Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08615 presentata da RONCHI ANDREA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 22/01/2004

Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-08615 presentata da ANDREA RONCHI giovedì 22 gennaio 2004 nella seduta n. 411 RONCHI, MALGIERI e LANDOLFI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: in Cina i diritti umani sono scarsamente rispettati; secondo le stime delle maggiori organizzazioni umanitarie in Cina dal 1998 al 2001 sono state giustiziate dallo Stato 15 mila persone per presunti crimini; in particolare dal rapporto 2003 sulla pena di morte nel mondo stilato dalla lega internazionale «Nessuno Tocchi Caino» risulta che ben 3.138 esecuzioni capitali sono state effettuate in Cina, ben il 77 per cento del totale, regalando alla Cina il macabro e disumano primato delle sentenze capitali; ci sono al meno 70 crimini capitali contemplati dalla legge cinese che vanno dagli omicidi ai reati non violenti come furti, atti di corruzione contro il sistema economico e politico, evasione delle tasse, appropriazione indebita, bigamia ed altri tra cui l'uccisione di una tigre; è vergognosa anche la riferita e reiterata pratica dell'espianto di organi dai condannati a morte prima dell'esecuzione. Tali organi sarebbero poi usati per i trapianti o avviati sul mercato clandestino fino in Occidente. La posizione ufficiale della Cina è che detto prelievo di organi dai condannati a morte necessita del consenso e della firma del criminale, o del consenso dei suoi parenti, oltre all'approvazione del tribunale, di conseguenza vi sarebbero sufficienti garanzie di legalità del procedimento. Le organizzazioni umanitarie riferiscono, invece, che i prigionieri condannati a morte sono incatenati in permanenza, non possono contattare avvocati e la loro posta è censurata e di conseguenza vi sono forti dubbi circa l'esistenza di un consenso informato da parte dei condannati; le organizzazioni umanitarie e i mass media internazionali hanno evidenziato che in Cina ondate di esecuzioni vengono eseguite in prossimità delle feste, spesso in pubblico, come evento culmine di qualche evento o sagra paesana e spesso accompagnano annunci ufficiali di campagne anticrimine. L'obiettivo di tale orrenda pratica sarebbe quello di dare alla gente un senso di sicurezza e comunque lanciare un monito alla criminalità. Ne è prova il fatto che di tali esecuzioni ne viene data notizia dalla stessa stampa cinese, superando il tradizionale riserbo sull'argomento. Non esistono infatti dati statistici ufficiali del governo cinese sul numero delle esecuzioni capitali da esso eseguite in un anno; si segnala, a questo riguardo, la notizia riportata in data 19 gennaio 2004, in cui si riporta che alla vigilia del Capodanno lunare, come di consueto, in Cina è stata eseguita una raffica di esecuzioni capitali per la precisione 28 in totale nel giro di pochi giorni. A Shijiazhuang, capoluogo dell'Hebei, il principale giornale locale ha fatto notare che le esecuzioni si sono rese necessarie «per far stare tranquilla la gente durante le feste per il Nuovo Anno»; la Cina ha sempre respinto, definendole ingerenze nei suoi affari interni, le iniziative occidentali per una moratoria delle esecuzioni capitali ed una loro futura abolizione; la politica di rispetto e non ingerenza degli affari interni di ogni Paese sovrano seguita dalla Unione Europea, ed in particolare dall'attività diplomatica dei relativi Ministri degli affari esteri, tradizionalmente improntata al riserbo sulle questioni interne dei Paesi appartenenti alla comunità internazionale, trova un limite necessario alla valutazione e condanna dei crimini contro l'umanità, con la conseguente e necessaria azione di sensibilizzazione e promozione del rispetto dei più elementari diritti umani presso i Paesi contravventori -: quali iniziative il Ministro interrogato, se del caso di concerto con gli omologhi Ministri degli esteri degli Stati membri dell'Unione Europea, intenda assumere per richiamare il governo cinese al rispetto dei diritti umani con l'immediata cessazione delle sopra riferite rituali e plateali pratiche omicide. (4-08615)

 
Cronologia
martedì 13 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Corte costituzionale dichiara costituzionalmente illegittima la sospensione dei processi nei confronti delle cinque più alte cariche dello Stato, prevista dall'articolo 1, comma 2, della legge 140/03 (c.d. "lodo Schifani"), definendo la sospensione prevista come "generale, automatica e di durata non determinata" ed in contrasto con il principio di eguaglianza e il principio del diritto di difesa previsto dagli art. 2 e 24 della Costituzione (sentenza n. 24 depositata il 20 gennaio 2004).

mercoledì 28 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Gustavo Zagrebelsky è eletto Presidente della Corte costituzionale