Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05973 presentata da CREMA GIOVANNI (MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO) in data 27/01/2004
Interrogazione a risposta scritta4-05973 Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05973 presentata da GIOVANNI CREMA martedì 27 gennaio 2004 nella seduta n. 521 CREMA. Ai Ministri della difesa e dell'economia e delle finanze. ( Già 3-01097) (4-05973)
Risposta scritta Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 103 all'Interrogazione 4-05973 presentata da CREMA Risposta. Già da tempo il Ministro della difesa è concretamente impegnato sulla questione della liquidazione degli indennizzi ai cittadini italiani che, in qualità di prigionieri di guerra, hanno prestato il proprio lavoro negli USA. Infatti, da qualche tempo vengono avanzate istanze da parte di ex prigionieri o dei loro rispettivi eredi, che affermano di non aver mai percepito le spettanze loro dovute; di conseguenza lallora Ministero del tesoro ha chiesto a questa Amministrazione di far conoscere i nominativi dei presunti creditori. Il Ministero della difesa ha istituito, pertanto, la Commissione per le necessarie verifiche volte ad accertare la fondatezza delle richieste. Ad essa sono state impartite, allinizio dellattuale legislatura, precise disposizioni per fare piena luce sullintera problematica, senza condizionamenti e preconcetti, nel rispetto della verità. Alla Commissione è stato demandato, infatti, il difficile compito di ricostruire storicamente gli eventi, di analizzare i singoli aspetti amministrativi e giuridici, di individuare il numero dei destinatari dei presunti crediti residuali eventualmente ancora, in tutto o in parte, inevasi e di quantificare, quindi, il relativo onere finanziario da comunicare al Ministero del tesoro per i provvedimenti di sua competenza. Tale Commissione, nonostante le difficoltà dovute al reperimento di documentazione originale, certa e probante, visto il lungo tempo trascorso, ha esaminato fino ad oggi 5.651 istanze (non considerando quelle che si sono rivelate reiterazioni, solleciti o richieste estranee alla questione) pervenute al Ministero della difesa ed è giunta a consolidate, seppur provvisorie, deduzioni. Di esse 4.976 sono state definite, 342 sono tuttora in corso di accertamento; per 257 non è stato rinvenuto il relativo fascicolo. La Commissione si è avvalsa per il suo lavoro, oltre che della documentazione fornita a suo tempo dalle Autorità americane sugli stessi reduci ed ancora in parte disponibile negli archivi del Ministero della difesa, anche della collaborazione della Croce Rossa Internazionale di Ginevra e del «Service international de recherches» di Arolsen, per accertare lo status di prigioniero di guerra degli USA per quei casi, fin qui esaminati, per i quali non sono stati rinvenuti i dossier originali. In sostanza, nel minuzioso riscontro delle singole contabilità presenti nei fascicoli personali sono stati accertati, sinora, solo pochissimi casi, circa 76, di ex prigionieri che risultano ancora in credito. Ciò è attribuibile prevalentemente a meri errori di contabilizzazione, peraltro di lieve entità. Per tali posizioni, così come per le analoghe che dovessero essere riscontrate in futuro, si provvederà a darne comunicazione al Ministero delleconomia e delle finanze per i provvedimenti di competenza. Come è comprensibile, quella della Commissione è unattività complessa che necessariamente richiede tempi adeguati, difficilmente comprimibili, per lo scrupolo con cui va condotta la ricerca di documentazione significativa risalente a molti anni fa, necessaria per il giusto riconoscimento economico a coloro a cui ancora compete. In merito allaffermazione dellinterrogante, sullincameramento da parte dello Stato delle somme versate dal Governo americano per sanare tutti i crediti pendenti, è utile chiarire che dopo il 1966 lAmministrazione militare provvide a versare allerario le rimanenti disponibilità finanziarie che erano pari a 15.739.764 lire, poiché nessuno degli aventi diritto aveva più prodotto, a quella data, istanze tese ad ottenere il riconoscimento dei relativi benefici economici. Nel contempo, un consistente numero di ex prigionieri decise di adire le vie legali avverso la Presidenza del Consiglio dei ministri e i Ministeri della difesa e del tesoro, reclamando una riliquidazione ex novo delle loro spettanze sulla base di 2,10 dollari (paga giornaliera del soldato americano) anziché su quella di 0,80 dollari unilateralmente stabilita dalla potenza detentrice. La Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi nel merito, con sentenza n. 20 in data 3 marzo 1966 ritenne infondate le motivazioni addotte dai ricorrenti. Il Ministro della difesa Martino