Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05979 presentata da RIPAMONTI NATALE (VERDI - L'ULIVO) in data 27/01/2004
Interrogazione a risposta scritta4-05979 Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05979 presentata da NATALE RIPAMONTI martedì 27 gennaio 2004 nella seduta n. 522 RIPAMONTI Ai Ministri per i beni e le attività culturali e dell'ambiente e della tutela del territorio Premesso: che il Parco di Monza è il parco cintato più grande d'Europa ed uno dei più importanti parchi storici d'Europa, all'interno del quale è situato l'Autodromo, presenza da tempo considerata incongrua ed incompatibile con la sua storicità; che il Ministero per i beni e le attività culturali si è espresso circa la necessità di procedere « all'indifferibile riqualificazione delle valenze storico-artistiche e culturali dello stesso ed al conseguente allontanamento degli impianti individuati nell'autodromo, nel golf, nel polo, nei parcheggi interni, nell'edificio e strutture della Rai e negli impianti sportivi del tennis e dell'hockey ubicati nei Giardini della Villa»; che, in tale ottica, la legge regionale 40/95 ha stanziato 11 miliardi di lire per lavori di manutenzione e riqualificazione del Parco di Monza, integrati da altri 13 miliardi di lire stanziati dai Comuni di Milano e di Monza e dallo stesso Ministero per i beni e le attività culturali e che con tali fondi sono stati realizzati oltre 35 progetti; che tra gli interventi di riqualificazione realizzati risultano qualificanti le operazioni di restauro dei viali monumentali, tra cui Viale Mirabello, asse prospettico del parco, restaurato proprio nell'area attualmente occupata dall'Autodromo insieme al cosiddetto Rondò della Stella; che, al fine di «perseguire un più adeguato rispetto dell'ambiente ed una integrazione funzionale dell'Autodromo con il Parco», gli enti coinvolti hanno ritenuto necessario «provvedere alla demolizione dell'anello di alta velocità», in quanto tali manufatti, con il loro andamento planimetrico e la loro altezza, interrompono il viale Mirabello ed impediscono il completamento degli interventi di restauro attuati con i fondi stanziati dalla legge regionale; che le sopraelevate sono un anello ad alta velocita'inutilizzato dal 1961 (le sopraelevate furono infatti realizzate nel 1955 ed utilizzate solo per i Gran Premi del 1955, 1956, 1960 e 1961 e poi definitivamente abbandonate in quanto le case automobilistiche non vollero piu'rischiare di far volare fuori le loro vetture a causa della forza centrifuga generata in queste curve) e che, come tali, questi «monumenti della storia dell'automobilismo» sono stati sostanzialmente un fallimento dal punto di vista progettuale; che la posizione della Giunta monzese sarebbe favorevole all'abbattimento delle curve sopraelevate per permettere le giuste visuali nel parco e recuperare zone a verde, ma il parco di Monza non appartiene solo al comune di Monza bensì ai comuni di Monza e di Milano e il contratto con la Sias, che gestisce l'autodromo, obbligherebbe la stessa ad abbattere le sopraelevate a sue spese a scomputo di oneri di «affitto», ma solo se lo richiede la proprietà, vale a dire entrambi i Comuni; che il comune di Milano pareva orientato, nel passato, a mantenere le curve, ma potrebbe cambiare opinione, e allora la Sias ha affidato all'architetto Botta, noto internazionalmente e in buoni rapporti con l'amministrazione di Milano (è il progettista della ristrutturazione della Scala), uno studio per trasformare la pista in stadio; che l'architetto Botta agirà secondo la sua valutazione e coscienza professionale, ma, secondo le prime notizie di stampa, l'architetto considererebbe le curve come una «memoria storica» da mantenere; che, allo stato attuale, per mantenere le sopraelevate, occorrerebbe ristrutturarle, visto il degrado e la precaria stabilità della struttura, e che la ristrutturazione costerebbe ovviamente ben più della semplice demolizione; considerato: che il mantenere in essere delle curve sopraelevate impedisce di fatto il recupero di viale Mirabello, asse portante del disegno dell'intero parco; che l'intero parco cintato soffre per una continua disattenzione che presuppone investimenti e spese per poter appunto garantire continuità di accesso e utilizzo non solo ai cittadini di Monza, ma ai milanesi e a quanti altri riconoscano a quest'area anche la capacità di continuare a essere un grande polmone verde nell'area milanese e lombarda, si chiede di sapere: se le decisioni recentemente assunte e le autorizzazioni citate, dirette ad un consolidamento della presenza dell'autodromo nel Parco, non siano da ritenersi in contrasto con i criteri di tutela di uno dei parchi storici più importanti d'Europa e con le operazioni culturali ed economiche compiute dal 1995 ad oggi dalle amministrazioni competenti, tra cui lo stesso Ministero per i beni e le attività culturali; se non si ritenga che il mancato abbattimento delle curve sopraelevate, impedendo di fatto il completamento degli interventi di restauro di viale Mirabello già attuati con i finanziamenti della legge regionale 40/95, comprometta il risultato finale dell'operazione di recupero dell'asse prospettico del parco dal punto di vista storico, scientifico ed ambientale; se non si ritenga che gli impegni economici assunti per la riqualificazione del parco in generale e dei viali monumentali in particolare vengano vanificati dalle recenti decisioni assunte in termini di tutela, che antepongono al recupero di un'importante porzione del parco un elemento da sempre ritenuto incompatibile con la storicità dello stesso; se si consideri invece compatibile la presenza dell'Autodromo con l'intera area nella quale è ubicato il Parco, esempio significativo della storia lombarda, anche per quello che tale presenza comporta sia dal punto di vista dell'inquinamento acustico ed atmosferico che per l'impatto che ha sul patrimonio arboreo; se non si ritenga che per restituire al Parco la sua iniziale vocazione (luogo di riposo, distensione e svago) debba risultare indispensabile non solo abbattere le curve sopraelevate, ma anche trasferire l'Autodromo in altra località limitrofa e compatibile, fornendolo di infrastrutture che possano mitigare l'impatto ambientale e territoriale, e se non debbano essere previsti investimenti per restituire al Parco di Monza la sua originaria bellezza. (4-05979)