Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05939 presentata da SODANO TOMMASO (MISTO-RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 21/01/2004
Interrogazione a risposta scritta4-05939 Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05939 presentata da TOMMASO SODANO mercoledì 21 gennaio 2004 nella seduta n. 518 SODANO TOMMASO. Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio. Premesso che: il 17/12/2003 si è verificata un'enorme frana nel territorio di Lioni (Avellino); lo smottamento avrebbe potuto travolgere il metanodotto che convoglia il gas-metano nel Nord-Italia e provocare una strage; nella zona interessata dalla frana è presente una grossa cava di pietrame e sembra che l'attività di estrazione abbia provocato lo smottamento; da diverso tempo gli abitanti residenti vicino alla cava avevano segnalato alle autorità comunali significativi movimenti franosi; a seguito della frana del 17/12/2003 il sindaco di Lioni ha ordinato la chiusura dell'attività estrattiva svolta nella cava, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno attivarsi con urgenza per predisporre un intervento utile a consolidare la zona interessata dalla frana - dando, così, sicurezza alle famiglie che abitano nella sopracitata zona e all'intera collettività di Lioni ed accertare le responsabilità, riguardo ad una strage evitata, del Comune di Lioni, della Provincia di Avellino, del Genio civile di Avellino; se l'autorità di bacino dell'Ofanto (fiume che scorre vicino alla zona interessata dalla frana) abbia elaborato il piano straordinario per la rimozione delle situazioni a rischio di frana molto elevato, così come prescritto dalla legge 3/8/98 n. 267, dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29/9/98 e dalla legge 13/7/99, n. 226; in caso positivo, se la zona nella quale si è verificata la frana sia classificata in detto piano come zona ad alto rischio, se siano state indicate le misure di salvaguardia, se il piano sopracitato e le misure di salvaguardia siano state inviate al Comune di Lioni e perché questo non abbia reso operativo il più volte richiamato piano e le misure di salvaguardia; se siano state rispettate le leggi 31/1/94, n. 97 (sulla salvaguardia e tutela delle zone montane), e quella della Regione Campania dell'11/11/1994 (concernente cave e torbiere). (4-05939)
Risposta scritta Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 125 all'Interrogazione 4-05939 presentata da SODANO Tommaso Risposta. In merito a quanto indicato nell'interrogazione parlamentare in oggetto, con la quale è stata sollevata la problematica relativa alla frana verificatasi nel territorio di Lioni (Avellino) il 17.12.2003, si riferisce quanto segue. Il consistente movimento franoso in località Oppido-Balzata del Comune di Lioni ha investito una tratta del metanodotto della Società SNAM e la vicina cava di proprietà Iuliano. Immediatamente dopo l'evento è stato effettuato un sopralluogo per monitorare la frana e rilevare eventuali, anche minimi, segnali di pericolo. Da tale verifica è emersa la presenza di un vasto movimento franoso che ha interessato l'intero versante della località citata, nelle immediate vicinanze della cava «Iuliano Inerti s.a.s.» (ex Sices). Conseguentemente, il Sindaco del Comune di Lioni con due ordinanze ha ingiunto l'immediato sgombero dei fabbricati abitati esistenti nella zona, per un numero di 15 nuclei familiari, ed ha disposto l'interdizione dell'accesso nell'area della cava e nelle aree limitrofe. Successivamente, il Genio Civile, in data 18 dicembre 2003, ha effettuato un nuovo sopralluogo, dal quale è emerso che il dissesto in atto ha interessato la pendice a monte del piazzale della cava, non oggetto di coltivazione, il piazzale di cava e le attrezzature per la lavorazione degli inerti e, pertanto ha confermato la sospensione dell'attività estrattiva nell'intera area, già disposta in sede di sopralluogo, ciò a causa delle condizioni di pericolo per gli addetti ai lavori. L'area oggetto dell'interrogazione rientra nell'ambito del territorio di competenza della neo-istituita Autorità di Bacino interregionale della Puglia (ex AdB regionale Puglia e AdB interregionale del fiume Ofanto). In particolare l'area ricade nei territori campani compresi nel bacino idrografico del fiume Ofanto per i quali l'ex Autorità di Bacino interregionale non aveva predisposto il Piano straordinario ai sensi dell'articolo 1, comma 1- bis , del decreto-legge n. 180 del 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Allo stato attuale le attività relative alla elaborazione dei PAI da parte dell'Autorità di Bacino interregionale della Puglia risultano appena avviate per il proprio territorio di competenza, nonostante le sollecitazioni operate da questo Ministero. A completamento delle procedure di pianificazione, ottenuto l'adeguato quadro conoscitivo, la norma in materia prevede l'adozione di misure di salvaguardia per quei territori riconosciuti a rischio e/o pericolosità idrogeologica, sia per frana sia per alluvione, e la programmazione, a breve e a medio termine, degli interventi prioritari per fronteggiare i dissesti incombenti sui territori riconosciuti più vulnerabili. Il Ministro dell'ambiente e per la tutela del territorio Matteoli