Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02919 presentata da GRIGNAFFINI GIOVANNA (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 25/02/2004
Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-02919 presentata da GIOVANNA GRIGNAFFINI mercoledì 25 febbraio 2004 nella seduta n. 428 GRIGNAFFINI, CHIAROMONTE, CARLI, CAPITELLI, GIULIETTI, LOLLI, MARTELLA, SASSO e TOCCI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che: la circolare n. 2 sulle iscrizioni nelle scuole dell'infanzia e nelle classi delle scuole di ogni ordine e grado per l'anno scolastico 2004/2005 uscita il 13 gennaio 2004 ha sollevato un coro di proteste da parte di tutte le componenti la vita scolastica; il ricorso al TAR effettuato da CGIL-CISL-UIL Scuola ha evidenziato una notevole superficialità nell'approccio a numerosi problemi; per la scuola media si riscontrano limiti di contenuto e di scelta, e una mancata consapevolezza dei nodi che la riforma produrrà; è inopportuno ritenere che si possano offrire le quote facoltative senza la certezza delle risorse professionali a disposizione e senza che ci sia chiarezza rispetto all'articolazione delle discipline; a dimostrazione di ciò si rinvia a successive «istruzioni per l'uso» e questo è testimonianza del fatto che non esistono elementi sufficienti, ad oggi, per operare scelte credibili da offrire alle famiglie; la scelta contenuta nella disposizione annulla l'assetto ordinamentale che la legge 124/99 conferisce all'insegnamento della musica; la legge 124, infatti, ha individuato un modello ordinamentale costruito su un percorso dedicato e finalizzato all'acquisizione di una formazione globale, integrata dall'acquisizione di specifiche competenze e abilità in campo musicale, oggi ancora coerente alla luce dello sviluppo degli studi prefigurato nel nuovo percorso dei licei musicali; la collocazione dei corsi, prevista dalla circolare, nell'area della facoltatività trasforma un modello strutturale in una quota aggiuntiva esterna alla globalità del processo; le stesse indicazioni diffuse dal MIUR, alla voce «vincoli e risorse», sottolineano il fatto che nei laboratori facoltativi di rete viene assicurata «la coltivazione e l'autenticazione dei talenti artistici e musicali»; inoltre, tali laboratori, sempre secondo le indicazioni del MIUR, potranno essere organizzati anche da Conservatori, Licei Musicali, dalle Scuole Secondarie di I grado ad indirizzo musicale, da scuole non statali accreditate eccetera; i sindacati scuola, in riferimento alle Indicazioni Nazionali diffuse dal MIUR... si sono preoccupati di sottolineare che il riferimento ai laboratori di rete non può intendersi come un azzeramento dell'indirizzo musicale ma, eventualmente, come una forma di arricchimento aggiuntivo; i corsi di indirizzo musicale non possono essere omologati a lezioni di strumento offerte da un qualunque «collegio musicale», ma sono, piuttosto, percorsi integrativi ed esaustivi: non sono sostituibili con attività facoltative, avulse dal contesto pedagogico didattico delle attività della classe; con l'approvazione del decreto legislativo 23 gennaio 2004 le SMIM (Scuole Medie ad Indirizzo Musicale) vengono private della loro specificità di indirizzo musicale con annesse classi di concorso, programmi e modelli organizzativi; «smontate» così le SMIM, non si capisce perché dovrebbero nascere i Licei Musicali. Molto più semplice parrebbe affidare ai Conservatori, appena riformati, lo studio strumentale a livello postsecondario, magari in convenzione con altri Licei. Si tratta di un vero paradosso normativo e didattico, che riporterebbe la situazione indietro di molti anni, preconizzando per i futuri musicisti una «doppia scolarità» non solo controproducente sul piano dell'apprendimento, ma anche inadeguata alla costruzione di competenze adatte alle nuove professioni musicali -: se il Ministro non intenda fornire garanzie relativamente al modello organizzativo adottato; se il Ministro non ritenga necessario spiegare la motivazione per cui un insegnamento che aveva natura ordinamentale sia stato trasformato in una «offerta speciale» per la formazione globale della persona umana, tanto decantata, in ogni sede, dal ministro stesso; se il Ministro non ritenga opportuno prevedere per le SMIM l'ampliamento dell'orario curricolare obbligatorio nella misura di 66 ore annue per garantire lo svolgimento delle attività previste dal decreto ministeriale 201/99. (5-02919)