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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01881 presentata da TIDEI PIETRO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 10/04/2003

Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-01881 presentata da PIETRO TIDEI giovedì 10 aprile 2003 nella seduta n. 296 TIDEI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che: la Poste Italiane spa dopo aver beneficiato di una legge che ha previsto l'inapplicabilità dell'allora vigente disciplina sul contratto a tempo determinato (prima tra tutte la legge n. 230 del 1962) sino al 30 giugno 1997, dopo tale data ha continuato a stipulare migliaia di contratti a termine con altrettanti lavoratori precari; nel formalizzare tali assunzioni la Poste Italiane spa ha però continuato a violare la disciplina in materia e cioè le leggi n. 230 del 1962, n. 56 del 1987 e il decreto legislativo n. 368 del 2001, indicando un motivo troppo generico oppure un motivo non legittimato da accordi con le organizzazioni sindacali ed altre situazioni similari; sin dall'anno 1997 i lavoratori così assunti hanno iniziato a promuovere azioni giudiziarie tendenti ad ottenere il pagamento delle retribuzioni perdute con l'illegittima interruzione del contratto a termine e soprattutto il ripristino del rapporto di lavoro; tali iniziative giudiziarie negli anni si sono sempre più moltiplicate ed oggi, su tutto il territorio nazionale sono già molte migliaia (8-9 mila) e molte sono ancora in attesa di essere presentate (forse altrettante, forse il doppio); la giurisprudenza nel frattempo formatasi è decisamente sfavorevole alla Poste Italiane spa poiché il 90 per cento dei Giudici di 1 o grado si è orientato a favore della tesi dei lavoratori e il 100 per cento dei giudici di 2 o grado (tra cui la Corte di appello di Milano, Napoli, Genova e Firenze) ha confermato la validità delle tesi giuridiche dei richiedenti; vi sono dunque centinaia, forse migliaia di lavoratori che già oggi lavorano alle dipendenze della Poste Italiane spa e hanno ricevuto il risarcimento del danno subito e vi sono migliaia di lavoratori che sono in attesa anche a breve di una sentenza favorevole e ancora migliaia e migliaia che sono in procinto di presentare una iniziativa giudiziaria per ottenere un posto di lavoro a tempo indeterminato; di fronte a questo fenomeno nazionale di dimensioni decisamente consistenti la Poste Italiane spa non muta il suo atteggiamento difensivo, anzi continua a sottoscrivere contratti a termine che vengono regolarmente dichiarati illegittimi con pesanti conseguenze economiche (si pensi a tutti i costi contributivi da coprire per anni e anni); ciò determina che da una parte molti lavoratori reinseriti al lavoro non possono avere la certezza di considerarsi dipendenti a tempo indeterminato della Poste Italiane spa perché in attesa di una definitiva decisione dell'Autorità Giudiziaria prevedibile in un arco non inferiore a 6-7 anni (per arrivare al giudizio della Cassazione) e dall'altra che la Poste Italiane spa, comunque, addestra e forma da un punto di vista professionale migliaia di lavoratori «sottoscrivendo un accordo che consente alla società di ottenere un minor esborso economico e nel contempo programmare le assunzioni definitive di tali lavoratori che potrebbero, dopo tanti anni, perdere il diritto al posto di lavoro e creare un vuoto di una manodopera specializzata difficilmente "colmabile"» -: se il Governo non ritenga opportuno promuovere un tavolo di trattative tra i rappresentanti dei lavoratori e la Poste Italiane spa sottoscrivendo un accordo che consenta alla società di sostenere un nuovo esborso economico e nel contempo programmare le assunzioni definitive di tali lavoratori che comunque, verrebbero forzatamente (per ordine del giudice), inseriti in azienda - con ulteriore aggravio risarcitorio per la stessa - e che, quindi hanno diritto alla garanzia di essere assunti. (5-01881)

 
Cronologia
giovedì 20 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Inizia ufficialmente la seconda guerra del Golfo con l'invasione dell'Iraq da parte di una coalizione formata da Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Polonia.

giovedì 10 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Ciampi rinvia alle Camere, per una nuova deliberazione, il disegno di legge: Interventi in materia di qualità della regolazione, riassetto normativo e codificazione - Legge di semplificazione 2001 (AC 2579) (Doc. I, n. 4).

martedì 15 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva le risoluzioni Arrighi ed altri (n. 6-00060) e Grignaffini ed altri (n. 6-00061), accettate dal Governo, che autorizzano l'invio di soldati italiani in Iraq.