Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02918 presentata da BUEMI ENRICO (MISTO-SOCIALISTI DEMOCRATICI ITALIANI) in data 13/01/2004
Interrogazione a risposta orale Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-02918 presentata da ENRICO BUEMI martedì 13 gennaio 2004 nella seduta n. 405 BUEMI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: mercoledì 17 dicembre scorso, Maurizio Carraro, 57 anni, rappresentante della società Medtronic Italia si è tolto la vita soffocandosi con un sacchetto di plastica nella sua Audi A4 parcheggiata in un bosco di San Raffaele Cimena; accusato con altri quattro rappresentati di case produttrici di pacemaker e con il cardiologo Gianfranco Pistis di «turbativa d'asta», Carraro non ha retto il colpo, «non è riuscito a far fronte al senso di vergogna» e dopo la confessione rilasciata davanti ai pubblici ministeri che conducevano le indagini e i dieci giorni di carcerazione preventiva a Ivrea, ha deciso di farla finita ormai travolto da una profonda crisi depressiva; la tragica conclusione di questa vicenda ha suscitato una forte ondata di emozione e gli stessi titolari dell'indagine, pur ribadendo la correttezza dell'inchiesta, hanno «espresso profondo rispetto per un senso dell'onore tanto alto» come quello manifestato da Maurizio Carraro il quale, nelle poche righe lasciate alla famiglia, ha detto: «forse ho commesso degli errori ma l'umiliazione è troppo grande per tutti»; come si evince dalle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dal procuratore capo della Repubblica di Torino, «la storia giudiziaria degli ultimi decenni è costellata di episodi simili»; ciò dimostra, a parere dell'interrogante, come la pura e semplice applicazione rigida della legge non tenga nel debito conto il fattore umano -: se, alla luce di un tale dramma umano, non si ritenga di dover adottare con la massima urgenza iniziative legislative volte a correggere un sistema come quello della carcerazione preventiva, decisamente troppo poco rispettoso di quelle situazioni di particolare sensibilità umana e di sostanziale incapacità a reggere le pressioni che alcune fasi della vicenda giudiziaria spesso comporta; se non si ritenga di dover mettere a disposizione dell'azione delle autorità inquirenti, che pure compiono il loro lavoro, strumenti alternativi soprattutto nel caso di persone incensurate o comunque indagate per delitti non efferati che, come nello specifico, si ritrovano a dover subire il supplizio della carcerazione (sia pure per il solo periodo richiesto dalle esigenze cautelari) senza essere psicologicamente in grado di sostenerlo; quali provvedimenti, infine, ritenga di dover adottare per ovviare ad un così grave e sconcertante ritardo del legislatore a tutela di quelli che sono i diritti umani di ogni cittadino, la cui lesione porta non di rado a commettere gesti così tragici e definitivi. (3-02918)