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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01575 presentata da PAGLIARULO GIANFRANCO (MISTO-COMUNISTI ITALIANI) in data 11/05/2004

Interrogazione a risposta orale3-01575 Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-01575 presentata da GIANFRANCO PAGLIARULO martedì 11 maggio 2004 nella seduta n. 601 PAGLIARULO, MARINO, MUZIO. Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e della difesa. che: sul «Corriere della Sera» del 1º dicembre 2003 veniva pubblicato un servizio della giornalista Fiorenza Sarzanini dal titolo «Nassirija, la strage in dieci secondi»; nel servizio era fra l'altro scritto: «Cinque giorni dopo la strage quattro persone 'sospette' sono state fermate dai carabinieri (...). La procedura seguita dai carabinieri è quella imposta dagli Stati Uniti, che alla fine li hanno presi in consegna: i quattro sono rimasti chiusi in una cella al buio, inginocchiati, senza acqua né cibo, per quattro giorni»; secondo un'agenzia Adnkronos delle 18:25 del 6 maggio 2004 il generale Francesco Paolo Spagniuolo sostiene che «gli italiani non hanno l'autorizzazione di detenere prigionieri iracheni e quindi non hanno commesso alcun tipo di abuso». Precisa poi che «quando viene fermata una persona dagli italiani, è prevista l'immediata consegna ai britannici, che guidano la coalizione nella Regione del Dhi Qar, oppure alla polizia irachena. Non li tratteniamo perché non è fra i nostri compiti»; sul «Corriere della Sera» del 9 maggio 2004, in un articolo a firma Andrea Nicastro, si legge testualmente, a proposito dello stesso episodio relativo ai quattro arresti di cui all'articolo del 1º dicembre 2003, pubblicato sul medesimo quotidiano a firma Fiorenza Sarzanini, precedentemente citato: «Altro caso, quello dei quattro arresti, dopo l'attentato del 12 novembre ad Animal House. I prigionieri furono tenuti in una cella con la luce accesa anche di notte per quattro giorni, senza cibo e senza acqua. 'Sono procedure americane', disse allora qualcuno. Di loro non si seppe mai più nulla: né il nome, né se fossero in qualche modo responsabili, né che cosa gli sia successo»; nello stesso articolo a firma di Andrea Nicastro è scritto: «Durante i trasferimenti, anche gli italiani tengono i prigionieri bendati o incappucciati (...). E' per ragioni di sicurezza militare 2 spiega il portavoce del contingente, tenente colonnello Giuseppe Perrone . Una volta rilasciati non è prudente per noi che abbiano visto una nostra base. In ogni caso, di norma, li tratteniamo il tempo di un primo interrogatorio, di norma 14 ore. A quel punto, o vengono rilasciati, o vengono consegnati al comando britannico». «Non c'è avvocato per gli interrogati, 'ma una visita medica all'arrivo e una alla partenza del detenuto' aggiunge il colonnello. Visita che però è fatta da personale della Croce Rossa militare e non della Croce Rossa internazionale. 'In ogni caso 2 precisa Perrone 2 per la Convenzione di Ginevra, niente torture'», gli interroganti chiedono di sapere: se l'episodio riportato dalla giornalista Fiorenza Sarzanini il 1º dicembre 2003 e parzialmente confermato dal giornalista Andrea Nicastro il 9 maggio 2004 corrisponda al vero, e cioè che quattro prigionieri sarebbero rimasti chiusi in una cella al buio, inginocchiati, senza acqua né cibo, per quattro giorni; se i Ministri in indirizzo non ritengano che tale trattamento violi la Convenzione di Ginevra e si possa considerare come una pratica di tortura; se corrisponda al vero, relativamente ai quattro prigionieri iracheni, l'affermazione del giornalista Andrea Nicastro «di loro non si seppe mai più nulla: né il nome, né se fossero in qualche modo responsabili, né che cosa gli sia successo», e, se ciò fosse, se non si ritenga opportuno informarsi immediatamente, ove i quattro detenuti siano successivamente stati consegnati ad altro contingente militare, per chiedere ai responsabili di tale contingente informazioni relative ad essi; se sia vero, come sostiene la giornalista Fiorenza Sarzanini, e viene confermato nel servizio di Andrea Nicastro, che tale procedura è «imposta dagli Stati Uniti»; se tutto ciò corrispondesse al vero, per quale motivo militari italiani abbiano utilizzato in quella circostanza una procedura vietata sul piano internazionale; se tale procedura si sia ripetuta in modo casuale o permanente nel tempo della breve custodia dei prigionieri iracheni da parte dei militari italiani che durerebbe, secondo il tenente colonnello Giuseppe Perrone, «di norma 14 ore»; quale sia lo status giuridico di tali detenuti, se siano cioè considerati prigionieri di guerra o detenuti comuni e comunque in base a quali normative essi siano arrestati e detenuti, tenendo conto che il contingente italiano in Iraq è ufficialmente in missione di pace; quali siano le regole di ingaggio previste per le truppe italiane sia nella decisione di chi arrestare, sia nelle modalità dell'arresto, sia nelle modalità della detenzione; quanti siano e come siano personalmente classificati tutti i prigionieri iracheni del contingente italiano, con la specifica indicazione del contingente non italiano a cui ciascuno è stato consegnato successivamente, del luogo dove è stato detenuto e dell'andamento dell'eventuale processo che si sia svolto a suo carico. (3-01575)





 
Cronologia
sabato 1° maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria entrano a far parte dell'Unione europea.

martedì 18 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 294 voti favorevoli e 208 contrari, la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge AC 4978 di conversione del D.L. 29 marzo 2004, n. 81, recante Interventi urgenti per fronteggiare situazioni di pericolo per la salute pubblica.