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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08475 presentata da TIDEI PIETRO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 13/01/2004

Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-08475 presentata da PIETRO TIDEI martedì 13 gennaio 2004 nella seduta n. 405 TIDEI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri . - Per sapere - premesso che: i due velivoli B737, della compagnia egiziana Flash Airlines, uno dei quali caduto nel Mar Rosso, causando 143 vittime, operavano sistematicamente in Italia per voli charter; anche il giorno del grave disastro il velivolo caduto nel Mar rosso aveva effettuato il collegamento Torino-Sharm el Sheik e Sharm el Sheik-Venezia e viceversa con passeggeri italiani; nel 2002 a causa di un'avaria al motore uno dei due velivoli aveva dovuto effettuare un atterraggio di emergenza ad Atene con passeggeri italiani; il 4 febbraio 2003 nel volo charter Roma-Parigi con passeggeri italiani aveva subito un'avaria al motore che l'aveva costretto a un atterraggio di emergenza a Ginevra; fin dall'ottobre 2002 l'Ente per l'Aviazione svizzero a seguito di un'ispezione eseguita sull'aeroporto di Zurigo aveva disposto per gli stessi velivoli il divieto di sorvolo dello spazio aereo elvetico per gravi carenze riscontrate sulla sicurezza; l'esito dell'ispezione, disposta in applicazione del programma SAFA (Safety Assessment Foreign Aircraft) varata dall'ente europeo per l'Aviazione Civile (ECAC) fin dal 1996, era stato notificato a tutti i Paesi ECAC, Italia compresa; l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC) pur a conoscenza delle disposizioni emanate dall'ente elvetico e delle due gravi emergenze subite da passeggeri italiani, non ha ritenuto di intervenire per tutelare la sicurezza del volo, lasciando che i velivoli venissero utilizzati da tour operator nazionali; l'ENAC pertanto, avrebbe commesso grave omissione nell'applicazione del programma SAFA-ECAC, non avendo eseguito ispezioni, ponendosi così a livello di Albania o Ucraina, mentre in altri Paesi europei sono state eseguite dal 1996 al 2002 ben 15.755 ispezioni per 474.082 controlli con conseguenti provvedimenti restrittivi nei confronti di 19 vettori; le omissioni avrebbero comportato gravi rischi a passeggeri italiani solo casualmente non coinvolti in gravi incidenti aerei; se siano ravvisabili responsabilità in capo ai vertici dell'Enac per la vicenda esposta in premessa ed in caso affermativo quali provvedimenti intenda adottare; se non ritenga necessario che siano rivisti i criteri per l'assegnazione di funzioni apicali, in Enti di aviazione civile, fino ad ora assegnate sempre, ad avviso dell'interrogante, senza tener conto di precise e documentate conoscenze aeronautiche. (4-08475)

Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 17 giugno 2004 nell'allegato B della seduta n. 479 all'Interrogazione 4-08475 presentata da TIDEI Risposta. - In merito alle problematiche evidenziate con l'atto ispettivo cui si risponde, sono state fornite dettagliate informazioni dall'ENAC - Ente nazionale per l'aviazione civile - il quale premette che la sicurezza degli operatori esteri è garantita da un complesso di regole internazionali, vale a dire dagli standards e dalle raccomandazioni contenuti negli Annessi alla convenzione di Chicago e da un sistema di controlli tesi a verificare l'applicazione di dette regole. Riferisce quindi che la responsabilità di garantire il rispetto degli standards di sicurezza appartiene allo stato di registrazione dell'aeromobile che recepisce i contenuti degli Annessi ICAO ed effettua i controlli sull'attuazione dei relativi requisiti tecnici ed operativi. Pertanto, gli Stati sorvolati o presso i quali si svolgono i collegamenti aerei internazionali, accettano le certificazioni di navigabilità e di idoneità degli operatori aerei di paesi esteri senza l'obbligo di ulteriori controlli che, comunque, sono ammessi nell'ambito degli accordi bilaterali di traffico. L'ENAC evidenzia, inoltre, come allo scopo di individuare eventuali carenze degli aeromobili e degli operatori rispetto agli standards dell'ICAO sia stato predisposto il programma ispettivo denominato SAFA (Safety Assessment of Foregn Aircraft) , il quale prevede al termine dell'ispezione, la compilazione di un rapporto ispettivo nel quale sono riportati i rilievi classificati in tre categorie in funzione dell'impatto potenziale sulla sicurezza del volo. I rapporti relativi alle effettuate ispezioni sono immessi in una banca dati che sarà, a sua volta, inserita entro alcuni mesi, via internet. Ad essa potranno accedere i singoli Stati facenti parte dell'ECAC (Conferenza Europea delle Aviazioni Civili). L'Ente precisa che il rapporto 2002 ha evidenziato 3234 ispezioni SAFA e 3064 rilievi scaturiti da dette ispezioni. In tale ambito anche gli aeromobili della Società Flash Airlines sono stati oggetto di detti provvedimenti e la relativa ispezione si è svolta in Svizzera. Per quanto riguarda l'Italia, ENAC riferisce che l'attività ispettiva SAFA è stata svolta negli anni 1996 e 1997 dagli ingegneri dell'ex Registro Aeronautico Italiano. Negli anni successivi, a causa della carenza di risorse e della necessità di assicurare, in via prioritaria, lo svolgimento di attività ispettive sugli aeromobili utilizzati dagli operatori nazionali, la medesima attività su operatori esteri è stata alquanto marginale. Nel secondo semestre 2001, l'ENAC ha iniziato il percorso formativo professionale di dodici ex addetti al traffico dislocati presso le direzioni di circoscrizione aeroportuale ai fini di poterli qualificare come ispettori SAFA con il raggiungimento della necessaria riqualificazione professionale degli interessati, processo questo di lunga gestione. Nel corso del 2002 sono state effettuate alcune ispezioni di rampa secondo la metodologia SAFA e, tra queste ultime, una in data 30 dicembre 2002, proprio su un velivolo della Flash Airlines. Nel 2003 l'ENAC ha provveduto ad emettere una specifica procedura operativa per l'effettuazione delle ispezioni SAFA ed a completare il percorso addestrativo degli ispettori aeroportuali. L'Ente riferisce, inoltre, di aver definito il programma ispettivo già iniziato a partire al 1 o gennaio del 2004. Oltre alle ispezioni di rampa, l'attività dei controllo dell'Ente sugli operatori esteri si è sviluppata mediante ispezioni documentali a bordo degli aeromobili, effettuate presso gli aeroporti di transito secondo programmi stabiliti in accordo con la circolare ENAC APT-08B. Gli ispettori ENAC hanno già effettuato 10.000 controlli di cui 2.085 nell'anno 2003 su operatori stranieri. Per quanto riguarda in particolare la Flash Airlines che da alcuni anni svolge traffico charter tra l'Europa e l'Egitto, l'ENAC precisa che la compagnia ha operato con due aeromobili Boeing B 737-300 uno dei quali, contrassegnato dalle marche SU-ZCF, ha subito l'incidente a Sharm el Sheik lo scorso gennaio subito dopo il decollo. Nel periodo 2002-2003 tali aeromobili sono stati sottoposti a otto ispezioni del programma SAFA effettuate da esperti delle autorità delle aviazioni civili europee nel corso dei transiti degli aeromobili stessi sugli aeroporti degli Stati aderenti all'ECAC. In Italia gli aeromobili delle suddetta società sono stati sottoposti nello stesso periodo a sedici controlli documentali del programma di cui alla citata circolare ENAC APT-08B, con esito favorevole. L'ENAC chiarisce, infine, che l'informazione dell'azione restrittiva adottata dall'Ufficio Federale elvetico dell'Aviazione Civile nei confronti della Flash Airlines volta a non consentire alla medesima l'effettuazione di ulteriori voli nello spazio aereo della Svizzera, è stata comunicata il 15 ottobre 2002 al Coordinatore del programma SAFA presso le JAA (Joint Aviation Authority) che gestisce la banca dati e i rapporti con le autorità nazionali. I rapporti delle ispezioni sono stati inseriti nella banca dati della predetta autorità. Il coordinatore JAA, in data 16 ottobre 2002, ha diramato l'informazione per posta elettronica ai vari coordinatori locali al fine di consentire alle autorità europee di poter adeguare le priorità ispettive del programma SAFA a livello nazionale. L'Ente precisa, infine, che non vi è stata pertanto alcuna comunicazione diretta dell'autorità svizzera alle altre autorità europee, né raccomandazioni da parte dell'ECAC di adottare simili azioni restrittive che, peraltro, non sono previste neanche negli attuali protocolli del programma SAFA. Il Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti: Mario Tassone.



 
Cronologia
sabato 27 dicembre
  • Politica, cultura e società
    Il Presidente della Parmalat Calisto Tanzi è arrestato a Milano per bancarotta fraudolenta.

martedì 13 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara costituzionalmente illegittima la sospensione dei processi nei confronti delle cinque più alte cariche dello Stato, prevista dall'articolo 1, comma 2, della legge 140/03 (c.d. "lodo Schifani"), definendo la sospensione prevista come "generale, automatica e di durata non determinata" ed in contrasto con il principio di eguaglianza e il principio del diritto di difesa previsto dagli art. 2 e 24 della Costituzione (sentenza n. 24 depositata il 20 gennaio 2004).

mercoledì 28 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Gustavo Zagrebelsky è eletto Presidente della Corte costituzionale