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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03151 presentata da CAPITELLI PIERA (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 08/03/2004

Interrogazione a risposta orale Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-03151 presentata da PIERA CAPITELLI lunedì 8 marzo 2004 nella seduta n. 434 CAPITELLI, SASSO, GRIGNAFFINI, MARTELLA, TOCCI, CHIAROMONTE, LOLLI e CARLI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . - Per sapere - premesso che: in occasione dell'approvazione alla Camera della legge 15 luglio 2002, n. 145 venne approvato un ordine del giorno riguardante le modalità di applicazione della medesima alla dirigenza scolastica; il suddetto ordine del giorno considerando: a) che l'autonomia delle istituzioni scolastiche è ormai principio costituzionalmente garantito dall'articolo 117, comma 3, della legge n. 3 del 18 ottobre 2001; b) che l'esercizio delle funzioni amministrative ai sensi dello stesso articolo 118, comma 1, nel settore dell'istruzione attiene soprattutto al livello delle singole scuole, intese come autonome funzionali che agiscono insieme alle autonomie territoriali anche ai fini della predisposizione del documento di programmazione dell'offerta formativa; c) che l'autonomia della scuola è sancita a tutela dell'insieme di competenze tecniche da esercitare nel rispetto della libertà d'insegnamento sancita dall'articolo 33, comma 1, della Costituzione; d) considerando che l'autonomia della scuola sotto il profilo del coordinamento tecnico e della relativa gestione amministrativa è affidata al dirigente scolastico che ne è il legale rappresentante; visto che la dirigenza scolastica per le sue peculiari funzioni è stata oggetto di specifica disciplina nel decreto legislativo n. 165 del 2001 (25) rispetto alla disciplina della dirigenza statale, che tale specificità è stata confermata anche in sede contrattuale con l'istituzione di una specifica area dirigenziale nell'ambito del comparto scuola, in cui rimane inserita; e) che il contratto dell'area V definitivamente sottoscritto nel marzo 2002 ha previsto che l'incarico di dirigente della singola istituzione scolastica sia conferito attraverso contratti individuali, impegnava il Governo, che accoglieva l'impegno nelle persone del Ministro onorevole Franco Frattini e del sottosegretario onorevole Learco Saporito, in sede di applicazione della disciplina riguardante le modifiche all'articolo 19 della legge n. 165 del 2001, ad interpretare tali disposizioni nel senso della loro non applicabilità ai dirigenti scolastici in servizio alla data di entrata in vigore della legge; il Dipartimento per i servizi nel territorio Direzione Generale del Personale della Scuola e dell'Amministrazione - Uff. V ha diramato la Circolare Ministeriale 16 maggio 2003, n. 49 recante ad Oggetto: Conferimento e mutamento incarichi dirigenziali per l'anno scolastico 2003/2004; la suddetta circolare contravvenendo totalmente il sopracitato Ordine del giorno e l'impegno del Governo prevede una piena attuazione alla dirigenza scolastica del disposto dell'articolo 19 della legge n. 165 del 2001, stabilendo che: «... con la legge 15 luglio 2002, n. 145, recante disposizioni per il riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di esperienze e l'interazione tra pubblico e privato, sono state apportate significative innovazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 in tema di incarichi dirigenziali»; inoltre ai sensi della medesima circolare «... Nel rinnovato sistema normativo l'atto di conferimento dell'incarico, ferma restando la natura del rapporto di lavoro disciplinato dalle disposizioni di diritto comune e dal contratto collettivo, assume connotazione provvedimentale, ponendosi pertanto come determinazione conclusiva di un apposito procedimento amministrativo che comporta, perciò, la piena applicazione delle regole partecipative di cui alla legge 8 agosto 1990, n. 241, articolo 7 e seguenti; per il conferimento degli incarichi, dopo il novellato articolo 19 del decreto legislativo 165, vanno pertanto considerati oltre alla natura e alle caratteristiche dei compiti assegnati, alle attitudini e alle capacità professionali del singolo dirigente, i risultati precedentemente conseguiti dall'interessato in relazione agli obiettivi fissati; con il provvedimento d'incarico vanno definiti l'oggetto, la durata dell'incarico e gli obiettivi da conseguire, con riferimento alle priorità, ai piani e ai programmi definiti dall'organo di vertice nei propri atti d'indirizzo e alle eventuali modifiche degli stessi che intervengono nel corso del rapporto; la durata dell'incarico non può eccedere il termine di cinque anni; le suddette disposizioni risultano in contrasto con le norme contrattuali vigenti oltre che con le indicazioni del sopracitato ordine del giorno, talché ne possono conseguire incarichi unitaleralmente stabiliti dall'Amministrazione senza l'apporto del Dirigente Scolastico come portatore di esigenze specifiche contenute nel Piano dell'Offerta Formativa, come anche incarichi della durata di un anno con pregiudizio della funzionalità delle istituzioni scolastiche -: se non voglia disporre l'adeguamento immediato detta circolare ministeriale 49/2003 del MIUR alla normativa vigente anche sulla base dei contenuti dell'ordine del giorno parlamentare, al fine di evitare effetti anche a partire dall'anno scolastico 2003-2004, lasciando alla libera dialettica contrattuale la definizione della materia nell'imminenza dell'avvio del confronto sul Contratto dell'Area V della Dirigenza Scolastica quadriennio 2002-2005. (3-03151)





 
Cronologia
lunedì 16 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 328 voti favorevoli e 230 contrari, la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge AC 4645 di conversione del D.L. 24 dicembre 2003, n. 352, Disposizioni urgenti concernenti modalità di definitiva cessazione del regime transitorio della legge 31 luglio 1997, n. 249.

giovedì 11 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    A Madrid dieci zaini carichi di esplosivo vengono fatti esplodere su quattro treni locali in quattro stazioni diverse della capitale spagnola. I morti sono 191 e oltre duemila i feriti. Gli attentati inizialmente attribuiti dal premier Aznar all'ETA, saranno rivendicati da al-Qaeda, la rete terroristica di Osama bin Laden.