Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/01751 presentata da DE SIMONE TITTI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 12/03/2003
Interrogazione a risposta immediata in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-01751 presentata da TITTI DE SIMONE mercoledì 12 marzo 2003 nella seduta n. 279 TITTI DE SIMONE. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca scientifica. - Per sapere - premesso che: ilGoverno ha varato in questi giorni il decreto sulle piante organiche; ildecreto prevede una riduzione delle dotazioni organiche del personale docente, per l'anno scolastico 2003-2004, di 9047 posti compresi quelli del sostegno - anche se i dati dei sindacati indicano, in 12.651 la reale diminuzione del numero dei docenti; in particolare, secondo lo schema del ministero, saranno tagliati 1965 posti nelle scuole elementari, 304 nelle secondarie di primo grado, 6132 nella secondarie di secondo grado e 1058 per il sostegno e la maggior parte dei posti saranno tagliati al sud; l'effettiva quantità numerica dei tagli che le scelte del Governo determinano va valutata non soltanto sulla base delle indicazioni previste nel decreti degli organici, ma è il risultato di un effetto sommatoria derivante dai provvedimenti in materia di istruzione che il Governo ha emanato sin dall'inizio della legislatura; la politica scolastica di questo Governo, infatti, nella serie di provvedimenti adottati, sta determinando ad avviso dell'interrogante lo svilimento, la dequalificazione, la marginalizzazione del sistema scolastico e formativo pubblico; è stata perseguita con tenacia una linea di penalizzazione nei confronti delle varie componenti della scuola: docenti, personale ATA, studenti e famiglie, tutti imboniti da dichiarazioni di principio non corrispondenti poi ai provvedimenti adottati; in questa ottica si sta procedendo inesorabilmente ad una crescente precarizzazione dei docenti di ruolo (si vedano le norme che prevedono la possibilità di licenziamento per i docenti soprannumerari o fuori ruolo); in questo clima generale di svalorizzazione e disinvestimento si inserisce la questione del precariato storico, che si è acuita e aggravata sin dal decreto-legge n. 255 del 2001, che prevedeva l'accorpamento della terza e quarta fascia delle graduatorie permanenti, nonché il riconoscimento del 100 per cento del punteggio accumulato dai docenti delle scuole paritarie con effetto retroattivo; a questo si è aggiunta la questione dei 30 punti riconosciuti come bonus per i docenti specializzati; per l'anno scolastico in corso non si è proceduto alle nomine e alle immissioni in ruolo a fronte di oltre 100 mila posti vacanti; le norme in materia di completamento delle cattedre a 18 ore e alla possibilità di elevare fino a 24 ore settimanali l'orario dei docenti hanno reso più difficile anche l'assunzione a tempo determinato dei precari; le scelte operate nei confronti del precariato hanno aperto una stagione di ricorsi, contrasti che hanno contribuito soltanto a rendere tutto più incerto e confuso in un settore estremamente tormentato da una forte conflittualità fra interessi diversi, che il ministero invece di comporre ha acuito e deteriorato; ultimo atto - in ordine temporale - è stato l'accoglimento dell'ordine del giorno De Laurentiis, in sede di approvazione alla Camera dei deputati della legge delega sull'istruzione, cui ha fatto seguito da parte degli esponenti del dicastero, la conferma di un atteggiamento contraddittorio e ambiguo circa i criteri di valutazione dei titoli per accedere alle graduatorie permanenti. Ciò anche attraverso espliciti inviti rivolti agli specializzandi e specializzati Siss a ricorrere al giudice amministrativo contro gli atti del ministero che verranno emanati in conseguenza dell'ordine del giorno De Laurentiis; questo conferma l'atteggiamento di non rispetto per i diritti acquisiti da questa categoria di insegnanti, che hanno operato scelte sulla base della normativa vigente; molti posti sono ancora coperti da precari e intanto la politica scolastica del Governo sta determinando la formazione di classi troppo numerose per una buona qualità dell'insegnamento; gli interventi in materia di sostegno si muovono nella direzione di uno smantellamento del sistema di integrazione che, primi in Europa, siamo riusciti a realizzare nel nostro Paese; a fronte di tutto questo - precarizzazione dei docenti di ruolo e penalizzazione dei precari storici - e dei tagli profondi che si sono operati a danno della scuola, il Governo ha trovato il modo di prevedere l'assunzione a tempo indeterminato degli insegnanti di religione cattolica (21.000 persone) definiti «gli unici precari rimasti nel mondo della scuola»; crediamo di poter ormai affermare che tutta la politica perseguita dal Governo in materia di assunzioni, precari e mancate nomine, motivata fino ad oggi con necessità di cassa imposte dal ministro Tremonti, stiano in realtà preparando la vera manovra di tagli, dagli organici ai curricoli, che determinerà uno stravolgimento totale del mondo della scuola e che sarà effettuata con l'introduzione del sistema previsto dalla legge delega di riforma dell'istruzione -: quali atti il Ministro intenda adottare al fine di risolvere la lunga vertenza dei precari e in relazione alle assunzioni a tempo indeterminato per il prossimo anno scolastico. (5-01751)