Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01844 presentata da CARLI CARLO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 03/04/2003
Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-01844 presentata da CARLO CARLI giovedì 3 aprile 2003 nella seduta n. 292 CARLI e GRIGNAFFINI. - Al Ministro per i beni e le attività culturali . - Per sapere - premesso che: gli, archivi di Stato possono essere considerati a buon diritto i custodi della storia sociale, politica, economica del nostro paese; gli Archivi di Stato sono istituiti nei capoluoghi di provincia, ma la documentazione che vi si conserva riflette il mutare delle circoscrizioni territoriali nel tempo; gli Archivi di Stato con sede nelle città capitali degli Stati pre-unitari conservano le carte degli organi centrali di quegli Stati; l'Archivio centrale dello Stato, gli Archivi di Stato e le sezioni di Archivio di Stato provvedono alla conservazione di documenti. Gli archivi, oltre alla documentazione statale, unitaria e preunitaria risalente all'Alto Medioevo, conservano gli archivi notarili anteriori agli ultimi, cento anni e gli archivi degli enti ecclesiastici e delle corporazioni religiose soppresse, i cui beni vennero confiscati dallo Stato. Possono ricevere in deposito archivi degli enti pubblici (regioni, province, comuni, enti pubblici non territoriali) e archivi privati (di famiglie, personali, di impresa, di istituzioni); la documentazione conservata negli istituti archivistici si compone di circa un milione di pergamene sciolte (oltre a quelle frammiste ad altra documentazione in varie serie archivistiche) e di circa otto milioni di unità tra buste, filze, mazzi, fasci, volumi e registri, per un totale non calcolabile di singoli documenti cartacei e pergamenacei. L'insieme del materiale occupa oltre 1.200.000 metri lineari di scaffalature; il documento pergamenaceo più antico è dell'anno 721 e si trova nell'Archivio di Stato di Milano; la prima e rara documentazione cartacea risale al secolo XII, mentre i documenti più recenti sono gli originali delle leggi e decreti che vengono annualmente versati all'Archivio centrale dello Stato; i documenti conservati negli Archivi di Stato sono liberamente consultabili con eccezione di quelli riservati per motivi di politica interna e estera, che diventano consultabili 50 anni dopo la loro data, e dei documenti riservati relativi a situazioni puramente private delle persone e di quelli puramente private delle persone e di quelli dei processi penali che lo divengono dopo 70 anni. Sono tuttavia ammesse autorizzazioni alla consultazione anticipata per motivi di studio; le Soprintendenze archivistiche hanno competenza regionale e sono istituite nei capoluoghi di regione. Tra i compiti propri della funzione di tutela delle Soprintendenze si segnalano: l'individuazione e Il censimento degli archivi non statali; la dichiarazione di notevole interesse storico degli archivi privati; le ispezioni; la consulenza, a richiesta, sui metodi di conservazione, di ordinamento e di inventariazione; la concessione del nulla-osta per lo scarto degli archivi degli enti pubblici e di quelli dichiarati di notevole interesse storico; l'intervento in caso di inadempienza degli obblighi stabiliti dalla legge; la valutazione delle priorità nell'erogazione dei contributi ai possessori di archivi privati ed ecclesiastici; la valutazione dell'opportunità di acquisire fondi documentari di interesse storico offerti in vendita, in dono o in deposito agli archivi di Stato; il patrimonio documentario vigilato è immenso e soggetto a continui incrementi; soltanto gli archivi comunali sono oltre 8.000, quelli degli enti pubblici non territoriali che hanno operato e operano in Italia dall'unificazione sono circa 50.000. Gli archivi vigilati sono molte decine di migliaia. Anche il patrimonio costituito dagli archivi privati - familiari, personali, imprenditoriali, di istituzioni di varia natura, è molto ricco; negli ultimi anni i direttori di molti archivi di Stato in accordo con il Ministero per i beni e le attività culturali hanno fatto enormi sforzi per prolungare l'orario di apertura di ulteriori sei ore settimanali e con l'obiettivo di agevolare la consultazione dei documenti per gli utenti e gli studenti e di utilizzate gli spazi per realizzare manifestazioni, nostre, convegni, conferenze, visite guidate, seminari, presentazioni di progetti ed iniziative culturali; in seguito all'accordo stipulato il 19 aprile 2000 tra il Ministero e le organizzazioni sindacali, sono almeno 19 gli Archivi di Stato che hanno prolungato in maniera definitiva l'orario per 11 ore giornaliere per 6 giorni la settimana, tutti gli altri istituti hanno esteso di 5 ore settimanali l'orario; la finanziaria 2003 ha drasticamente ridotto per gli Archivi di Stato e i finanziamenti riguardanti le spese di corrente, telefono, pulizie, riscaldamento, acqua, manutenzione ordinaria dei locali anche in misura del 40/50 per cento per cento rispetto allo scorso anno; ciò costringerà i direttori degli archivi di Stato e i soprintendenti delle Soprintendenze archivistiche regionali a ridurre i servizi agli studiosi e ai visitatori, impedendo in taluni casi le funzioni di tutela, conservazione e comunicazione della memoria storica pubblica e privata; dai tagli agli archivi di Stato e alle Soprintendenze Archivistiche Regionali lo Stato avrebbe una minore spesa complessiva di meno di 2 milioni di euro, a fronte di una dispersione di servizi enorme -: se il Governo non voglia assumere con urgenza le opportune iniziative per garantire ad Archivi statali e soprintendenze i fondi necessari a garantire i servizi al pubblico e agli studiosi; se non ritenga necessario garantire la massima tutela ai documenti contenuti negli archivi statali, in quelli pubblici e privati, garantendo fondi adeguati agli enti preposti alla tutela. (5-01844)