definite per ciascun ambito regionale con deliberazione del CIPE 2 agosto 2002 ( Gazzetta Ufficiale n. 278 del 27 novembre 2002), in relazione a progetti e programmi da realizzare a cura delle Comunità stesse, contemplati annualmente nei loro Piani di sviluppo; quanto sovraesposto appare peraltro in contrasto sostanziale, sul piano politico-istituzionale, con le iniziative assunte dal Governo nell'anno 2002 in occasione dell'anno internazionale della montagna, che apparivano tese alla valorizzazione ed al sostegno delle zone montane, che avevano altresì portato ad un leggero incremento del fondo nazionale per la montagna per l'anno 2003 -: quali azioni intenda porre in atto rispetto alla questione prospettata; se intenda adoperarsi per l'immediato ripristino ed erogazione alle regioni della complessiva entità del fondo così come deliberata dal Parlamento nella tab. F voce 19, della citata legge finanziaria 2002, pari a 58.359.405,00 euro, con il recupero di 22.439.405,00 euro inopinatamente decurtati. (5-01683)

 
Cronologia
mercoledì 19 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Alla Camera dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Berlusconi sugli sviluppi della crisi irachena si apre un dibattito. La Camera approva la risoluzione di maggioranza presentata da Elio Vito (FI) (n. 51) e respinge le mozioni dell'opposizione presentate da Bertinotti (PRC) (n. 111) e da Rutelli (Margherita-DL- L'Ulivo) (n. 162).

domenica 2 marzo
  • Politica, cultura e società
    Durante un controllo della polizia ferroviaria i brigatisti Lioce e Galesi sparano ed uccidono l'agente di polizia ferroviaria Emanuele Petri. Nella sparatoria resta ucciso anche Galesi. La Lioce risulta coinvolta negli omicidi dei giuslavoristi Biagi e D'Antona e sarà condannata all'ergastolo.