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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05957 presentata da LONGHI ALEANDRO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 22/01/2004

Interrogazione a risposta scritta4-05957 Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05957 presentata da ALEANDRO LONGHI giovedì 22 gennaio 2004 nella seduta n. 519 LONGHI. Al Ministro dell'economia e delle finanze. Considerato che: in data 5 marzo 2003 e 19 marzo 2003 lo scrivente aveva presentato ben due interrogazioni (4-04031 e 4-04158) sulla questione Carige, a cui il Ministro non ha mai risposto; in occasione dello scandalo Parmalat il Ministro ha accusato il Governatore della Banca d'Italia di non aver vigilato e nello stesso tempo non risponde agli atti di sindacato ispettivo presentati dallo scrivente; alla Fondazione Carige con un colpo di mano non è stata confermata metà del Consiglio d'amministrazione; in particolare non è stato confermato il membro indicato dalla Provincia di Genova e quindi, per la prima volta, la Provincia non è rappresentata all'interno del Consiglio d'amministrazione della Fondazione; è stato «silurato» colui il quale si è espresso in disaccordo con il Presidente della Fondazione; lo stesso Presidente della Fondazione Carige è anche Presidente di una società di assicurazioni controllata dalla banca; risulta che il nuovo Vice Presidente della Fondazione sia anche membro del Consiglio d'amministrazione della stessa società di assicurazioni, così come altri due consiglieri sono anche membri di società di assicurazione controllate dalla banca; l'incompatibilità legale discende dall'articolo 80, comma 20, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, che prevede che «i soggetti che svolgono funzioni di indirizzo, amministrazione, direzione o controllo presso fondazioni non possono ricoprire funzioni di amministrazione, direzione o controllo presso la società bancaria conferitaria o altre società operanti nel settore bancario, finanziario o assicurativo in rapporto di partecipazione azionaria o di controllo ai sensi dell'articolo 6 con tale società bancaria conferitaria, ad eccezione di quelle, non operanti nei confronti del pubblico, di limitato rilievo economico e patrimoniale», si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga che la votazione assunta dal Consiglio di indirizzo della Fondazione Carige sia viziata per la presenza fra i votanti di quattro soggetti che si trovano in situazione di incompatibilità legale (il presidente Lorenzelli, i consiglieri Cafferata, Magnano e Menconi) in quanto componenti dei consigli di amministrazione di compagnie assicurative controllate dalla Banca Carige. se non ritenga che la situazione che si è realizzata nell'ambito della Fondazione Carige sia tanto più grave in quanto gli effetti dell'incompatibilità - che hanno inquinato la votazione - si sono riflessi anche sull'esito della stessa determinando la nomina di un Presidente e di un Vice Presidente entrambi in situazione di incompatibilità; se non ritenga grave ed inspiegabile l'omissione di controllo del collegio sindacale e altresì gravissimo l'omesso intervento dell'Autorità di Vigilanza che nella specie è il Ministero dell'economia e delle finanze; se non ritenga che la condiscendenza nei confronti di una palese situazione di illegalità sia significativa dell'assenza di volontà politica - proprio da parte dell'Autorità di Vigilanza sulle Fondazioni bancarie - di creare i presupposti per la realizzazione di una significativa trasparenza in un settore tanto importante e delicato qual è quello bancario e assicurativo, visto che persino la Corte Costituzionale con sentenza n. 301 del 2003 ha affermato la legittimità della norma che sancisce l'incompatibilità sottolineando la valenza positiva della stessa, finalizzata a recidere i legami tra la banca conferitaria, la società in rapporto di partecipazione azionaria con la stessa e le Fondazioni. (4-05957)

Risposta scritta Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 137 all'Interrogazione 4-05957 presentata da LONGHI Risposta. —- Si risponde alle interrogazioni indicate in oggetto, concernenti la Fondazione Cassa di Risparmio di Genova e Imperia e la Banca Carige. Al riguardo, sentita la Banca d'Italia, si fa presente che, dal 20 marzo al 27 settembre 2002, l'Organo di Vigilanza ha sottoposto la Banca Carige ad accertamenti ispettivi, in esito ai quali è stata proposta l'applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie nei confronti dei Consiglieri, dei Sindaci e del Direttore Generale per carenze nell'organizzazione, nei controlli interni e nell'erogazione del credito. Le sanzioni sono state irrogate con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze n. 1186 del 16 ottobre 2003. Nel corso degli accertamenti hanno formato oggetto di attenzione anche i rapporti con le controllate «Levante Norditalia», ora «Carige Assicurazioni», e «Carige Vita Nuova», in considerazione dei possibili rischi economici e operativi per la banca. In relazione ai rilevanti profili critici emersi nel comparto assicurativo, nel febbraio 2003 la Banca d'Italia, ai sensi degli articoli 53, comma 3, lettera d) , e 67, comma 1, del decreto legislativo 1º settembre 1993, n.385, ha disposto nei confronti della Carige, in via cautelativa: il divieto di effettuare nuove acquisizioni fino al definitivo risanamento dell'intero comparto partecipativo; il divieto di incrementare la partecipazione detenuta nelle due compagnie assicurative e di effettuare ulteriori interventi di ripatrimonializzazione delle stesse; la deduzione dal patrimonio di vigilanza individuale e consolidato della partecipazione detenuta nella Levante Norditalia Assicurazioni. Il Consiglio di amministrazione, inoltre, è stato invitato ad avviare una riflessione circa la valenza strategica e i rischi delle partecipazioni assunte nel comparto assicurativo. La Banca d'Italia ha inoltre avviato, ai sensi dell'articolo 7 del Testo unico bancario, una fase di collaborazione e coordinamento con l'ISVAP che, nel frattempo, aveva sottoposto ad accertamenti ispettivi le menzionate società di assicurazione; in tale ambito, nel febbraio del 2003, si è provveduto a trasmettere all'Istituto il rapporto ispettivo riguardante le relazioni tra Banca Carige e le compagnie assicurative controllate. Successivamente, la Banca d'Italia e l'ISVAP hanno collaborato nella determinazione delle linee di fondo degli interventi di vigilanza. Nell'ottobre del 2003, la Banca d'Italia ha autorizzato un'operazione di rafforzamento patrimoniale della Banca Carige, approvata dall'Assemblea dei soci del 10 marzo 2003, per complessivi 300 milioni di euro, richiesta dalla Banca d'Italia stessa, quale presupposto per l'acquisizione del controllo della Cassa di risparmio di Carrara in parte finalizzata alla sottoscrizione di un aumento di capitale della controllata Carige Assicurazioni (ex Levante Assicurazioni), richiesto dall'ISVAP per euro 42,3 milioni. Nella circostanza, in relazione ai provvedimenti restrittivi di vigilanza adottati nel febbraio del 2003, alla Banca Carige veniva rappresentato che la ricapitalizzazione della controllata restava subordinata, tra l'altro, al perfezionamento dell' iter relativo al rafforzamento patrimoniale e all'invio di aggiornate informazioni circa l'evoluzione gestionale della Carige Assicurazioni. Nel dicembre del 2003, tenuto conto anche degli elementi valutativi forniti dall'ISVAP, la Banca d'Italia, al fine di consentire l'avvio delle iniziative per il risanamento del comparto assicurativo, nonchè di realizzare la prima fase dell'intervento sul capitale della Carige Assicurazioni entro la fine del 2003, come richiesto dall'ISVAP, ha autorizzato, ai sensi dell'articolo 53 del citato decreto legislativo n. 385 del 1993, Banca Carige a sottoscrivere la prima tranche dell'aumento di capitale della controllata, pari a euro 20 milioni. Nel marzo 2004, alla luce degli ulteriori elementi valutativi forniti dall'ISVAP e delle informazioni trasmesse dalla Banca Carige in ordine all'evoluzione gestionale della partecipata assicurativa, alle risultanze dell'esercizio 2003 e ai provvedimenti relativi al ricambio degli organi sociali, la Banca d'Italia ha autorizzato Banca Carige a sottoscrivere la seconda tranche del menzionato aumento di capitale, pari a euro 22,3 milioni, al fine di consentire il necessario incremento di mezzi richiesto dall'Autorità di vigilanza di settore. Si fa presente che, nel prospetto informativo relativo alla menzionata operazione di rafforzamento patrimoniale, depositato presso la Consob il 12 novembre 2003, la Banca Carige ha riportato, tra le informazioni relative all'emittente e all'attività del Gruppo, gli interventi effettuati dalla Banca d'Italia e dall'ISVAP a seguito degli accertamenti ispettivi condotti nei confronti della banca e delle due compagnie assicurative. Con riferimento, poi, alla nomina dell'Avvocato Baldini, nel Consiglio di Amministrazione della Banca Carige, si fa presente, in via generale, che, in base alla vigente normativa (articolo 26 del decreto legislativo n. 385 del 1993 e Regolamento emanato con decreto ministeriale n. 161 del 18 marzo 1998), l'accertamento della sussistenza dei requisiti di professionalità e onorabilità in capo agli esponenti aziendali delle banche spetta ai competenti organi amministrativi, alla cui responsabilità è rimessa la valutazione della completezza probatoria della documentazione. Il difetto dei citati requisiti determina la decadenza dall'ufficio; essa è dichiarata dal Consiglio di amministrazione entro 30 giorni dalla nomina o dalla conoscenza del difetto sopravvenuto; in caso di inerzia, la decadenza è pronunciata dalla Banca d'Italia. Nel caso di specie, il Consiglio di amministrazione della Banca Carige ha provveduto all'accertamento della sussistenza dei citati requisiti in capo all'Avvocato Baldini, dando poi atto alla Banca d'Italia delle verifiche compiute sulla base della documentazione prodotta dall'interessato. Per quanto concerne la Fondazione Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, in particolare, la cessione di quote dell'interessenza detenuta nella banca genovese e talune situazioni di incompatibilità di componenti degli organi di indirizzo e di amministrazione della menzionata Fondazione, sulla base delle evidenze disponibili, la Banca d'Italia ha precisato che la Gefip holding SA figura tra gli azionisti della Banca Carige con una quota pari al 2,28 per cento e che quest'ultima detiene una interessenza pari al 15 per cento nel capitale sociale della «Infrastrutture Lavori Italia spa». Si soggiunge, infine, che con decreto 18 maggio 2004, n. 150, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 giugno 2004, è stato emanato il regolamento ai sensi dell'articolo 11, comma 14, della legge 28 dicembre 2001, n.448, in materia di disciplina di fondazioni bancarie. Il Sottosegretario di Stato per l'economia e finanze Armosino



 
Cronologia
martedì 13 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara costituzionalmente illegittima la sospensione dei processi nei confronti delle cinque più alte cariche dello Stato, prevista dall'articolo 1, comma 2, della legge 140/03 (c.d. "lodo Schifani"), definendo la sospensione prevista come "generale, automatica e di durata non determinata" ed in contrasto con il principio di eguaglianza e il principio del diritto di difesa previsto dagli art. 2 e 24 della Costituzione (sentenza n. 24 depositata il 20 gennaio 2004).

mercoledì 28 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Gustavo Zagrebelsky è eletto Presidente della Corte costituzionale