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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/03823 presentata da DE SIMONE TITTI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 12/10/2004

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-03823 presentata da TITTI DE SIMONE martedì 12 ottobre 2004 nella seduta n. 526 TITTI DE SIMONE. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . - Per sapere - premesso che: la legge n. 53 del 2003 prevede la generalizzazione dell'offerta formativa della scuola dell'infanzia; gradualmente, in forma di sperimentazione, ma compatibilmente con la disponibilità dei posti e delle risorse finanziarie dei comuni, in rapporto all'introduzione di nuove professionalità e modalità organizzative, possono iscriversi alla scuole per l'infanzia anche i bambini e le bambine che compiono i tre anni entro il 28 febbraio 2004; nonostante le numerose apparizioni e la gran quantità di parole spese dal Ministro interrogato sull'anticipo - peraltro fortemente criticato da pedagogisti, docenti e esperti - e sulla generalizzazione della scuola dell'infanzia, il Paese mostra una realtà molto diversa e disagiata, in cui le liste d'attesa sono aumentate, in cui non riescono a fruire della scuola dell'infanzia neanche i bambini a partire dai tre anni, in cui comuni, nei quali sono pronte le strutture, i locali e le attrezzature didattiche, non possono essere attivate nuove scuole dell'infanzia, perché non autorizzate dal ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e perché non vengono da questo nominati i docenti; l'avvio dell'anno scolastico 2004-2005 sta rendendo visibile a tutti, prima, tra gli altri, ai genitori e alle famiglie, i limiti della politica di tagli di risorse e di investimenti in un settore così determinante e importante, come quello dell'istruzione: solo per citarne alcuni, si ricordino i disagi delle liste d'attesa, classi superaffollate, supplenti annuali per coprire posti che potrebbero essere di ruolo, riduzione del tempo scuola dalla scuola per l'infanzia alle superiori, numero insegnanti di sostegno ridotto, con conseguente minor disponibilità oraria di quelli in servizio per ciascun bambino o bambina diversamente abile; interrogato in materia di liste d'attesa, il ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca non trova altra risposta che quella di ricordare che comunque la scuola dell'infanzia non è scuola dell'obbligo, in totale contrapposizione con le numerose e costose campagne medianiche, tese a convincere la popolazione della sussistenza di una generalizzazione dell'offerta formativa della scuola dell'infanzia; si ritiene di estrema gravità, in quanto rischia di intervenire con toni vagamente ricattatori nell'ambito di una negoziazione sindacale, che il ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca leghi strettamente il possibile intervento in materia di liste d'attesa e di autorizzazione di nuove sezioni di scuola per l'infanzia alla conclusione della contrattazione in corso con le forze sindacali, in materia di sperimentazione delle nuove figure professionali riferite all'attuazione degli anticipi; si parla in realtà della totale mancanza di volontà da parte del ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca di attivare i posti necessari ai bambini e alle bambine, che non si avvarrebbero dell'anticipo e che, di conseguenza, non avrebbero nulla a che fare con la definizione delle nuove e sperimentali figure professionali; porre il problema dell'espansione del servizio strettamente correlato a quello degli anticipi è, di fatto, mistificatorio, essendo le due cose totalmente separate e richiedendo interventi di natura totalmente diversa; le associazioni degli enti locali hanno più volte fatto presente che non ci sono finanziamenti sufficienti per la generalizzazione della scuole dell'infanzia ed è, di conseguenza, difficile immaginare che ci possano essere per gli anticipi: ad oggi le somme stanziate non coprono neppure le esigenze di organico e men che meno potrebbero coprire le esigenze derivanti dai nuovi oneri per le strutture e i servizi di supporto; secondo l'interrogante, risulta troppo facile per il Governo scaricare la responsabilità della mancata attivazione di scuole dell'infanzia e della presenza di lunghe liste d'attesa per i bambini dai tre ai cinque anni alle difficoltà delle negoziazioni tra sindacati e Aran -: se non ritenga di doversi attivare perché siano predisposte le necessarie risorse, umane e finanziarie per dare attuazione, innanzitutto, al principio della generalizzazione dell'offerta della scuola dell'infanzia, a partire dai bambini e dalle bambine dai tre ai cinque anni, separando l'ambito delle dotazioni organiche della scuola dalla sperimentazione e dalla definizione di nuove figure professionali legate all'introduzione dell'anticipo. (3-03823)





 
Cronologia
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