Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03684 presentata da PISA SILVANA (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 11/11/2004
Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-03684 presentata da SILVANA PISA giovedì 11 novembre 2004 nella seduta n. 544 PISA e DEIANA. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: le munizioni cluster sono armi di grandi dimensioni - lanciate da aerei oppure da sistemi di artiglieria, lanciarazzi e lanciamissili - che si aprono a mezz'aria spargendo ad ampio raggio centinaia (o, nel caso di quelle di artiglieria, decine) di submunizioni più piccole; le submunizioni, molto apprezzate dal punto di vista militare per la loro capacità di ampia disseminazione e per la loro versatilità, sono progettate in modo da esplodere al momento dell'impatto al suolo, a differenza delle mine antipersona che esplodono al contatto con la vittima. Tuttavia, nei casi in cui le submunizioni non funzionano come previsto, divengono estremamente pericolose e possono esplodere al minimo tocco o spostamento, diventando così di fatto delle mine antipersona; il tasso di mancata esplosione dichiarato dalle case produttrici è del 5 per cento, ma in realtà i dati raccolti sul campo segnalano indici molto più alti, anche fino al 20-25 per cento; le munizioni cluster sono particolarmente pericolose per una serie di motivi: 1) l'alto numero di submunizioni che rilasciano fa sì che ogni singola munizione cluster produca una quantità notevole di ordigni inesplosi. Un esempio: nella seconda guerra del golfo, le forze USA hanno usato 10.728 munizioni cluster per un totale di circa 1.800.000 submunizioni. Se anche quelle inesplose fossero in effetti solo il 5 per cento, si tratterebbe comunque di 90.000 ordigni letali disseminati sul terreno; 2) l'instabilità delle submunizioni le rende estremamente pericolose e ancora più difficili da rimuovere e distruggere delle mine antipersona; 3) La potenza delle cariche con cui sono armate le rende ancora più letali delle mine antipersona: gli incidenti causati da submunizioni uccidono con più frequenza e in un raggio ben superiore rispetto alle mine antipersona; per quanto il numero dei conflitti in cui si è fatto uso di munizioni cluster sia ancora relativamente limitato, il danno causato alle popolazioni civili sia durante gli attacchi che dopo è sempre enorme. L'impatto non si limita inoltre all'uccisione o al ferimento di civili: una pesante contaminazione da munizioni cluster può infatti avere profonde implicazioni socio-economiche, ostacolando la ricostruzione e lo sviluppo postbellici; l'Italia è uno degli almeno 57 Paesi che hanno nei propri arsenali munizioni cluster . Gli stock italiani comprendono le cosiddette DPICM - Dual Purpose Conventional Munitions lanciate con sistemi di artiglieria MLRS - Multiple Launch Rocket System - che hanno un alto tasso di mancato funzionamento: circa una submunizione su sei rimane inesplosa. Risulta inoltre che l'Aviazione Militare Italiana ha in dotazione cluster bomb tipo (MK2)BL755 contenenti 147 bombette tipo MK 1 HE (2,15 lbs); l'Italia è (o è stato) uno dei 33 Paesi produttori di munizioni cluster . Almeno due modelli di munizioni cluster risultano inseriti nel catalogo della Simmel Difesa con sede a Colleferro (Roma) (catalogo che, in risposta ad una ricerca avviata, la ditta ha confermato essere aggiornato) e ci sono indicazioni di produzione da parte di almeno un'altra impresa italiana (SNIA-BDP). L'Italia ha inoltre importato munizioni cluster dalla Germania (proiettili d'artiglieria) e dagli USA (bombe, razzi); l'Italia è stata nell'ottobre 1997 il primo Paese a dotarsi di una legge che in esecuzione del trattato di Ottawa, vietava la produzione e la vendita di mine, prevedendo inoltre, la distruzione delle scorte esistenti; questo dopo che già nell'agosto del 1994 aveva adottato una moratoria unilaterale sulla produzione e vendita di mine antipersona -: quali siano il numero, i modelli e le provenienze delle munizioni cluster immagazzinate negli arsenali delle forze armate italiane; quale sia il ruolo che questo tipo di munizioni riveste nelle strategie di difesa del nostro Paese e in quali occasioni sono state utilizzate dalle nostre forze armate; quali siano i modelli di munizioni cluster e della loro componentistica prodotta in Italia e se il nostro in alcun modo coinvolto in progetti europei o multilaterali per lo sviluppo e la produzione di sistemi d'arma che utilizzano munizioni cluster ; quali siano i Paesi verso cui l'Italia esporta o ha esportato questo tipo di munizioni.(5-03684)