Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/03536 presentata da GRIGNAFFINI GIOVANNA (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 05/10/2004
Interrogazione a risposta immediata in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-03536 presentata da GIOVANNA GRIGNAFFINI martedì 5 ottobre 2004 nella seduta n. 521 GRIGNAFFINI, TOCCI, MARTELLA e CARLI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che: alla fine dello scorso mese di luglio il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca Maria Grazia Siliquini ha presentato al Consiglio universitario nazionale un progetto che prevede, tra l'altro, l'accorpamento della laurea biennale specialistica in storia dell'arte, con le lauree di conservazione e restauro; in particolare si tratta delle lauree specialistiche in «conservazione dei beni architettonici e ambientali», in «conservazione dei beni scientifici e della comunità industriale» e in «conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico»; il corso di laurea risultante dalla fusione dei suddetti corsi, nel progetto formulato dalla commissione ministeriale presieduta dal professore Adriano De Maio, è denominato «Laurea magistrale in Storia, conservazione e restauro dei beni culturali»; in data 12 agosto 2004 un folto numero di docenti universitari delle discipline storico-artistiche insieme all'Assotecnici, e a moltissimi funzionari tecnico- scientifici del Ministero per i beni e le attività culturali, ha presentato al Ministro dell'istruzione una lettera/appello nella quale si deplora il progetto di accorpamento proposto dalla Commissione ministeriale; la nuova laurea magistrale si articola in un percorso didattico inadeguato e gravemente divergente rispetto alla formazione dei dirigenti del Ministero per i beni e le attività culturali, per la formazione della docenza universitaria e anche per quella dei futuri funzionari storici dell'arte, dei direttori dei musei e delle gallerie pubblici, nonché all'esercizio della professione; gli ambiti disciplinari previsti nel corso di «Laurea magistrale in Storia, conservazione e restauro dei beni culturali» sono in nettissima prevalenza marcatamente scientifici, a detrimento delle indispensabili competenze umanistiche; più in particolare si tratta di discipline fisiche (tra le quali è compresa, fisica della materia, e fisica nucleare e sub nucleare), discipline chimiche (tra gli altri settori scientifici sono previsti chimica analitica e inorganica), discipline ingegneristiche e informatiche (con metallurgia e scienza e tecnologia dei materiali) ed infine discipline della terra; di contro, le tradizionali ed essenziali discipline umanistiche sono relegate ad un ruolo subalterno e servile alle discipline scientifiche; la laurea specialistica in archeologia non risulta, invece, nei progetti di accorpamento e manterrà il tradizionale ed efficace percorso. Tale situazione garantisce la carriera del funzionario archeologo del Ministero per i beni e le attività culturali, ma si pone in contrasto con l'introduzione delle discipline archeologiche nel corso della nuova laurea; il corso attuale di formazione di storici dell'arte è internazionalmente riconosciuto come un modello di punta in grado di fornire un'elevata competenza in ambito sia tecnico-scientifico, sia umanistico e giuridico; tale progetto di riforma del settore comporterà la soppressione dei corsi di dottorato in storia dell'arte, delle scuole di specializzazione post laurea (da sempre destinate alla formazione dei funzionari delle soprintendenze), comprometterà anche la formazione post laurea degli insegnanti delle scuole medie superiori, sopprimendo di fatto la storia dell'arte dai percorsi formativi della scuola e dell'accademia italiana -: su quali basi, con quali criteri e per quali ragioni il Ministro abbia intenzione di sopprimere il tradizionale e internazionalmente stimato percorso formativo per gli storici dell'arte italiani, quale sia, al contrario, la figura di storico dell'arte che il Ministro e la commissione ministeriale hanno in mente e da dove nasca tale nuovo modello considerato che tale passo è stato fatto senza alcuna consultazione con gli esperti del settore. (5-03536)