Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05933 presentata da FABRIS MAURO (MISTO-ALLEANZA POPOLARE UDEUR) in data 21/01/2004
Interrogazione a risposta scritta4-05933 Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05933 presentata da MAURO FABRIS mercoledì 21 gennaio 2004 nella seduta n. 517 FABRIS. Ai Ministri dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali. Premesso: che in data 3 gennaio 2004 sul quotidiano locale Corriere del Veneto è apparsa la notizia che sette persone senza residenza si sono presentate al centro Caritas di Vicenza per avere un letto al ricovero notturno di contrà Torretti mentre altre, come già avvenuto negli anni scorsi, sono attese fino alla fine del mese di marzo 2004, periodo in cui il ricovero (che dispone attualmente di 65 posti letto, 45 per maschi e 20 per donne) sarà costretto a chiudere; che durante lo scorso inverno il citato ricovero ha accolto ben 376 persone, di cui 70 italiane e 306 straniere; che gran parte di queste persone, denominate in vario modo nel gergo comune barboni, vagabondi, poveri, emarginati, senza dimora, ubriaconi, drogati o straccioni, sono prive di residenza o perché gli è stata tolta a seguito di pendenze giudiziarie o perché non l'hanno mai avuta in quanto rimaste imbrigliate nelle reti dei sistemi burocratici che sembrano rendere sempre più difficile l'iscrizione per tali soggetti all'anagrafe comunale; che, in particolare, tale situazione riguarda molti stranieri, ma anche persone che, nate in Italia, sono state private della residenza anche dopo aver affrontato un percorso di recupero dalla tossicodipendenza; che, di fatto, la cancellazione della residenza avviene dopo la segnalazione dell'assenza prolungata di una persona dall'abituale dimora e che, di regola, verificata l'assenza, il Comune attiva un iter burocratico che varia dai dodici ai diciotto mesi e porta infine alla cancellazione di un nome dal registro anagrafico; che al fine di ottenere una nuova iscrizione è necessario che un soggetto dimostri di avere una abitazione fissa e siano espletati gli opportuni controlli da parte della polizia urbana; che le persone che risultino prive della residenza non possono ottenere documenti di identità, tessere sanitarie, libretti di lavoro, non possono presentare domanda per una casa edilizia popolare e, ancora, non possono votare; considerato: che il fatto di non permettere, e soprattutto per motivi di carattere burocratico, l'iscrizione all'anagrafe a coloro che ne risultino privi significa escludere la possibilità che queste persone esercitino liberamente anche i più elementari diritti civili o costituzionalmente garantiti come il diritto ad ammalarsi, il diritto ad essere curati, il diritto ad avere una casa e il diritto ad avere un lavoro; che in altre città, come ad esempio quelle di Roma e di Venezia, è stato istituito un indirizzo anagrafico convenzionale per le persone prive di dimora fissa che consenta loro di usufruire di tutti i servizi socio-sanitari possibili, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno, alla luce di quanto rilevato con la presente interrogazione, porre in essere tutti gli atti di loro competenza al fine di risolvere una tale deprecabile e incresciosa situazione, sia pure intervenendo con l'istituzione nella città di Vicenza di un indirizzo anagrafico convenzionale per le persone che risultino prive di fissa dimora; se sussista l'intento di modificare la normativa attualmente in vigore. (4-05933)