Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03260 presentata da DUCA EUGENIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 26/05/2004
Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-03260 presentata da EUGENIO DUCA mercoledì 26 maggio 2004 nella seduta n. 474 DUCA, RAFFALDINI, ALBONETTI, DE LUCA, MAZZARELLO, PANATTONI, ROGNONI, SUSINI e TIDEI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che: dal 1 o luglio 2004 entreranno in vigore nuove normative tese ad elevare il grado di sicurezza nei porti nazionali adibiti al trasporto merci e passeggeri su linee internazionali; le disposizioni formulate dal Comitato Interministeriale per la Sicurezza dei Trasporti Marittimi e dei Porti il 6 aprile 2004 «assetto delle competenze per l'applicazione dell'IPS Code agli ambiti portuali» assegnano alle autorità marittime funzioni coordinatrici delle iniziative di terminalisti, imprese, enti o organizzazioni mentre nei porti sedi di Autorità Portuali le disposizioni prevedono: «le autorità portuali elaborano il piano di Security degli impianti portuali non affidati in concessione, con il coinvolgimento delle imprese autorizzate ad operare sugli impianti stessi. Il piano contiene altresì le prescrizioni cui si atterranno le imprese portuali nella fase di attuazione dello stesso». Conseguentemente gli adempimenti da parte delle imprese riguarderanno le prescrizioni contenute nel piano di Security elaborato dall'Autorità Portuale e, ove non presenti, dalle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera. Inoltre nell'IPS Code non si citano «iniziative» ma «adempimenti precisi che coinvolgono tutti gli impianti portuali, siano essi o no affidati in concessione», per i quali il comma 3 chiarisce la posizione delle imprese che utilizzano temporaneamente la struttura pubblica per lo svolgimento delle operazioni portuali. Né può sfuggire che la valutazione di vulnerabilità dei porti vede coinvolti tutti gli organi costituzionali preposti alla vigilanza e al controllo della Security e pertanto non può essere demandata all'iniziativa di un'impresa. Del resto, proprio per la definizione dei piani della sicurezza portuale è stato emanato nel mese di luglio 2003 un decreto ministeriale che utilizzando una serie di economie di fondi stanziati negli anni 1998-2000, ha disposto finanziamenti specifici destinati alle Autorità Portuali ma non alle Autorità marittime; dal 1 o luglio negli oltre 100 porti italiani non sede di autorità portuali, si potrebbe giungere al blocco delle attività con conseguenze pesanti sull'economia del paese, sui lavoratori e sulle imprese -: se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa, se i fondi stanziati per i porti con i decreti ministeriali emanati nel luglio 2003 e su cui si sono pronunciate le competenti Commissioni Parlamentari, siano stati effettivamente assegnati alle Autorità Portuali; se e come intende dotare le autorità marittime di risorse e di competenze analoghe alle autorità portuali negli altri porti e come intende evitare la paralisi delle attività portuali e garantire le condizioni di sicurezza in tutti i porti italiani. (5-03260)