Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05908 presentata da SODANO TOMMASO (MISTO-RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 20/01/2004
Interrogazione a risposta scritta4-05908 Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05908 presentata da TOMMASO SODANO martedì 20 gennaio 2004 nella seduta n. 516 SODANO TOMMASO. Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali. Premesso che: alcune migliaia di lavoratori dipendenti della ex «Sicilcassa» hanno, di fatto, visto svanire nel nulla le somme accantonate per il loro Fondo Integrativo Pensioni ed ora, a sei anni dall'inizio del contenzioso legale, si vedono offrire dai commissari liquidatori il 14 per cento delle somme da loro richieste; il FIP (Fondo Integrativo Pensioni) venne istituito, per accordo sindacale, tra l'allora «Cassa Centrale di Risparmio V.E.», divenuta poi «Sicilcassa S.p.a.», e le organizzazioni sindacali presenti in azienda il 7 dicembre del 1983, con decorrenza dal 10 gennaio dello stesso anno; tale Fondo, a fronte di contributi versati sia dall'azienda che dai lavoratori, assicurava una prestazione pensionistica che andava ad incrementare la pensione erogata dal Fondo pensioni del personale della C.C.R.V.E. (occorrevano almeno 25 anni di servizio effettivo e veniva erogata una prestazione pari al 14 per cento della pensione degli impiegati ed al 6,50 per cento di quella erogata a funzionari e dirigenti); inoltre veniva assicurata, in caso di premorienza, una prestazione pensionistica commisurata ad almeno 25 anni di servizio; nel 1996, nell'ambito delle iniziative per il risanamento della «Sicilcassa» in amministrazione straordinaria, venne data disdetta dell'accordo sul FIP, salvaguardando le prestazioni in essere; nell'accordo sindacale dell'ottobre del 1996 si stabilì che la banca non versasse più i contributi al FIP, ma non venne raggiunto alcun accordo, seppur sollecitato dai sindacati, sulla destinazione dei contributi versati dai lavoratori che non avevano raggiunto ancora i requisiti per avere erogata la prestazione; il 6 settembre del 1997 la «Sicilcassa» venne posta in liquidazione coatta amministrativa; secondo la «legge bancaria» chi riteneva di avere dei crediti nei confronti della banca avrebbe dovuto «insinuarsi nello stato passivo» per vederli riconosciuti. Quasi tutti i lavoratori lo fecero, soprattutto per le somme versate (dall'azienda e dai lavoratori) al FIP. I Commissari liquidatori non ritennero opportuno inserire questi crediti nello stato passivo e quindi i lavoratori dovettero «opporsi allo stato passivo», nel tentativo di vedere riconosciuti i loro diritti; i liquidatori hanno presentato una prima proposta di transazione respinta da tutti i lavoratori, che prevederebbe il pagamento del 14 per cento di quanto richiesto. Lo scorso 11 settembre, i Commissari liquidatori convocavano i legali nei locali della «Sicilcassa Spa» di Palermo, finalizzando l'incontro «all'apertura di un tavolo di trattativa in vista di un'eventuale ipotesi transattiva». In tale sede di liquidazione ha avanzato una proposta transattiva secondo la quale sarebbe disponibile al pagamento, in tempi rapidi, di una somma pari al 14 per cento del domandato, a condizione che vi sia un numero di adesioni non inferiore al 90 per cento degli interessati; dopo un ulteriore incontro, a Roma, tra avvocati e liquidatori, i sindacati sono stati convocati il 3 ottobre 2003 nei locali della «Liquidazione»: si è cambiata la facciata della proposta, ma la sostanza è rimasta la stessa; in base ai calcoli effettuali il costo complessivo della nuova proposta (circa 76 miliardi di vecchie lire) è praticamente identico a quel 28 per cento indicato come rischio massimo per commissari e Banca d'Italia, e da ciò si deduce che le somme accantonate ammontano a circa 280 miliardi; uno degli ultimi atti dei Commissari straordinari della Sicilcassa è stato quello di determinare, con bilancio attuariale certificato, il valore reale delle prestazioni già erogate dal Fondo e passare le relative somme (oltre 250 miliardi di lire) al Banco di Sicilia che, all'atto della liquidazione, acquisì attività e passività della banca (tranne quelle rimaste in capo alla stessa «Sicilcassa»). Oggi, infatti, quelle prestazioni, per legge non più rivalutate, vengono pagate agli aventi diritto dal Banco attingendo ai fondi attribuiti dai commissari straordinari, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno, ciascuno per i propri ambiti di competenza, intervenire, presso i soggetti interessati, al fine di convocare un tavolo di trattativa in grado di dare risposte eque e giuste ai lavoratori, e dare loro una prospettiva economica certa, in funzione dei versamenti effettuati, per potersi così costruire una previdenza integrativa sicura e adeguata. (4-05908)