Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03817 presentata da DELMASTRO DELLE VEDOVE SANDRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 17/01/2005
Interrogazione a risposta in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-03817 presentata da SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE lunedì 17 gennaio 2005 nella seduta n. 569 DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: il 30 settembre 2004 la Banca J.P. Morgan Chase (JPMC) ha registrato un volume di derivati che supera i 43 mila miliardi di dollari; per comprendere con esattezza la dimensione di questa somma è bene ricordare che essa supera il prodotto lordo mondiale ed è quattro volte il PIL degli Stati Uniti d'America; subito dopo la Banca J.P. Morgan Chase viene il Citigroup con un volume di derivati pari a 17,5mila miliardi di dollari, seguito a ruota dal Bank of America con 17,1 miliardi di dollari; altre due banche superano la soglia dei mille miliardi di dollari, la Wachovia (ex- First Union ) con 3 mila miliardi e la HSBC North America (branca americana della Hong Shang) con 1,8 mila miliardi; le cifre esposte sono state pubblicate dal Comptroller of the Currency, che asserisce che il totale dei derivati delle 25 banche principali ammonta a 86,9 mila miliardi di dollari, dovendosi peraltro osservare che le cifre evidenziate e pubblicate sul Comptroller of the Currency sono superiori a quelle pubblicate dalla FDIC, l'ente che assicura i depositi; le banche e gli organismi di vigilanza asseriscono che il rischio netto di questo mostruoso volume di contratti derivati sia di soli 804 miliardi di dollari e che esso comporti una esposizione creditizia netta (equivalente) di soli 183 miliardi di dollari; tali calcoli e tali considerazioni economico-finanziarie hanno indubbiamente il pregio di rassicurare il mondo della finanzia e del risparmio, ma occorre realisticamente considerare che essi escludono i rischi «sistemici» che non rientrano nei parametri presi in considerazione, ma che, puntualmente, si verificano, così come testimonia il crac gigantesco dell'LTCM il cui rischio derivati era considerato trascurabile, quando invece un evento non calcolato, il default dei titoli di Stato russi, minacciò di far crollare l'intero sistema; l'87 per cento di tutti i derivati sono scommesse sui tassi di interesse, mentre il 9 per cento rappresenta scommesse su cambi; i derivati sul credito sono saliti a 1,9 miliardi; il 92 per cento dei contratti derivati sono stati stipulati Over-the-Counter, cioè non sono stati registrati, e soltanto l'8 per cento risulta registrato in Borsa; una tale situazione appare intuitivamente insostenibile e comunque straordinariamente pericolosa sol che si rifletta sul fatto che l'ammontare dei derivati di una sola banca supera il PIL dell'intero pianeta; secondo l'interrogante, i contratti derivati di cui alla premessa costituiscono, per le loro dimensioni assolutamente inammissibili ed irrealistiche, un grave rischio per l'economia mondiale; la nuova frontiera dei contratti derivati ha assunto, non soltanto negli Stati Uniti d'America, dimensioni tali da essere completamente disancorata dall'economia reale, essendo invece componente essenziale e rischiosa di quella economia virtuale che continua a girare in tutti i continenti contribuendo a creare rischi sistemici di proporzioni addirittura apocalittiche -: se non ritenga di affrontare il tema con i Ministri delle Finanze dei Paesi industrializzati al fine di avviare una riflessione seria che possa condurre al ritorno all'economia reale con l'abbandono progressivo di una economia diretta soltanto da pochi grandi speculatori che rastrellano i risparmi di milioni di piccoli e medi risparmiatori ed investitori, con l'appoggio disinvolto delle banche. (5-03817)