Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05916 presentata da PAGLIARULO GIANFRANCO (MISTO-COMUNISTI ITALIANI) in data 20/01/2004
Interrogazione a risposta scritta4-05916 Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05916 presentata da GIANFRANCO PAGLIARULO martedì 20 gennaio 2004 nella seduta n. 516 PAGLIARULO, MARINO, MUZIO. Al Ministro della salute. (Già 3-00980) (4-05916)
Risposta scritta Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 115 all'Interrogazione 4-05916 presentata da PAGLIARULO Risposta. Per effetto della disciplina normativa contenuta nella legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante «Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione», il Ministero della salute non ha oggi alcun potere di tipo organizzativo e gestionale nei riguardi dei servizi sanitari regionali. Pertanto, si risponde ai quesiti formulati nell'interrogazione parlamentare in esame sulla base degli elementi acquisiti dall'Ufficio territoriale del Governo di Modena presso le competenti Autorità sanitarie regionali. La Direzione sanitaria dell'Azienda ospedaliera Policlinico di Modena ha precisato che la problematica sollevata dagli interroganti trae origine da alcuni casi di patologia neoplastica e di patologia non neoplastica, di cui uno ha purtroppo avuto esito infausto, verificatisi tra il personale dipendente dell'Azienda ospedaliera di Modena, che ha svolto, in tutto od in parte, la sua attività di servizio nelle sale operatorie del reparto di ortopedia del Policlinico. Peraltro, l'interrogazione fa riferimento ad attività che si sono sviluppate in un arco temporale molto ampio (circa 20 anni) e la cui ricostruzione, analisi e valutazione si è rivelata complessa ed articolata. Per questo motivo la Direzione sanitaria del Policlinico ha ritenuto opportuno insediare un gruppo di lavoro multidisciplinare, che si avvale di professionisti aziendali e di consulenti esterni, con il mandato di raccogliere tutti gli elementi disponibili e di esaminarli alla luce dei quesiti formulati nella interrogazione per la redazione di un documento esaustivo. È fondamentale premettere che, a seguito della costruzione di un nuovo blocco tecnologico, a partire dal dicembre 1999, tutta l'attività di chirurgia ortopedica viene effettuata in tre nuove sale operatorie collocate al 1º piano di tale blocco (che ne accoglie complessivamente sei), che sono state progettate, costruite e collaudate secondo i requisiti previsti dalle norme di buona pratica tecnica. Tra i numerosi e differenti casi di patologie, neoplastiche e non neoplastiche, segnalate nel testo dell'interrogazione, sei casi di neoplasia erano noti al Servizio di sorveglianza sanitaria ed alla Direzione aziendale ed erano già stati oggetto di esame, sia pure nel rispetto rigoroso della riservatezza, con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, nel corso della più recente riunione periodica ex articolo 11 del decreto legislativo n. 626 del 1994, tenutasi il giorno 11 luglio 2003. A seguito di tale riunione, in accordo con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, era stato deciso di avviare una valutazione interna con esperti aziendali sui singoli casi e, più in generale, sulle condizioni di lavoro e di sicurezza nelle sale operatorie dell'Azienda. Le nuove sale operatorie sono dotate di soluzioni impiantistiche e tecnologiche che garantiscono la piena efficienza della gas evacuazione e dispongono delle dotazioni di barriera e di protezione individuale, nei confronti del rischio da radiazioni ionizzanti. Inoltre, in accordo con i professionisti, gli operatori ed i servizi aziendali competenti, erano già state in parte avviate nelle «vecchie» sale operatorie, nel corso degli anni precedenti, e sono state implementate nelle nuove sale strategie tecnico-professionali ed organizzative, finalizzate alla riduzione del rischio collettivo da esposizione a gas anestetici. Il monitoraggio del rischio derivante dall'esposizione a gas anestetici viene effettuato mediante il monitoraggio periodico (almeno annuale) ambientale e biologico in tutte le sale operatorie, con protocolli concordati nell'ambito di un gruppo aziendale multidisciplinare, che vede la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e che tiene conto della evoluzione delle tecniche chirurgiche ed anestesiologiche. Per quanto riguarda gli aspetti radioprotezionistici tutto il personale, classificato come esposto a radiazioni ionizzanti a seguito delle valutazioni effettuate dall'esperto qualificato, sulla base del carico di lavoro fornito dai direttori di struttura e dai coordinatori infermieristici, è sempre stato dotato di dosimetro individuale, di mezzi di protezione e sottoposto alle visite periodiche previste dalla normativa vigente. La documentazione presente agli atti evidenzia che non si sono mai registrati casi di superamento di dose rispetto alla valutazione del rischio. Inoltre tutte le apparecchiature radiologiche aziendali sono sottoposte ai controlli radioprotezionistici e di qualità previsti dalla normativa vigente. Per quanto riguarda il rischio di esposizione a sostanze chimiche, le procedure di disinfezione e sterilizzazione sia dello strumentario chirurgico che delle suppellettili e degli ambienti vengono effettuate secondo i più comuni e diffusi procedimenti di igiene e non prevedono l'uso di nessuna sostanza che possa essere classificata come cancerogena o mutagena ai sensi del capo VII del decreto legislativo n. 52/1997, come evidenziata dal documento di valutazione del rischio, elaborato dal Servizio prevenzione e protezione aziendale. Si segnala, infine, che il controllo delle condizioni di salute degli operatori sanitari è affidato al Servizio di sorveglianza sanitaria aziendale, che si avvale delle specifiche competenze dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Cattedra di medicina del lavoro) ed è composto da professionisti specialisti in medicina del lavoro. Il Ministro della salute Sirchia