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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05922 presentata da MONTI CESARINO (LEGA PADANA) in data 20/01/2004

Interrogazione a risposta scritta4-05922 Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05922 presentata da CESARINO MONTI martedì 20 gennaio 2004 nella seduta n. 516 MONTI. Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Premesso che: la Ditta Fagnu's di Umbertide (Perugina), primaria azienda a livello europeo nel settore della sartoria industriale con 160 dipendenti, fu dichiarata fallita a seguito di istanza avanzata dai dipendenti stessi, a causa di un arretrato di una mensilità e mezzo, pari a circa di 360 milioni di vecchie lire in data 6 giugno 1997; a seguito del fallimento fu posta in vendita all'asta nel 1998 ed acquistata dalla finanziaria regionale Sviluppumbria per un importo complessivo di 700 milioni di vecchie lire, inferiore rispetto ad altra offerta precedente avvenuta, a trattativa privata, ed appoggiata dal più grosso istituto del credito della Regione, il Medio Credito dell'Umbria; gli ex dipendenti, a tutt'oggi, hanno ricevuto solo il 30% circa di quanto loro dovuto e pertanto sono ancora in attesa dal 1998 di avere il saldo finale, nonostante svariati miliardi incassati dalla curatela fallimentare; la ex Fagnu's, ora Intermoda Collection, al 12.01.04, risulta chiusa con le maestranze non in cassa integrazione, l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, a tutela dei diritti acquisiti dagli ex dipendenti della Fagnu's di Umbertide di Perugia, approfondire le reali cause della mancata corresponsione del saldo finale alle maestranze e come sia possibile in futuro evitare situazioni del genere, in cui non si prendono in considerazione offerte di privati più alte, che offrono tutte le garanzie del caso, evitando così sperperi di denaro pubblico in quanto attualmente la stessa ditta, ora Intermoda Collection, è nuovamente ferma. (4-05922)

Risposta scritta Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 111 all'Interrogazione 4-05922 presentata da MONTI Risposta. Si comunica quanto riferito dalla Direzione Provinciale di Perugia. L'azienda Fagnus Spa con sede in Umbertide (Perugia) è stata dichiarata fallita con sentenza, in data 2 giugno 1997, con uno stato passivo ammontante a 23.795.412.590 di lire (pari a 12.289.305,00 euro), dei quali 3.242.696.540 di lire (pari a 1.674.713,00 euro) per debiti verso dipendenti e 20.552.716.050 di lire (pari a 10.614.592,00 euro) per altri debiti verso terzi. Nell'ottobre del 1997 l'azienda è stata ceduta dalla curatela in affitto alla «Erris Group srl» di Brescia, la quale si era impegnata anche all'acquisto della Fagnus Spa. Per tale operazione la società bresciana aveva versato alla curatela 500.000.000 di lire (pari a 258.228,45 euro) a titolo di fidejussioni e 250.000.000 di lire (pari a 129.114,22 euro) in conto anticipo sull'acquisto. L'INPS, intanto, all'inizio del 1998, con un'azione surrogatoria ha liquidato ai lavoratori i 2/3 delle loro spettanze (trattamento di fine rapporto e parte delle retribuzioni arretrate). Successivamente al versamento delle somme di cui sopra la «Erris Group srl» viene dichiarata fallita dal Tribunale di Brescia ed in conseguenza di ciò nel settembre 1998 si torna allo status quo ante . Nel settembre del 1998 perviene al Curatore un'offerta da parte della «GDA srl» pari a 2.500.000.000 di lire (1.291.142,25 euro) per l'acquisto della Fagnus Spa. Nel gennaio del 1999 viene allora indetta un'asta con vendita al pubblico incanto, ma tale asta risulta essere andata deserta poiché né la «GDA srl», che aveva formalizzato la proposta di acquisto, né altri eventuali acquirenti si presentano. Successivamente, e cioè nell'aprile del 1999, con un ribasso di 1/5 del valore della precedente offerta viene esperita una seconda asta che, parimenti alla precedente, risulta essere andata deserta. Nel settembre del 1999 viene esperito un terzo tentativo di vendita all'asta anche sulla base di una nuova offerta pervenuta alla curatela da parte della «Sartorie Fagnucci srl», ammontante a 1.800.000.000 lire (pari 926.622,42 euro) per l'acquisto dei soli immobili della Fagnus SpA. Tale ultimo tentativo di vendita all'asta è disertato dalla stessa «Sartorie Fagnucci srl», che aveva formulato l'offerta di acquisto. La curatela, preso atto dell'infruttuosa procedura della vendita al pubblico incanto, procede, sulla base del valore dell'ultima offerta pervenuta formalmente (1.800.000.000 di lire per i soli immobili) ad un'allocazione dei beni della Fagnus Spa come di seguito indicato: i beni immobili vengono alienati a «Sviluppumbria Spa» per un importo pari a 1.800.000.000 di lire; i macchinari e le scorte di magazzino vengono acquistati dalla «Eirene srl» per un importo di 375.000.000 di lire circa. Tale azienda prende in affitto i locali e acquista anche il marchio «Fagnus» dando così vita alla «Intermoda Fagnus srl» con il ritorno alla produzione nel luglio del 2000. Dal 20 dicembre 2003 l'Azienda ha mutato la denominazione sociale in «Intermoda Collection srl» ed ha come liquidatore il Sig. Paolo Rocchi. Quarantuno dipendenti sono in cassa integrazione guadagni ordinaria dal 22 dicembre 2003 al 20 marzo 2004 erogata per 19.356 ore e, secondo le notizie ricevute, il personale non risulta vantare alcun credito nei confronti della società, stante il pagamento di tutte le spettanze (sia retribuzioni che tredicesima mensilità). Infine da informazioni assunte presso la curatela si è appreso che il fallimento «Fagnus Spa» vanta un credito di circa 16.000.000.000 di lire azionato nei confronti di BNL, MPS e Bancoroma per revocatoria di rimesse effettuate nell'ultimo anno di vita della società. Sono tuttavia in corso trattative per il recupero di dette somme in via stragiudiziale. Il Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Sacconi



 
Cronologia
martedì 13 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara costituzionalmente illegittima la sospensione dei processi nei confronti delle cinque più alte cariche dello Stato, prevista dall'articolo 1, comma 2, della legge 140/03 (c.d. "lodo Schifani"), definendo la sospensione prevista come "generale, automatica e di durata non determinata" ed in contrasto con il principio di eguaglianza e il principio del diritto di difesa previsto dagli art. 2 e 24 della Costituzione (sentenza n. 24 depositata il 20 gennaio 2004).

mercoledì 28 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Gustavo Zagrebelsky è eletto Presidente della Corte costituzionale