Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05940 presentata da FORMISANO ANIELLO (MARGHERITA, DL-L'ULIVO) in data 21/01/2004
Interrogazione a risposta scritta4-05940 Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05940 presentata da ANIELLO FORMISANO mercoledì 21 gennaio 2004 nella seduta n. 518 FORMISANO, VERALDI. Ai Ministri della difesa e della salute . Premesso che: l'ospedale militare di Catanzaro svolge un servizio necessario e fondamentale per la Calabria ed il Mezzogiorno; nella paventata ipotesi di una sua chiusura, per visite ed accertamenti medico-legali tanti cittadini calabresi, affetti anche da patologie gravi, sarebbero costretti a viaggiare verso gli ospedali militari di Caserta, Palermo e Bari; tanti ufficiali, sottufficiali e dipendenti civili sarebbero costretti a trasferirsi in altre regioni, con conseguenze gravi ed onerose per le loro famiglie, gli interroganti chiedono di sapere: se risulti ai Ministri interrogati che, in funzione della riforma della leva obbligatoria, sia reale la possibilità della chiusura dell'ospedale militare di medicina legale di Catanzaro, nell'ambito della riorganizzazione delle Forze armate; se non ritengano che tale eventualità sia da scongiurare, anche per evitare di accrescere la sfiducia dei cittadini calabresi nei confronti di uno Stato vissuto come poco presente in una regione di frontiera; se, d'altra parte, non ritengano opportuno e necessario valutare la possibilità di trasferire in Calabria uno o due reparti operativi, in modo che la presenza stabile di militari possa far recuperare fiducia nello Stato e, nel contempo, soddisfare esigenze militari, strategiche e difensive, atteso che sul teatro del Mediterraneo si giocano le grandi sfide della sicurezza e della pace. (4-05940)
Risposta scritta Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 130 all'Interrogazione 4-05940 presentata da FORMISANO Risposta. In merito alle questioni sollevate con l'atto di sindacato ispettivo in esame si osserva, preliminarmente, che il provvedimento cui si fa riferimento è tuttora in fase di studio. Peraltro, in virtù della conversione del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, recante «Disposizioni urgenti per garantire la funzionalità di taluni settori della Pubblica amministrazione» dello scorso 27 luglio, il termine temporale entro il quale il Governo dovrà emanare i decreti legislativi per procedere alla riorganizzazione delle Forze armate scadrà dopo 12 mesi a decorrere dall'entrata in vigore del nuovo provvedimento di delega (luglio 2005). Tali decreti sono finalizzati a meglio modulare l'organizzazione militare alle nuove esigenze, anche al fine di adeguarla alle riduzioni dei livelli organici (190.000 unità) stabilite dalla legge 14 novembre 2000, n. 331, nonché ai nuovi parametri di efficienza cui si ispirano le disposizioni sulla professionalizzazione recate dal decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215. Inoltre, è all'esame del Parlamento il provvedimento normativo finalizzato al riordino del Servizio sanitario militare (atto Senato n. 1917), i cui riflessi incideranno sulla ridistribuzione complessiva sul territorio dell'organizzazione sanitaria militare. Com'è consuetudine della Difesa, nell'affrontare le delicate tematiche connesse alla riorganizzazione delle proprie realtà periferiche, le problematiche sollevate dall'interrogante, unitamente a tutte le altre informazioni che attengono al problema, saranno oggetto di attenta valutazione nella fase decisionale preliminare alla stesura dei provvedimenti in parola. In particolare: esigenze di medicina legale e ripartizione geografica; riflessi di carattere sociale ed economico connessi alla presenza militare nell'area. Si soggiunge, inoltre, che i decreti legislativi che saranno elaborati in applicazione del disposto della delega verranno trasmessi ad entrambe le Commissioni parlamentari per l'acquisizione del relativo parere. Infine, in merito alle paventate difficoltà per i cittadini, l'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica n. 461 del 2001 prevede che gli accertamenti medico-legali, di competenza delle Commissioni medico-ospedaliere, potranno essere svolti anche dalle Commissioni mediche di verifica e dalle Commissioni mediche territoriali delle Aziende sanitarie locali. Il Ministro della difesa Martino