Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01077 presentata da TURCI LANFRANCO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 04/06/2003
Interrogazione a risposta orale3-01077 Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-01077 presentata da LANFRANCO TURCI mercoledì 4 giugno 2003 nella seduta n. 408 TURCI. Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze . Premesso che: nel corso della discussione della legge finanziaria 2003 il Ministro dell'economia e delle finanze, dopo averne ripetutamente negato l'intenzione, ha predisposto e fatto approvare in fretta e furia dal Parlamento, malgrado l'opposizione dei parlamentari del centrosinistra, una manovra a tutto campo di condoni fiscali che, a giudizio dell'interrogante, si configurano come un enorme regalo per gli evasori fiscali e un odioso balzello per la grande massa di piccoli operatori economici già in regola con gli studi di settore; la stampa nazionale ha immediatamente rilevato, a fine dicembre 2002, che dalle norme di condono fiscale sarebbe scaturito un forte sconto per il gruppo Mediaset, in particolare per le evasioni accertate sull'acquisto di diritti cinematografici nel 1994 e nel 1995, in relazione ad un uso distorto della cosiddetta «legge Tremonti»; nel corso della conferenza stampa di fine anno il Presidente del Consiglio dei ministri, ad una precisa domanda di un giornalista in merito alla possibilità di utilizzo del condono da parte delle aziende di sua proprietà, ha replicato che queste non avrebbero fatto ricorso ad alcun condono; secondo quanto ha scritto recentemente il giornalista Marco Lillo («Condono per il Biscione», l'«Espresso», 5 giugno 2003), al contrario di quanto dichiarato inizialmente dal Presidente del Consiglio, il gruppo Mediaset avrebbe partecipato al condono, pagando all'erario 35 milioni di euro a fronte di una contestazione di 197 milioni di euro, con un risparmio complessivo di 162 milioni di euro, pari a circa 320 miliardi delle vecchie lire; tenuto conto del fatto che, quando le azioni del gruppo Mediaset furono collocate sul mercato borsistico, la Fininvest che controlla Mediaset con il 48 per cento delle azioni si rese garante nei confronti dei nuovi soci per i rischi derivanti dal contenzioso con l'erario; considerato che la Fininvest, controllata all'84,7 per cento dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai suoi familiari, avrebbe dovuto rispondere delle somme dovute all'erario, si chiede di sapere: se quanto riportato dalla stampa corrisponda a verità; se non si ritenga che ricorra in questo caso un palese conflitto d'interessi, in quanto il Presidente del Consiglio dei ministri avrebbe tratto, tramite le aziende di sua proprietà, un notevolissimo beneficio economico a danno delle casse dello Stato in forza di una legge tenacemente voluta dal suo stesso Governo; se, a conoscenza del Ministro in indirizzo, si siano manifestati casi analoghi in capo ad altri premier europei, in forza di leggi approvate dagli Esecutivi da loro guidati. (3-01077)