Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08446 presentata da NESI NERIO (MISTO-COMUNISTI ITALIANI) in data 13/01/2004
Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-08446 presentata da NERIO NESI martedì 13 gennaio 2004 nella seduta n. 405 NESI. - Al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che: la legge 15 maggio 1986, n. 194 - Norme sull'Ordine cavalleresco al merito del lavoro - disciplina il riconoscimento della onorificenza denominata «Cavaliere del Lavoro»; l'articolo 1 comma 1 della legge stessa nuta nell'articolo 13, comma 1: «Incorre indica i cittadini italiani che possono essere ritenuti degni di tale onorificenza identificandoli in questo modo: «cittadini benemeriti nelle sottoindicate attività, per aver creato e ampliato le stesse: nell'agricoltura; nell'industria; nel commercio, nel turismo e nei servizi; nell'artigianato; nell'attività creditizia e assicurativa»; l'articolo 3 della legge stessa precisa che i requisiti per ottenere la decorazione sono i seguenti: a) aver tenuto una specchiata condotta civile e sociale; b) aver operato nel settore per il quale la decorazione è proposta in via continuativa e per almeno vent'anni con autonoma responsabilità; c) aver adempiuto agli obblighi tributari ed aver soddisfatto ogni obbligo previdenziale e assistenziale a favore dei lavoratori; d) non aver svolto né in Italia, né all'estero attività economiche e commerciali lesive della economia nazionale; la legge stessa limita, conseguentemente, in modo preciso, (venticinque all'anno), il numero di coloro che vengono onorati con il titolo di «Cavaliere del Lavoro», cosicché i cittadini che possono fregiarsi del titolo stesso sono ora, globalmente, circa cinquecento, cifra che rende bene l'idea della caratteristica assolutamente elitaria di questa distinzione; proprio per la eccezionale importanza di tale onorificenza, il suo conseguimento viene giustamente celebrato con una cerimonia solenne, presieduta dal Presidente della Repubblica, che si tiene ogni anno nel Palazzo del Quirinale; la suddetta legge 15 maggio 1986, n. 194, mentre prevede norme rigorose e severe nella scelta dei candidati alla onorificenza, non prevede norme precise per la perdita della onorificenza stessa, limitandosi alla generica dichiarazione contenella perdita dell'onorificenza l'insignito che se ne renda indegno»; purtroppo, nel corso di questi ultimi anni, si sono verificati alcuni significativi episodi che hanno macchiato l'immagine di cittadini ai quali era stato in precedenza conferito un titolo così prestigioso; questi episodi - ancorché limitati e circoscritti - rischiano di danneggiare l'immagine dell'intero Ordine dei Cavalieri del Lavoro -: se non ritenga urgente e indilazionabile risolvere in modo chiaro e definitivo questo delicato problema, attraverso la predisposizione di norme interpretative della legge vigente, che prevedano espressamente i casi nei quali i cittadini insigniti del titolo di cavaliere del lavoro perdono automaticamente il titolo stesso.(4-08446)