Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02197 presentata da MASTELLA MARIO CLEMENTE (MISTO-UDEUR-POPOLARI PER L'EUROPA) in data 15/04/2003
Interrogazione a risposta orale Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-02197 presentata da MARIO CLEMENTE MASTELLA martedì 15 aprile 2003 nella seduta n. 298 MASTELLA, OSTILLIO, PISICCHIO, POTENZA, MONTECUOLLO e MAZZUCA POGGIOLINI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: l'articolo 24 della legge 2002 n. 289 (legge finanziaria per il 2003) ha reso obbligatorio per le pubbliche amministrazioni e per i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti la utilizzazione delle convenzioni quadro definite dalla CONSIP per l'acquisto di beni e servizi pena la nullità dei contratti e la responsabilità personale di chi li ha sottoscritti, anche quando il valore del contratto è superiore a 50 mila euro; la direttiva comunitaria 92/50/CEE, che ha come obiettivo il coordinamento delle procedure per l'aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, all'articolo 7, paragrafo 1 prevede che la stessa si applichi per gli importi pari o superiori a 200 mila euro, nell'intento di armonizzare la materia ai fini della instaurazione del mercato interno; detta norma così come formulata appare, ad avviso degli interroganti, in palese violazione della citata normativa comunitaria, non essendo previsto uno «ius variandi» da parte di uno Stato membro, come del resto ha già sentenziato la Corte di giustizia (sentenza 25 aprile 2002 Causa C-52/00) per cui è certa l'attivazione della procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese e ciò soprattutto se si dovesse procedere all'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 24; in effetti la procedura CONSIP presenta, comunque, aspetti fortemente limitativi, se non addirittura contrari, alle norme sulla concorrenza con una sostanziale chiusura del mercato ai fornitori, giacché finisce, inevitabilmente, per privilegiare solo una certa tipologia d'impresa (quelle grandi) fa scapito delle Piccole e medie aziende; i settori dei servizi, della cancelleria, degli arredi, delle macchine e personal computer che vedono la presenza di moltissimi operatori economici di livello medio-piccolo, si apprestano a pagare costi altissimi in termini occupazionali ed economici e ciò, specialmente nel Mezzogiorno d'Italia, tant'è che la stessa Confcommercio ha rappresentato che «tra sistema pubblico e privato ci devono essere regole di maggiore democrazia per abbattere le riserve di caccia destinate solo a pochi» -: quali iniziative intenda assumere affinché: a) sia garantita la libera concorrenza e la possibilità a tutte le aziende e specialmente a quelle medie e piccole, che rappresentano il nerbo dell'economia italiana, di operare con le pubbliche amministrazioni, pur nel rispetto del principio giusto della razionalizzazione dei costi della spesa pubblica; b) siano fugate le perplessità in ordine alla violazione delle norme di diritto comunitario; c) siano rassicurati i moltissimi operatori dei settori interessati che temono per la sopravvivenza delle loro aziende in seguito dell'applicazione delle norme in questione. (3-02197)