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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11241 presentata da RUTELLI FRANCESCO (MARGHERITA, DL-L'ULIVO) in data 12/10/2004

Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-11241 presentata da FRANCESCO RUTELLI martedì 12 ottobre 2004 nella seduta n. 526 RUTELLI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: il sottoscritto interrogante ha ricevuto una lettera da Andrea Insabato, l'uomo detenuto nel carcere di Rebibbia per l'attentato alla sede de Il Manifesto del dicembre del 2000, costretto su una sedia a rotelle in seguito alla ferita riportata nell'esplosione; egli denuncia di vivere con estrema difficoltà quotidiana la propria condizione di invalido a causa delle barriere architettoniche presenti nel carcere nel quale è detenuto; pur nel rispetto delle decisioni assunte dall'autorità giudiziaria nei confronti del detenuto Andrea Insabato, emerge la gravità delle sue condizioni di salute; la disabilità in carcere è un problema complesso, perché attualmente la maggior parte degli istituti italiani, oltre al problema prioritario delle barriere architettoniche, non sono in grado di fornire ai detenuti disabili strutture riabilitative o terapie adeguate; i fondi stanziati nel 2002 per il finanziamento della sanità in carcere, che già si erano dimostrati insufficienti per far fronte in modo adeguato ai bisogni di salute delle persone in carcere, sono stati ulteriormente decurtati nelle successive Leggi Finanziarie; nel piano del Governo, un capitolo specifico è stato dedicato alla disabilità, ma nessuno degli impegni presi allora ha visto una concreta attuazione; nel 2003, anno europeo delle persone con disabilità, il Governo ha ribadito tali impegni, ancora una volta senza darne attuazione; in nessuna di queste circostanze in cui il Governo ha parlato di disabilità, né nel Piano di governo, si affronta la questione dell' handicap nelle carceri; il Libro Verde della Commissione Europea sul reciproco riconoscimento delle misuri cautelari non detentive, presentato a Bruxelles lo scorso 17 agosto, ha tra i suoi obiettivi quello di rafforzare le misure alternative alla carcerazione; negli ultimi 5 anni circa 500 detenuti sono morti per suicidio o malasanità nelle carceri italiane; le carceri italiane sono afflitte da un ormai cronico sovraffollamento, carenze di personale, fatiscenza delle strutture -: quali iniziative il Governo abbia avviato o intende avviare per affrontare il problema delle barriere architettoniche nelle carceri; se il Governo intenda avviare un programma di adeguamento delle strutture di detenzione italiane alle necessità di vivibilità della popolazione carceraria; se il Governo intende avviare e finanziare un serio programma di assistenza sanitaria nelle carceri tale da garantire ai detenuti il rispetto effettivo del fondamentale diritto alla salute; se il Governo stia studiando ipotesi alternative alla detenzione carceraria per i detenuti in condizioni di malattia o handicap fisico o mentale; quali misure concrete siano state attuate in ordine alle condizioni di salute del detenuto Andrea Insabato. (4-11241)

Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 12 settembre 2005 nell'allegato B della seduta n. 668 all'Interrogazione 4-11241 presentata da RUTELLI Risposta. - Il detenuto Andrea Insabato è stato tratto in arresto il 22 dicembre 2000 ed associato presso la Casa circondariale di Roma Regina Coeli. Da quest'ultimo istituto è stato ricoverato presso l'Ospedale S. Camillo di Roma con la diagnosi «lesione da scoppio arti inferiori con fratture scomposte e pluriframmentarie delle tibie e dei peroni e ampia perdita di sostanza ossea e dei tessuti molli». In data 15 febbraio 2001 l'Insabato veniva dimesso dall'ospedale e ritradotto all'istituto di Regina Coeli per essere ricoverato presso l'annesso Centro diagnostico terapeutico. Successivamente, in data 22 febbraio 2001, allo stesso venivano concessi gli arresti domiciliari presso il Policlinico Gemelli di Roma. In data 30 agosto 2001 il detenuto Insabato veniva ritradotto nella Casa circondariale Regina Coeli, essendo stata ripristinata la custodia cautelare in carcere dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma. In data 24 novembre 2001 allo stesso venivano di nuovo concessi gli arresti domiciliari; il 10 giugno 2003 veniva nuovamente condotto nella Casa circondariale Regina Coeli, a seguito di emissione di ordine di esecuzione. Durante questa ultima carcerazione l'Insabato è stato ricoverato nella clinica San Raffaele di Roma dal 10 giugno 2003 al 12 giugno 2003, nel Policlinico Gemelli dal 14 maggio 2004 al 18 giugno 2004, dal 2 agosto 2004 al 20 agosto 2004 e dal 27 settembre 2004 al 9 novembre 2004. Di questa ultima data è di nuovo ristretto nell'istituto penitenziario di Rebibbia Nuovo Complesso, a seguito di assegnazione ministeriale; presso questa casa circondariale il detenuto Insabato riceve adeguata assistenza sanitaria e, se necessario, il ricovero ospedaliero. Come è noto il detenuto in questione fu arrestato dopo aver collocato una bomba davanti alla redazione del quotidiano Il Manifesto in Via Tomacelli a Roma il 22 dicembre 2000; in tale occasione l'esplosione dell'ordigno gli procurò gravi ferite. È ritenuto appartenente ai gruppi eversivi di estrema destra ed ha come posizione giuridica quella di definitivo, con il fine pena previsto per il 10 ottobre 2007, a seguito di condanna per i reati di fabbricazione e detenzione di materiale esplosivo, di incitazione a commettere violenza per motivi razziali e di tentata strage. Si fa presente che lo stesso è sottoposto ad attento e continuo monitoraggio delle condizioni di salute, in particolare per la patologia ortopedica, riceve la terapia prescritta e comunque, a causa delle gravi ferite riportate dopo l'esplosione dell'ordigno, presenta ancora difficoltà deambulatorie ed usufruisce di sedia a rotelle. Per quanto riguarda il quesito posto dall'interrogante in ordine all'intenzione del Governo di avviare e finanziare un «serio programma di assistenza sanitaria nelle carceri tale da garantire ai detenuti il rispetto effettivo del fondamentale diritto alla salute», si rende opportuno specificare che dal 1999 ad oggi, a seguito della progressiva riduzione degli stanziamenti iniziali sul capitolo di bilancio 1764, preposto all'organizzazione dei servizi sanitari penitenziari, sono stati avviati molti interventi, alcuni dei quali hanno riguardato l'organizzazione del sistema sanitario penitenziario, mentre altri sono stati orientati ad acquisire contributi di collaborazione da parte del Sistema Sanitario Nazionale, in coerenza con i più recenti orientamenti normativi sulla materia sanitaria e precisamente: 1) Organizzazione dei servizi sanitari penitenziari. La finalità perseguita attraverso interventi sull'organizzazione dei servizi sanitari penitenziari è stata quella di utilizzare al meglio le risorse assegnate per l'assistenza sanitaria dei detenuti e degli internati, in coerenza ai principi di efficienza ed economicità, nel rispetto del principio della tutela della salute del detenuto costituzionalmente garantito, quale diritto inviolabile di ogni individuo. In particolare, nel 1999 si è provveduto a classificare gli istituti penitenziari in tre livelli a ciascuno dei quali corrisponde uno specifico modello organizzativo di assistenza sanitaria, individuato mediante il criterio del numero di detenuti presenti, precisamente, strutture sanitarie di primo livello, strutture sanitarie di secondo livello e strutture sanitarie di terzo livello, costituite queste ultime dagli istituti penitenziari di maggiori dimensioni, dagli Ospedali psichiatrici giudiziari e dalle sedi dotate di centri clinici dell'Amministrazione penitenziaria, che sono in grado di affrontare necessità medico-chirurgiche anche di elevato livello, avendo a disposizione strumenti diagnostici adeguati. Negli anni successivi, sempre perseguendo l'ottica della razionalizzazione e del miglior impiego delle risorse esistenti, sono stati inviati ai Provveditori e alle Direzioni documenti di programmazione dell'attività sanitaria penitenziaria contenenti le linee guida relative alle varie articolazioni del sistema. In particolare, si è intervenuti sulla medicina specialistica, prevedendo il mantenimento delle branche specialistiche effettivamente necessarie ed in relazione ai livelli di assistenza già definiti in precedenza, e sull'assistenza farmaceutica, indicando per ogni Provveditorato la predisposizione di un prontuario farmaceutico regionale. È stato anche sollecitato il rilascio da parte delle ASL del ricettario regionale per la prescrizione di tutti quei farmaci non disponibili nell'apposito prontuario e ritenuti necessari. Si è cercato di assicurare il principio della continuità assistenziale mantenendo per ogni istituto penitenziario, a seconda del livello di appartenenza indicato nella citata circolare del 1999, lo stesso monte ore del servizio SIAS e infermieristico e riducendolo, solo nelle situazioni in cui non era praticabile altra soluzione, e comunque in modo da non modificare il livello di assistenza già offerto. Al fine di una maggiore razionalizzazione delle risorse e per collegare la spesa sanitaria alle reali necessità assistenziali di ogni singolo detenuto è stato predisposto per il corrente anno un progetto di «Modifica del meccanismo di finanziamento delle Aree sanitarie degli istituti attraverso l'individuazione di gruppi omogenei di co-morbilità». Tale progetto inserito nei Programmi esecutivi d'azione del Governo (P.E.A.) ha l'obiettivo di individuare strumenti che consentano una stima realistica sulla complessità e gravità degli stati patologici riscontrati nella popolazione penitenziaria. Ciò per definire un nuovo assetto organizzativo e di verifica sia della funzionalità del sistema che della gestione dei finanziamenti (collegati sia a una quota pro capite base per tutti i detenuti e a quote aggiuntive calibrate, che a gruppi omogenei di comorbosità risultanti da una procedura di aggregazione di diversi stati patologici denominata «indice di stato di salute»). Detto progetto sperimentale interessa tutti gli istituti penitenziari. 2) Collaborazione con il sistema sanitario nazionale. La legge n. 419 del 1998 di riordino del Sistema sanitario nazionale ha previsto all'articolo 5 interventi anche in tema sanità penitenziaria. La normativa di attuazione della citata legge di riforma, adottata con il decreto legislativo n. 230 del 1999, disponeva il trasferimento della medicina penitenziaria al Servizio sanitario nazionale, a seguito di un periodo di sperimentazione di tale transito da effettuarsi in tre Regioni. Nel dicembre dell'anno 2000 veniva adottato il decreto legislativo n. 433 che protraeva i termini della fase sperimentale al 30 giugno 2002, estendeva detta fase ad altre regioni e, soprattutto, modificava l'intero impianto normativo della riforma. Veniva, infatti, sostituito il principio del trasferimento della medicina penitenziaria al Servizio sanitario nazionale con quello del riordino definitivo del settore. Ciò avveniva, per effetto della sostituzione del comma 4 dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 230 del 1999, con altro testo del medesimo comma operata dall'articolo 1, comma 2 del decreto legislativo n. 433 del 2000. La stessa norma demandava, poi, ad appositi decreti o ad altri atti ritenuti opportuni la definizione della materia. Veniva, quindi, istituita con decreto del 6 maggio 2002 del Ministro della salute e della giustizia una apposita Commissione perché definisse, sulla base degli esiti della sperimentazione svolta, nuovi modelli organizzativi da applicare nella medicina penitenziaria. Detta Commissione non ha ancora ultimato i lavori. Va, comunque, precisato che, con decreto del 20 gennaio 2004 a firma del Ministro della salute e della giustizia, i compiti alla stessa demandati sono stati estesi, comprendendo anche l'esame degli Ospedali psichiatrici giudiziari. L'Amministrazione penitenziaria, in attesa della evocata normativa di attuazione, ha continuato ad assicurare la tutela della salute dei detenuti e degli internati, ma, confortata dall'evoluzione intervenuta nel settore attraverso il citato decreto legislativo n. 433 del 2000, ha orientato l'azione di garanzia del diritto alla salute dei ristretti verso la ricerca di forme di collaborazione con il Servizio sanitario nazionale. Questo Dicastero è dell'avviso che la scelta della collaborazione integrata tra S.s.n. e S.s.p. in materia di sanità penitenziaria non solo abbia fondamento normativo, ma sia la soluzione più appropriata per assicurare ai detenuti e agli internati una assistenza sanitaria in linea con i livelli essenziali di assistenza, definiti con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 novembre 2001. Va rilevato che il Servizio sanitario nazionale percepisce la quota pro capite prevista per la spesa sanitaria di ogni cittadino residente nel territorio, compresi anche i detenuti e gli internati, così come previsto dall'articolo 1, comma 4 del decreto legislativo n. 230 del 1999. Questa amministrazione, infine, per definire le strategie di intervento più appropriate, ha promosso un incontro con rappresentanti dei Ministeri dell'economia e della salute, che avverrà a breve. 3) Interventi nei confronti delle persone diversamente abili. Il diritto all'assistenza al detenuto con disabilità motoria è sancito dall'articolo 65 dell'Ordinamento penitenziario che recita «I soggetti affetti da infermità o minorazioni fisiche o psichiche devono essere assegnati ad istituti o sezioni speciali per un idoneo trattamento. A tali istituti o sezioni sono assegnati i soggetti che, a causa delle loro condizioni, non possono essere sottoposti al regime degli istituti ordinari». Allo scopo di dare attuazione a tale norma e sulla base del presupposto che non tutti i soggetti disabili necessitano di una particolare assistenza specialistica, questa Amministrazione, sensibile da sempre alla problematica in oggetto, si è preoccupata di intervenire sull'argomento, in relazione al tipo di disabilità di cui sono portatori i detenuti. In particolare, si è ritenuto realizzare una adeguata distribuzione sul territorio nazionale delle strutture destinate ad ospitare persone non autosufficienti, attenuando gli effetti dell'allontanamento dai luoghi di residenza dei detenuti disabili, i quali, in passato, venivano convogliati da tutte le regioni nell'istituto penitenziario di Parma, con gravi conseguenze per le relazioni familiari ed affettive. A tale scopo, una commissione dipartimentale, a seguito di sopralluoghi, aveva individuato presso gli istituti di Parma, Roma Regina Coeli, Bari e Catanzaro, le sedi più idonee per la realizzazione dell'obiettivo sopra indicato. Ne è scaturita la nota del 24 marzo 2000, con cui l'Amministrazione penitenziaria ha individuato due livelli di assistenza sanitaria, per garantire dei servizi sanitari adeguati per l'accoglienza e la cura dei detenuti affetti da disabilità motoria e sensoriale. In particolare, sono stati previsti l'ampliamento, laddove già esistenti e l'istituzione di: Reparti di primo livello - presso i centri clinici dei quattro istituti citati, destinati ad ospitare, per un massimo di dodici posti letto, detenuti disabili non auto sufficienti; Reparti di livello intermedio presso gli istituti dotati di infermeria attrezzata, destinati ad accogliere, per un massimo di otto posti letto, detenuti disabili autosufficienti. Nella citata nota sono stati, altresì, indicati i requisiti strutturali e assistenziali con cui si deve procedere alla realizzazione di tali reparti, sia di I livello che di II livello. Inoltre, sono stati invitati i Provveditori regionali ad individuare almeno un istituto tra quelli dipendenti, dotato di assistenza sanitaria garantita per tutto l'arco delle 24 ore; ove, realizzare un reparto di livello intermedio, tenendo presente le esigenze della popolazione detenuta regionale. La realizzazione di detti reparti comporta la programmazione di lavori edilizi che in molte sedi sono stati già completati, come negli istituti penali di Parma o nella Casa Circondariale di Bari, ove sono state avviate le procedure necessarie per garantirne l'apertura. Più in generale, inoltre, questa Amministrazione in ossequio all'articolo 37 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 «Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate» ha impartito le opportune disposizioni per l'adeguamento strutturale alla normativa in questione di tutti gli istituti in corso di costruzione e/o di progettazione. Per alcuni istituti penitenziari la vetustà delle strutture ha reso difficoltoso intervenire adeguatamente. Nei progetti e nelle perizie, in corso di redazione, da parte di tecnici del competente Dipartimento la questione in oggetto è tenuta da anni sistematicamente in considerazione, prevedendo ascensori e stanze per detenuti e portatori di handicap, con servizi igienici speciali nonché interventi di adeguamento dei varchi e dei percorsi per l'allargamento dei vani di passaggio e l'eliminazione di eventuali gradini e dislivelli discontinui. Nell'ambito dell'attività tecnica di progettazione e realizzazione di tali interventi sono state eseguite opere di abbattimento delle barriere architettoniche per vari istituti, tra i quali: Trapani Sezione Giudiziaria; Caltanissetta II Padiglione; O.P.G. Barcellona Pozzo di Gotto VI Padiglione; Roma Rebibbia Nuovo Complesso. Nell'ambito dei lavori di ristrutturazione sono stati previsti interventi parziali per l'abbattimento di barriere architettoniche presso le seguenti strutture: Casa circondariale di Pescara; Casa circondariale di Brindisi; Casa circondariale di Matera; Casa circondariale di Firenze Sollicciano; Casa di reclusione di Favignana; Sede Dipartimento Amministrazione penitenziaria di Roma; Palazzina Uffici direzione presso l'I.S.P.E. di Roma; Ex Centro di reclutamento di Casal dei Marmo di Roma. Inoltre, sono state previste sezioni speciali per detenuti portatori di handicap presso: la Casa reclusione Parma; la Casa circondariale Lanciano; il C.D.T. della Casa circondariale di Bari; il C.D.T. della Casa circondariale di Catanzaro. Sono stati, altresì, programmati la ristrutturazione e l'adeguamento alla normativa in questione della Casa di reclusione di Fossano e della Casa circondariale di La Spezia. Per quanto concerne, infine, il quesito posto dall'interrogante volto a conoscere se il Governo stia studiando ipotesi alternative alla detenzione per i detenuti in condizioni di malattia o handicap fisico o mentale, si rappresenta che una proposta di legge recante «Modifiche agli articoli 147 e 148 del codice penale in materia di rinvio dell'esecuzione della pena nei confronti di persone affette da grave infermità psichica», presentata dall'onorevole Pisapia ed altri, risulta assegnata alla Commissione II Giustizia della Camera dei deputati, in data 22 gennaio 2002. Il Ministro della giustizia: Roberto Castelli.



 
Cronologia
mercoledì 6 ottobre
  • Politica, cultura e società
    Per la crisi dell'Alitalia e la gestione degli esuberi si raggiunge un'intesa tra Governo, azienda e sindacati.

giovedì 14 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nomina il poeta Mario Luzi senatore a vita per altissimi meriti in campo letterario ed artistico