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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05947 presentata da COSTA ROSARIO GIORGIO (FORZA ITALIA) in data 21/01/2004

Interrogazione a risposta scritta4-05947 Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05947 presentata da ROSARIO GIORGIO COSTA mercoledì 21 gennaio 2004 nella seduta n. 518 COSTA. Ai Ministri delle attività produttive e dell'economia e delle finanze. Premesso: che la provincia di Lecce, ed in particolare il Basso Salento, sono attanagliati da una gravissima crisi, ormai di rilevanza nazionale, che investe i settori del calzaturiero, del tessile e dell'abbigliamento; che 30.000 lavoratori, tra addetti al settore e indotto, rischiano di perdere il posto di lavoro; che tutto ciò non farebbe altro che indurre nuovi fenomeni di emigrazione simili a quelli verificatisi nell'immediato dopo guerra, l'interrogante chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno intervenire con urgenza per monitorare la situazione, istituendo tavoli di concertazione ed attivando ogni tipo di intervento possibile per tonificare i settori di cui trattasi e per incentivare lo sviluppo economico in settori comunque idonei ad assorbire le grandi sacche di disoccupazione che inesorabilmente si stanno creando. (4-05947)

Risposta scritta Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 117 all'Interrogazione 4-05947 presentata da COSTA Risposta. Le preoccupazioni esposte nell'interrogazione in oggetto sono condivise dal Governo, che ha ben presente la situazione di sofferenza di molti settori tradizionali tra cui prevalentemente il settore del tessile-abbigliamento-calzature. La particolare caratterizzazione dell'apparato produttivo in settori con tasso di crescita basso ha in molti casi favorito un processo di aggressione del mercato, in prevalenza proveniente da Paesi in via di sviluppo, nei confronti dei quali appare di estrema difficoltà riuscire a superare le azioni di dumping sociale, economico e ambientale poste in essere. Sul piano specifico, quindi, avendo scarsa possibilità di incidere sulle singole politiche aziendali di imprenditori o di gruppi privati, l'Amministrazione ha fatto il possibile, nell'ambito dei «singoli casi vertenziali» per sviluppare tutte le iniziative più adeguate tendenti a limitare i danni. Su un piano più generale, invece, di politica settoriale, per l'anno appena concluso, con l'ausilio della Presidenza italiana, nel secondo semestre, del Consiglio dell'Unione europea si può affermare che il Governo ha operato uno sforzo considerevole nell'affrontare i principali problemi che affliggono il comparto. Sinteticamente, l'azione prodotta è consistita in: A) Misure nazionali Si è provveduto ad una «rigenerazione» delle misure di sostegno e di incentivazione al settore sulla base della normativa esistente. Ci si riferisce, in particolare, all'introduzione nell'ambito della legge n. 46/1982 sull'innovazione tecnologica dell'importante previsione dell'attività di campionatura come fatto innovativo; alla previsione di bandi per la formazione e la valorizzazione di giovani stilisti; alla riproposizione di bandi tematici ad hoc per il settore tessile. Si è radicata, inoltre, la convinzione che per sfuggire alle morse pressanti della competitività occorre anche stimolare la diversificazione dei prodotti in settori in cui altri partner non sono presenti e comunque devolvere il massimo delle risorse per favorire la ricerca e il suo conseguente trasferimento al mondo della piccola e media impresa. Inoltre sul piano normativo la legge finanziaria (articolo 4, commi 49/84), ha individuato tutta una strategia di politica industriale, consistente nella qualificazione, tutela e valorizzazione del prodotto italiano, segnatamente quello appartenente al settore del TAC. Si è preso altresì atto dell'indifferibile compito di monitorare la situazione del mercato e in particolare della sua aggressione, non ai fini di istituire barriere doganali che automaticamente ci porrebbero fuori del contesto internazionale ed europeo, ma per una attenta vigilanza dell'uso dei prodotti conforme alle loro caratteristiche strutturali. Tale monitoraggio rappresenta un'azione di politica industriale alla quale non si può rinunciare e che potrà formare la base di un programma per una ordinata ed equilibrata lotta alla contraffazione. Dallo svolgimento di tali azioni dovrebbe poter scaturire una riduzione della anomalia delle importazioni con il conseguente rafforzamento della domanda interna. B) Misure europee e internazionali Anche utilizzando l'occasione della Presidenza italiana, per la prima volta in sede comunitaria il Governo è riuscito a richiamare l'attenzione dei partner sul problema del tessile. L'ultimo Consiglio sulla Competitività del 27 novembre 2003 ha approvato un'apposita «comunicazione» sul settore tessile cui ha fatto immediatamente seguito la costituzione di un gruppo di lavoro sui problemi precedentemente esposti sotto la responsabilità di 4 Ministri su 25, tra cui il Ministro italiano, proprio avuto riguardo alla leadership del settore nazionale in campo comunitario. Anche il Governo di Bruxelles è in procinto di assumere importanti provvedimenti, tesi a difendere il mercato europeo e anche italiano dalle aggressioni dei Paesi terzi. C) Piano di razionalizzazione interno A conclusione di tutte le iniziative predette, l'Amministrazione ha tra i suoi obiettivi strategici quello di elaborare un documento ricognitivo dei problemi del settore unitamente alle misure di policy che potrebbero essere adottate per la razionalizzazione del comparto. Il risultato di tale elaborazione potrà costituire la base per la predisposizione di misure adeguate di sostegno e di rilancio. In questa fase, non sarà sottovalutata la concertazione con le Istituzioni regionali per meglio definire le tematiche specifiche delle varie realtà esistenti. Il Sottosegretario di Stato per le attività produttive Valducci



 
Cronologia
martedì 13 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara costituzionalmente illegittima la sospensione dei processi nei confronti delle cinque più alte cariche dello Stato, prevista dall'articolo 1, comma 2, della legge 140/03 (c.d. "lodo Schifani"), definendo la sospensione prevista come "generale, automatica e di durata non determinata" ed in contrasto con il principio di eguaglianza e il principio del diritto di difesa previsto dagli art. 2 e 24 della Costituzione (sentenza n. 24 depositata il 20 gennaio 2004).

mercoledì 28 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Gustavo Zagrebelsky è eletto Presidente della Corte costituzionale